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MINDFUL EATING, MANGIARE CONSAPEVOLE

MINDFUL EATING, MANGIARE CONSAPEVOLE
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Mindful eating significa mangiare consapevole, con curiosità, attenzione e compassione. È tempo di diventare curiosi!
Essere curiosi ci invita a rimanere nel momento presente e vedere le nostre esperienze in modo calmo e curioso. Cosa potresti scoprire nella tua esperienza alimentare oggi? La curiosità può essere un modo utile per focalizzare l’attenzione, un luogo a cui tornare. Possiamo, in qualsiasi momento, tornare ad essere curiosi facendo domande e aspettando la risposta nel momento. Curiosità e paura tipicamente non coesistono. Quando siamo curiosi di qualcosa, la paura si allontana. Quando la paura emerge, la nostra curiosità di solito diventa non accessibile per noi. Quindi, poiché la paura e l’ansia sono barriere comuni alla consapevolezza riguardo il cibo, la curiosità diventa uno strumento per aiutarci a rimanere sulla buona strada.
Una attitudine curiosa ci aiuta anche a rimanere nel presente. Potremmo trovarci curiosi di qualcosa nel futuro, come “Mi chiedo, questo cibo mi farà essere assonnato/a questo pomeriggio?”. Ma non possiamo conoscere la risposta fino al pomeriggio, quindi questa è un’opportunità per tornare al momento presente. Più tardi, la domanda può essere rivista nel presente: “Adesso, mi sento assonnato/a?”. Come puoi essere più curioso/a con il tuo mangiare?
Ecco alcune domande per aiutarti ad avvicinarti al tuo prossimo pasto o spuntino con una attitudine curiosa:
Mi chiedo, che sapore avrà questo boccone?
Ho ancora fame?
Cosa voglio proprio in questo momento?
Ho una sensazione interessante nella mia bocca…Cosa mi ricorda?
Quali spezie sono state usate qui?
Questo boccone ha lo stesso sapore o è un po’ diverso dall’ultimo boccone?
Vediamo, come si sente il mio stomaco adesso?
Rimanere curiosi o tornare ad una attitudine di curiosità ripetutamente mentre si mangia, ci permette di esplorare diversi livelli di consapevolezza. La curiosità presuppone che nel presente ci sia sempre qualcosa da osservare e da cui imparare.

Quando iniziamo a mangiare in modo consapevole non seguiamo nessun particolare insieme di regole, questo significa che anche noi non promuoviamo un modo “giusto o sbagliato” di mangiare. Mentre coltiviamo il nostro mangiare consapevole con il cibo e il mangiare momento per momento potremmo notare che non tutti gli alimenti vanno bene per noi (e i nostri corpi) in ogni momento. Con curiosità possiamo scegliere di mangiare qualsiasi cibo che sia a nostra disposizione che ci è maggiormente utile in ogni dato momento. Siamo liberi di onorare la nostra fame così come di deliziare le nostre papille gustative. In assenza di regole e di ‘giusto o sbagliato’, siamo liberi di fare scelte che onorano le nostre specifiche esigenze. E ovviamente, quando non abbiamo regole rigide, fissate da noi stessi o da qualcun altro, non c’è bisogno nemmeno di ribellarsi. Abbiamo la libertà di scegliere ciò che è veramente meglio per noi! (Fonte: World Mindful Eating Month, TCME) 

Se da solo è difficile, scrivi per avere un appuntamento a info@spazioaiuto.it

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MANGIARE IN VACANZA

MANGIARE IN VACANZA
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Nel prossimo incontro di mindful eating faremo insieme esercizi e riflessioni su come mangiare in vacanza senza rinunciare ai piaceri del cibo, concedendosi un po’ di tutto, senza restringere troppo né eccedere col cibo, col risultato di rinunciare ai buoni sapori della tavola o viceversa sentirsi gonfi e pieni di sensi di colpa.

Nel contesto del gruppo, in cui le esperienze e i feedback degli altri partecipanti aiutano a riflettere su sé stessi e sulle proprie modalità riguardo all’alimentazione, potrete condividere buoni propositi, idee e nodi problematici rispetto al cibo e a come viverlo durante le vacanze.

Di seguito trovate un video che spiega e presenta il percorso di mindful eating, che insieme alla nutrizionista Gabriella De Miranda conduco da più di un anno, con particolare riferimento al prossimo incontro “Mangiare in vacanza”:

https://www.facebook.com/376771739113301/posts/1155781564545644/

Ci sarà un piccolo buffet per mettere in pratica gli insegnamenti di Mindful Eating che vi proponiamo, quindi venite a stomaco vuoto…

Per informazioni o iscrizioni, scrivi a info@spazioaiuto.it

 

 

 

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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
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Com’è possibile smettere di mangiare o mangiare fino a scoppiare, talvolta fino a lasciarsi morire? Mangiare è un gesto così spontaneo, così naturale, così umano. Spesso nello sguardo di chi non conosce i disturbi alimentari si leggono soltanto rabbia e disprezzo nei confronti di chi si infligge una punizione senza avere un vero motivo per farlo. Il vero motivo, invece, c’è. Il sintomo, il disturbo alimentare, è soltanto una spia: nasconde una grande sofferenza che chiede, e sempre merita, di essere portata alla luce, di essere accolta e ascoltata.
In questo senso, i disturbi del comportamento alimentare sono anche disturbi della comunicazione: attraverso il corpo – un «corpo parlante» – si manifestano i segnali di un disagio profondo, che va ben oltre il mero desiderio di bellezza estetica, e che il soggetto spesso fatica a tradurre in parole. La malattia infatti, costringe in un silenzio che rende muti, incapaci di raccontarsi, a se stessi e agli altri, e sordi, sordi a qualunque segnale di vita. È fondamentale, pertanto, sensibilizzare su questi disturbi, sulle situazioni più a rischio e sulle figure professionali a cui rivolgersi, imparando a riconoscere i cosiddetti campanelli d’allarme, quegli indicatori-spia di una sofferenza più profonda, talvolta impercettibile ad occhio nudo.

I disturbi alimentari sono intimamente legati alla percezione del proprio aspetto fisico, che è un nodo cruciale soprattutto in adolescenza: banalizzare, ridicolizzare, ma anche rimproverare non è mai producente. Se una ragazza si vergogna di una parte del suo corpo ha poco senso dirle che sono tutte fisse, che i veri problemi sono altri, così come non serve a nulla con un figlio sovrappeso paragonarlo al cugino calciatore o al vicino di casa campione di nuoto. Non colpevolizzate i vostri figli, i disturbi alimentari non sono un capriccio, non si guarisce con la forza di volontà!  

Nel caso di un problema di anoressia frasi del tipo “per colpa tua la mamma sta male” non servono a nulla, ma al contempo non bisogna neppure assecondare in tutto e per tutto le richieste del ragazzo/ragazza che non può tenere in scacco l’intera famiglia, ad esempio impedendole di uscire a cena o di avere ospiti. Qualora invece ci si trovasse di fronte ad un figlio/a in forte sovrappeso sarebbe sbagliato negargli l’aspetto conviviale e gioioso che il cibo, nella nostra cultura, porta con sé, controllando come severi censori tutto ciò che ha nel piatto e pretendendo che segua una dieta ferrea. Ma allora cosa bisogna fare con un disturbo alimentare? Il primo passo è riconoscere l’esistenza di una problematica e iniziare un percorso psicologico con persone competenti in materia.

Per domande o appuntamenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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