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RELAZIONI E ONLINE

RELAZIONI E ONLINE
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L’illusione che tanti di noi vivono nell’online è che il contatto che sperimentiamo in un social network abbia la medesima valenza di una relazione interpersonale nella vita reale. Le relazioni non sono “contatti” ma “legami” e spesso ciò che viviamo nell’online e nel virtualità non è altro che la proiezione dei nostri bisogni portata in un “non spazio” al di fuori del principio di realtà. Manfred Spitzer ha scritto: ‘I network sociali online soddisfano il bisogno fondamentale dell’uomo di avere contatti con il prossimo. Trascorriamo molto tempo a chiacchierare e spettegolare sulle persone che conosciamo, sugli amici e sui vicini di casa, così come sui personaggi ricchi, belli e potenti che ormai conosciamo quasi esclusivamente in modo virtuale. Chi tuttavia crede che questa nuova opportunità di contatto abbia solo risvolti positivi si sbaglia. L’anonimato della rete provoca una riduzione dell’autocontrollo e una corrispondente diminuzione dello sforzo per mantenere un comportamento sociale adeguato. Chi ha già sviluppato le proprie competenze sociali attraverso i canali tradizionali, ossia incontrando gli altri di persona, non subirà danni dai social network e li utilizzerà come il telefono o le e-mail, e con una certa disinvoltura. Chi al contrario non ha ancora avuto l’occasione di sviluppare un comportamento sociale e fin da bambino o da ragazzo instaura gran parte dei propri contatti in rete, vale a dire costruisce la propria sfera sociale nel mondo virtuale, corre il rischio di non acquisire una competenza sociale adeguata. Gli studi più recenti dimostrano che le aree del cervello responsabili del comportamento sociale non si sviluppano in maniera normale nella socializzazione online. Le conseguenze sono difficilmente prevedibili, ma devono comunque farci pensare. I giovani sanno sempre meno come comportarsi, che cosa possono permettersi e che cosa vogliono. Non hanno sufficienti opportunità di confrontarsi su questi temi con progetti reali nel mondo reale. Internet è costellata di fallimenti sociali: fingere di essere un altro, truffare, incitare a comportamenti patologici (come i siti pro-ana e pro-mia), fino ai comportamenti criminali veri e propri. In rete si può mentire, perseguitare, diventare follower di comportamenti pericolosi, spillare soldi, essere aggressivi, diffamare e calunniare senza limiti. Non deve quindi sorprendere se i social network provocano nei giovani utenti solitudine e depressione. I fattori di stress principali della nostra società sono la mancanza di autoregolazione, la solitudine e la depressione, i quali provocano la morte neuronale e sul lungo periodo favoriscono lo sviluppo della demenza’ (Fonte: A. Pellai).

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BINGE EATING: CHE FARE

BINGE EATING: CHE FARE
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Nutrite il sospetto di avere un problema di Binge Eating e non sapete che fare? Vi accorgete che avete una sorta di pilota automatico che vi porta a mangiare anche quando siete fisicamente sazi, anche quando non avete fame e persino quando nemmeno sentite più il gusto del cibo? Come fare ad eliminare questo pilota automatico? Esiste un pilota automatico utile e buono?

Eliminare il pilota automatico che vi porta ad avere abbuffate e vi porta a soffrire di Binge Eating è molto difficile, soprattutto da soli e senza un aiuto, ma fortunatamente esiste anche un pilota automatico positivo. Il problema è che molto spesso gli automatismi buoni vengono sepolti sotto quella vocina che vi spinge a mangiare anche quando non lo vorreste fare, perché vi ha convinto che ne avete davvero bisogno di abbuffarvi e non potete farne a meno. Invece esistono automatismi buoni, ad esempio nei buffet puoi andare in automatico verso cibi che sai che ti piacciono e ti faranno stare bene, invece che avventarti su cibi grassi, ipercalorici, esagerando e perdendo il controllo, sapendo che poi tutto ciò ti farà stare male, con sensi di colpa e pesantezza. Spesso solo con un aiuto è possibile ritrovare il pilota automatico buono, distrutto dal Binge Eating. Nel Binge Eating mi devo chiedere: chi è il padrone e chi è lo schiavo? Il pilota automatico è il mio padrone e io sono il suo schiavo, oppure posso tornare ad essere padrone di me stesso e delle mie scelte? Sono io ad avere abitudini negative o sono loro ad avere me?
Provate a pensare ad alcune cose che non riuscite a fare a causa del vostro rapporto col cibo: forse avete paura ad affrontare i buffet? Oppure non riuscite a fare la spesa serenamente, senza la paura di comprarvi di tutto e il divieto di comprarvi alcune cose? Fate fatica ad avere una vita sociale spensierata? Non riuscite a mangiare davanti ai colleghi? Avete sempre la paura di svuotare il frigo, quindi non riuscite a tenere scorte di cibo in casa?

