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ANORESSIA: GUARIRE SI PUO’

ANORESSIA: GUARIRE SI PUO’

 L’anoressia è una malattia e giustamente come tale va considerata, ma non va affrontata -come molti fanno- con troppa superficialità, considerandola sotto l’aspetto fisico, dando la responsabilità solo alla moda, ai modelli estetici o a una semplice crisi adolescenziale. Non ritengo che l’anoressia sia solo la manifestazione di un disagio alimentare. Non è dicendo di mangiare di più che si sblocca una situazione, anche se può sembrare la cosa più opportuna. In quel piatto vuoto, in quel viso scarno, in quelle ossa sporgenti, c’è solo un grido di aiuto, c’è solo una frase, un’eco profonda: “Sono qui, ascoltatemi!”.

A volte mi rendo conto ancora oggi di quanto sia difficile per me scegliere, sentirmi libera anche di sbagliare, di cambiare, di rendermi conto delle cose; invece mi sento rigida su me stessa, mi punisco se sbaglio, se non sono attenta a come reagisco, a come mi comporto. Dovrò imparare ad accogliere la paura di fallire, l’insicurezza che sento, per poi farla attraversare e scivolare via.

La verità è che non c’è niente da comprendere in questa malattia; c’è solo da fermarsi ad ascoltare. L’anoressia non è la dieta, non è il cibo, non è il peso; l’anoressia è proprio il “non sentirsi”! Non c’è medicina che possa guarire se non c’è ascolto autentico, comprensione. Il peso preoccupa, il fisico regola l’umore nostro e delle persone che in quei momenti ti stanno vicino; ma l’angoscia vera sta nelle paure, nella mente che non ti permette di agire, che ti comanda e immobilizza la tua capacità di scegliere. Quelle ossa non sono solo il segnale che siamo magre, ma anche che ci stiamo cancellando: che cosa vogliamo cambiare? La verità è che noi non stiamo bene e non staremo bene neanche più magre! Noi ci stiamo uccidendo e basta e non riusciamo a fermarci. Perché ci feriamo? Dove ci conduce il continuare ad essere convinte che stiamo bene e che non abbiamo bisogno di aiuto?

Un ascolto attento e aperto, quello vero che va oltre le parole, è la vera medicina, nella famiglia, nella società che cammina dritto e non accetta curve, che tende l’orecchio alle chiacchiere e poco al suono della voce, che si veste d’oro, ma ha l’anima fatta di panni vecchi.

(Dal libro “Anoressia della passioni”, una storia vera, di Serena Libertà)

Auguro a tutti voi di trovare questo ascolto, questa capacità di ascoltare e sentirsi ascoltati con le orecchie del cuore! Io sono qui per questo…

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