Spazio Blog

DISTURBI ALIMENTARI: CONSIGLI PER I GENITORI

DISTURBI ALIMENTARI: CONSIGLI PER I GENITORI
Commenti disabilitati su DISTURBI ALIMENTARI: CONSIGLI PER I GENITORI

Il sintomo, quindi la malattia, sono modelli insani e disarmonici di comunicazione, modelli che nascono da qualche parte nell’inconscio e che si sostituiscono ai “funzionamenti sani”, perché questa ammalate hanno paura della sanità, hanno paura di perdere – se guariscono – i loro privilegi. Perciò soltanto un rifiuto netto delle modalità insane di comunicazione può impedire l’aggravamento della situazione. Anche se è triste doverlo accettare, da un certo punto in poi, le persone con disturbi alimentari non sono più in grado di intendere e volere ed è quindi perfettamente inutile appellarsi al loro buon senso o scaricarsi la responsabilità dicendo “…deve sapere lei cosa fa e cosa vuole”. Quindi:

  • non assecondate la ragazza in quelle richieste che sottendono a perdere peso quali palestra, piscina, cyclette o altri attrezzi per la ginnastica da camera o attività sportiva in genere

  • Non modificate, in alcun modo, il vostro stile di vita sia nel sociale che nei rapporti con gli altri familiari nella speranza di aiutare vostra figlia.

  • Lei digiuna? Si abbuffa e poi corre a chiudersi in bagno? Voi continuate il vostro pasto senza considerarla, siate gentili, ma distaccati. Non premiate il sintomo con eccessive attenzioni (ciò non significa far finta che il problema non esista, in altri momenti è importante parlarne e sottolineare l’importanza di una cura).

  • Non subite in modo passivo le sue aggressioni, le sue scenate isteriche: se non accetta il vostro aiuto, non può nemmeno usarvi come punching-ball sul quale sfogare la sua rabbia e le sue tensioni. Per quanto sia difficile, continuate a trattarla da “ragazza sana”, come trattereste una fanciulla normale per quell’età.

  • Siate fermi e decisi nel dirle che deve curarsi, non accettate i suoi “ce la faccio da sola, posso smettere quando voglio”. Da anoressia e bulimia, da soli, non se ne esce mai!

  • Condizionate il vostro appoggio, la vostra presenza, il vostro amore ad atteggiamenti convenientemente sani.

  • Non credete alle sue “dichiarazioni d’amore”, spesso il cercarvi, il voler essere la vostra bambina, non sono che sintomi della malattia.

  • Non diventate alleati della sua malattia, non accettate compromessi del tipo: dimagrisco ancora un chilo, poi smetto; posso smettere quando voglio; non è un problema.

  • Proponetele con fermezza un percorso terapeutico e, se la considerate in pericolo di vita, richiedete un ricovero coatto.

  • Ricordate: lei è ammalata nello spirito, quindi difficilmente sa discernere il bene dal male, inoltre sappiate che la sua ansietà annulla la volontà e che l’appellarsi a quest’ultima non ha senso alcuno.

  • Il suo mondo è ormai costellato di “NO” ripetuti sino all’esasperazione: no all’alimentazione normale, no all’acqua, no all’amore, alla femminilità, alle cene con gli amici; no al lasciarsi cullare dalle onde del vivere, no alle sensazioni, alle delusioni, all’andare verso gli altri, alla bellezza. Se cerca il vostro aiuto, impostatelo sul principio do ut des, non siate sempre voi a dare, ricevendo in cambio solo dei forti e malsani NO!

  • MA SOPRATTUTTO RICORDATE: siete voi e solo voi familiari ad avere ora la responsabilità su vita e morte. Non crogiolatevi nella melensa illusione che lei sa il fatto suo. Quello che vi comunica, anche se in chiave criptata, è un forte “aiutatemi!”.

    Non dimentichiamo che vero è che l’anoressia è sì mancanza di appetito, ma non dell’appetito di cibo, anoressia è mancanza di appetito di vivere. Ciò vale anche per la bulimia e il binge: la gioia di essere viene traslata sul cibo. Una droga apparentemente innocua che colma e dalla quale ci si può liberare vomitando o con il lassativo o che mette tra la ragazza e la realtà un protettivo strato di grasso. Infatti i disturbi alimentari sono paragonabili, nella loro dinamica, alla tossicodipendenza e necessitano, perciò, sempre di un percorso terapeutico che proponga nuovi modelli di comunicazione e nuovi modi per affrontare la vita, liberando da sintomi insani per renderla armoniosa, felice ed efficiente nel sopravvivere in una giungla chiamata esistenza.

More

SINDROME DI BARBIE O DISTURBO ALIMENTARE?

SINDROME DI BARBIE O DISTURBO ALIMENTARE?
Commenti disabilitati su SINDROME DI BARBIE O DISTURBO ALIMENTARE?

Colui o colei che non è alla ricerca di conferme e approvazioni scagli la prima pietra! Il ’68 ci ha lasciato in eredità -oltre che la rinascita del femminile- un brutale ritorno al materialismo. Un materialismo che mette in secondo piano i cosiddetti valori interiori e premia l’apparenza. Apparenza soprattutto, apparenza come must. Se ciò che appare coincide con i modelli che vincono, allora conferme e approvazioni sono garantite. Credo che con questo semplice teorema si possa capire l’espandersi di palestre, centri di bellezza, consultori di dietetica, ginnastiche varie, diete strampalate e tutta quella roba che si enuclea intorno all’apparire. Non è quindi assurdo, né semplicistico, il dividere il mondo tra belli e brutti: ai primi un’ampia possibilità di soddisfare le proprie ambizioni e aspettative, ai secondi vita da “Cenerentole prima della venuta del Principe”.

More

IL TEMPO CON I FIGLI

IL TEMPO CON I FIGLI
Commenti disabilitati su IL TEMPO CON I FIGLI

Il tempo da trascorrere con i figli non è infinito. Tornare a casa la sera tardi, dopo il lavoro, e trovare vostro figlio che già dorme. Guardarlo. E pensare che se si svegliasse anche solo per un istante il vostro enorme senso di colpa scemerebbe un po’, perché lui vedendovi saprebbe DAVVERO che vi è mancato e che vi spiace. Cinque secondi di beatitudine. E subito essere sopraffatti da un nuovo senso di colpa, per aver pensato egoisticamente di svegliarlo. Mamme e padri contemporanei sono dilaniati da un unico grande problema: il tempo. Per tutti o quasi è estenuante la sensazione di non averne mai abbastanza. E in tutti esiste il timore di svegliarsi un giorno e accorgersi che i figli sono cresciuti e stanno per andare via. Provate a elencare le cose che fate per loro adesso, e chiedetevi: sarò un genitore senza rimpianti?. Se sommate tutto il tempo che i vostri figli trascorrono all’asilo nido, a scuola, dormendo, a casa dei nonni, con la baby sitter, in campeggio o altro, ci sono solo 940 sabati dalla nascita di un bambino alla maggiore età. Anche se potrebbero sembrare molti, quanti ne avete già consumati? Se vostro figlio ha 5 anni, avete bruciato già 260 sabati. Sono scomparsi, e come li avete trascorsi?. Obiettivo è rendere il tempo che si trascorre con loro “indimenticabile”.

More