Potete pensare al problema cibo come ad un giubbottino stretto: il Binge Eating o il comportamento che adottate a causa del vostro rapporto col cibo (l’evitare di mangiare davanti ai colleghi, il non guardarvi allo specchio, il non uscire liberamente, il non tenere scorte di cibo….) è come un giubbottino che, da un lato, vi protegge e vi fa andare avanti a vivere evitando di esporvi alle vostre paure, ma dall’altro il giubbottino vi va stretto, vi dà fastidio e vi impedisce di vivere comodamente e a vostro agio. Potete chiedervi: “Quando mi toglierò il giubbottino che mi ha protetto fino ad ora? Posso farlo?”, e cercare la risposta insieme ad un esperto.

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GESTIRE LE EMOZIONI

GESTIRE LE EMOZIONI
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Come gestire le emozioni? Come fare quando una rabbia distruttiva ci invade o una tristezza pervasiva si fa viva o un’ansia potente si impadronisce di noi? Possiamo forse negare le nostre emozioni e far finta di niente, imbavagliare le nostre emozioni e cercare modalità per tenerle a bada e zittirle: affogarle nel cibo, o nel controllo, sotterrarle in qualche sintomo, nel fumo, nell’alcol, nel divertimento sfrenato, nelle abbuffate o nella restrizione alimentare, somatizzare nel corpo, o semplicemente diventare impermeabili a ciò che ci attraversa, chiuderci in noi stessi. Ma questi non sono modi sani e fruttuosi per gestire le emozioni, prima o poi esse torneranno a farci visita e a presentarci il conto. Viceversa possiamo reagire ad esse in maniera esagerata, far sì che ogni stato emotivo ci travolga come uno tsunami improvviso e dirompente, lasciarci trascinare dalla corrente emotiva senza sapere cosa fare e forse senza nemmeno riconoscere che nome e che faccia abbia l’emozione che ci ha distrutto…

Come possiamo invece gestire le emozioni in modo positivo? Il fatto è avere consapevolezza che talvolta è assolutamente normale avere emozioni forti e che ci lasciano impreparati, già, siamo squisitamente umani! Si dà il caso che è proprio così che siamo fatti…Non è possibile ritrarci a quello stato di ansia che ogni tanto ci accompagna e viene a farci visita o a quella rabbia che chi ci sta vicino a volte ci sollecita.

Come fare a gestire le nostre reazioni emotive in maniera costruttiva allora? In questo periodo sto elaborando una sorta di teoria del “boomerang”: invece che pensare a come evitare le vostre emozioni disturbanti, provate a pensare a come volete vi tornino indietro! Se rispondo ad una data situazione stressante con ansia, mi tornerà indietro un livello di ansia fortemente amplificato, se invece riconosco che “ok, ho un po’ d’ansia, ma andrà tutto bene, so che ce la posso fare, passerà”, il livello di pericolo e stress dato da questo stato emotivo forse diminuirà la sua intensità. Se reagisco ad una data persona con rabbia, se rispondo male o se mi relaziono all’altro con una determinata emozione, mi tornerà indietro proprio quella stessa! Quindi, nel caso in cui si tratti di un’emozione negativa, non è proprio una brillante idea…Questo effetto boomerang con i bambini è lampante: i piccoli rispondono all’altro nel linguaggio con cui ci si rivolge loro, sono delle spugne che assorbono lo stato emotivo di chi gli sta di fronte, così come noi possiamo smontare e sgonfiare i loro stati emotivi rispondendo con emozioni opposte. Ma l’effetto boomerang funziona benissimo anche tra adulti e anche soggettivamente. Pertanto, se volete imparare a gestire le emozioni, in particolare quelle negative e che vi fanno star male, iniziate a pensare alle conseguenze: come desidero che mi torni indietro il boomerang? Forse allora ci penserete due volte prima di arrabbiarvi come una furia col vostro partner, con vostro figlio o con un collega, prima di buttarvi sul pacco di biscotti quando siete tristi (sapendo che questo non farà altro che aumentare il vostro abbattimento a lungo termine) o prima di lasciarvi invadere dalla vostra ansia come un fiume in piena….

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