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MINDFUL EATING: COME VINCERE LA FAME NERVOSA

MINDFUL EATING: COME VINCERE LA FAME NERVOSA
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CIBO ED EMOZIONI
PERCORSO DI MINDFUL EATING
Sabato 2 Marzo 2019, ore 10-12
Come vincere la fame nervosa

L’ incontro, guidato dalla psicoterapeuta Marta Castoldi e dalla nutrizionista Gabriella De Miranda, si terrà a Milano, in via Friuli 50, presso il Centro Temenos.
La quota di partecipazione è di 25 euro (si può effettuare il pagamento la mattina stessa o con bonifico al seguente Iban: IT 67 R 05216 01616 0000 0000 1861 intestato a Gabriella De Miranda)
ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (entro Venerdì 01 Marzo) mandando una mail a info@spazioaiuto.it  o un whatsapp al 338 93 83 650

Nel prossimo incontro di Mindful Eating il tema sarà “Come vincere la fame nervosa”

Quali sono le vostre peggiori abitudini alimentari, in termini di azioni, atteggiamenti, e cose che vi dite o pensate quando agite e vi comportate o meno in un determinato modo rispetto al cibo? Potete vincere la fame nervosa solo se premete Stop, solo se vi rendete conto dei motivi che sostengono il vostro mangiare sregolato e se desiderate veramente fare qualcosa, invece di darvi il permesso di continuare così, a fare “casino” col cibo. Sia che mangiate poco (e poi magari vi ritrovate a fare abbuffate perché il corpo arriva a livelli di fame che faticate a contenere) sia che un’emozione diventi così intollerabile da spostare la vostra totale attenzione verso il cibo o verso la bilancia e lo specchio, in fondo siete voi a continuare così, anche se a volte vi crea disagio. Da qualche parte avete imparato che qualcosa, in particolare il cibo e quindi il mangiare per fame nervosa, vi fa stare bene e non avete badato alle conseguenze che questo stare bene comporta. Ma se siete arrivati a leggere queste righe, forse avete realizzato che qualcosa non va e che è ora di interrompere questo loop e disinnescare la spirale del mangiare per fame nervosa.

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ABBUFFATE COMPULSIVE

ABBUFFATE COMPULSIVE
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Perché ho abbuffate compulsive? Perché nascono i problemi col cibo?”: chiunque abbia sentito l’angoscia della perdita di controllo sul mangiare si è probabilmente chiesto ‘perché?’. Sfortunatamente non c’è una risposta semplice o esauriente. Diversi percorsi possono portare a problemi col cibo: spesso iniziano con una dieta, dove il controllo sull’alimentazione inizia a cedere e la persona può cominciare ad avere abbuffate compulsive. Seguire una dieta rigida, il pensiero tutto-o-nulla, scarsa autostima, un cattivo rapporto col proprio corpo, problemi nel controllo degli impulsi, difficoltà relazionali e difficoltà familiari sono tutti motivi che portano ad avere problemi col cibo, ce ne sono mille…Ma più che domandarsi perché il problema delle abbuffate compulsive è iniziato, è utile chiedersi: perché continua? Perché voi stessi o qualcuno che conoscete abbia iniziato ad abbuffarsi e perché continui a farlo può essere ancora un mistero, ma rispondere alla seconda domanda, cioè le ragioni del mantenimento, può sicuramente aiutare a fare qualcosa. Il punto chiave per capire come interrompere le abbuffate compulsive, e quindi per comprendere perché continuino, è chiedersi: volete fermare le abbuffate? Volete veramente cambiare? Oppure questa modalità ormai automatica e diventata quasi un’abitudine resta per voi in fondo una comoda ancora di salvezza nella tempesta dell’esistenza? Vi assicuro che cambiare è possibile: è possibile ricominciare a mangiare normalmente, senza alternare digiuni ad abbuffate compulsive; è possibile gustare il cibo anziché mangiare con paura, dispiacere o senso di colpa; è possibile mangiare con gli altri ed essere felici, assaporare le bontà che avete di fronte senza pensare alle calorie che contengono e senza provare vergogna; è possibile eliminare la divisione che vivete tra cibi proibiti e cibi permessi, così da concedervi anche dei cibi che ora concepite come vietati con piacere e senza sensi di colpa.

Come? Provate a fare una lista dei potenziali vantaggi del cambiamento. Se smettete di abbuffarvi, vi sentirete meglio? Migliorerà la vostra qualità di vita? Migliorerà la vostra salute e il vostro umore? Gli altri ne trarranno beneficio? Oppure vi sentirete spogliati dalla sola modalità che credete di conoscere per affrontare lo stress, i problemi, la solitudine, la tristezza e l’ansia? Sentite che non siete pronti a smettere di usare il cibo a vostro beneficio, che in fondo le abbuffate a volte vi servono, come valvola di sfogo o altro, e gli effetti collaterali che vi portano sono più sopportabili del farne a meno? Credetemi, spesso le persone sono sorprese di sentirsi tanto meglio quando smettono di abbuffarsi (soprattutto se da molti anni convivono col problema), ma è così! Se pensate di non essere capaci di smettere, provate a chiedere un aiuto…

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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ABBUFFATE INCONTROLLATE?

ABBUFFATE INCONTROLLATE?
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Vi capita di avere abbuffate frequenti? Di tornare dal lavoro e precipitarvi sui biscotti o sul cioccolato, oppure addirittura di fermarvi al supermercato rientrando a casa e comprare quanto di più goloso e calorico vi sia per la vostra cena? Di vuotare sacchetti di patatine e di caramelle senza quasi rendervene conto? Non spaventatevi, è soltanto un possibile problema di Binge Eating, che porta a mangiare in maniera inconsapevole ed esagerata per ragioni emotive, che spesso però non si riconoscono o non si riescono a capire. Anziché concentravi sul problema delle abbuffate e magari sul vostro aumento di peso, provate a guardare i benefici e le opportunità che questa situazione difficile vi sta portando, altrimenti non avrebbe senso. Quei momenti in cui vi abbuffate non sono veri fallimenti, sono passi falsi, sono momenti che vi insegnano qualcosa sul vostro mondo emotivo e sul vostro modo di gestire le emozioni, e che vi aiutano quindi a identificare ciò su cui dovete lavorare. Provate a inquadrare diversamente la situazione e le abbuffate, pensate alle parole negative che usate per descrivere quel che succede e scegliete parole nuove. Darvi addosso (“Sono uno stupido, sono un fallimento, sono un disastro”) non serve certo a risolvere il problema, ma non fa che aumentare il vostro disagio e quindi a ricercare il cibo per sedarlo. Buddha disse: “Ciò che si pensa, lo si diventa”. Quando vi capita di avere abbuffate non infierite contro voi stessi, il senso di colpa è già una punizione sufficiente e, se lasciate parlare troppo il vostro critico interiore, esso vi riporterà facilmente ad una successiva abbuffata pur di farlo tacere! Invece provare a vedere la situazione da un altra prospettiva, come una possibilità per imparare qualcosa su voi stessi. Potete dirvi: “Mangiare non risolverà questo problema”, “posso farcela, è solo questione di tempo”, “non ho bisogno del cibo per confortarmi, posso trovare altre modalità”. Non dico che questo sia un compito facile, dato che forse il cibo è diventato la vostra modalità automatica di affrontare le emozioni, e soprattutto non è facile se siete da soli ad affrontare il problema delle abbuffate. Se però provate a farvi aiutare siete già sulla strada buona per interrompere questo pilota automatico e ritrovare un rapporto più sereno col cibo.

Per domande e commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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