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HO PROBLEMI COL CIBO ?

HO PROBLEMI COL CIBO ?
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Oggi si vedono sempre più spesso persone, di ogni genere ed età, preoccupate per il proprio aspetto fisico e la propria alimentazione, che parlano di palestra, di fitness e di cibo, che arrivano fintanto ad ossessionarsi per cibi sani/puliti o inquinati/cheat meals, per una certa forma fisica da inseguire anche a costo di stanchezza eccessiva. Ma dove arriva il discrimine tra un disturbo alimentare o una semplice e fisiologica preoccupazione per cibo e aspetto, dov’è il confine tra dei problemi col cibo o una fisiologica attenzione all’alimentazione e alla salute? Credo che la differenza tra queste due modalità di vivere il cibo e il proprio aspetto fisico stia nel grado di disagio personale avvertito, nel fatto che l’alimentazione e l’attività fisica diventino un’ossessione oppure si fermino a livelli controllabili e non fastidiosi. Spesso forse vi risulta difficile vedere la differenza e capire se avete problemi col cibo? Vi propongo una serie di domande per individuare se correte il rischio di nascondere i segnali di possibili problemi col cibo:

  • Ti pesi più di due volte alla settimana?
  • Quando mangi ti capita di pensare alle calorie?
  • A volte ti senti in colpa dopo aver mangiato?
  • Se ti guardi allo specchio guardi soprattutto pancia e cosce?
  • Il tuo peso e quanto/cosa mangi influenza il tuo umore?
  • Il tuo peso o cosa/quanto mangi influenza la tua disponibilità a frequentare gli altri?
  • Ti capita di mangiare grandi quantità di cibo con la sensazione di perdere il controllo, indipendentemente dal senso di fame?
  • Se mangi più di quello che ritieni necessario per te, cerchi di ridurre i pasti successivi?
  • Fai attività fisica per piacere o per bruciare calorie e con la sensazione di non poterne fare a meno?
  • Dedichi al cibo tanto tempo dei tuoi pensieri?
  • Non riesci a parlare con nessuno dei tuoi problemi?
  • Hai un indice di massa corporea inferiore a 18,5?
  • Hai una intensa paura di ingrassare?
  • Pensi sempre di dover perdere peso?

Se le risposte positive sono più di 3, potrebbe essere utile parlare con un esperto: chiama il 3389383650 o manda una mail a info@spazioaiuto.it per prendere un appuntamento.

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MINDFUL EATING: MANGIARE IN VACANZA

MINDFUL EATING: MANGIARE IN VACANZA
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CIBO ED EMOZIONI

PERCORSO DI MINDFUL EATING

Giovedì 11 Luglio 2019, ore 20-22   

Mangiare in vacanza:

riflessioni e consigli

Perché rovinarsi le vacanze per paura di esagerare a tavola? Vi daremo alcuni strumenti per godervi il piacere del cibo senza restrizioni né eccessi e troverete un piccolo buffet per metterli in pratica!

L’ incontro, guidato dalla psicoterapeuta Marta Castoldi e dalla nutrizionista Gabriella De Miranda, si terrà a Milano, in via Sigieri 10 (scala B, piano terra)

La quota di partecipazione è di 25 euro (si può effettuare il pagamento la sera stessa)

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (entro Martedì 9 Luglio)

mandando una mail a info@spazioaiuto.it  o un whatsapp al 338 93 83 650      

Per la maggior parte delle persone le vacanze sono un momento di gioia e di relax. Rappresentano l’occasione per passare del tempo con la famiglia e gli amici, recuperare le energie, riposarsi, fare cose belle, etc. Per altri, invece, le vacanze rappresentano “croce e delizia” dal momento che sono un’occasione per vivere assecondando i propri piaceri e tra questi rientra sicuramente il cibo. Per chi è vittima di fame emotiva, abbuffate compulsive o combatte con i chili di troppo, pertanto, le vacanze possono non essere così piacevoli. Gustarsi una cena o un cocktail in spiaggia in compagnia del partner o di amici, assaporare piatti nuovi, etc… possono essere vissuti con una tensione emotiva che rovina il clima disteso e sereno auspicato. In effetti, le vacanze rischiano di trasformarsi in un incubo ed essere vissute con una quota molto elevata di stress, ansia e fastidio; è piuttosto frequente, proprio nel corso delle vacanze, che le persone che hanno un rapporto problematico col cibo, vadano incontro ad aumento di comportamenti alimentari disfunzionali, abbuffate in primis.

Per quale motivo? C’è forte stress e tensione emotiva al pensiero di avere tanto tempo a disposizione e cibo a portata di mano. Allora si può:

→ Intraprendere una dieta o restringere fortemente in vista delle vacanze.

→ Imporsi di non eccedere e non cedere alle tentazioni del cibo.

Entrambe le soluzioni scelte, nella maggior parte dei casi, rappresentano un tentativo di controllo che fa perdere il controllo e che prepara il terreno per le abbuffate.

Nel momento in cui si parla di alimentazione e diete, spesso, si è portati in primo luogo a pensare al cibo, trascurando, invece, le emozioni e tutto ciò che ruota attorno ad esse. Prima di cominciare, perciò, prova a rispondere a queste domande:

Cosa mi aspetto da queste vacanze? Cosa mi piacerebbe fare?  Quali pensieri mi piacerebbe abbandonare?

Durante il prossimo incontro di Mindful Eating rifletteremo insieme sulle modalità alimentari più opportune per affrontare le vacanze, per viverle serenamente e in pace col cibo!

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ABBUFFATE E DIETE

ABBUFFATE E DIETE
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Le persone che soffrono di abbuffate possono capire di avere difficoltà a lasciar andare molte cose, non solo soprattutto il loro senso di colpa per gli episodi di fame incontrollata, ma anche l’umore negativo e i pensieri dolorosi che hanno causato la ricerca spasmodica di cibo. Rimanere attaccati a qualcosa che vi infastidisce e vi turba è spesso più dannoso che l’evento stesso che ha in primo luogo originato la vostra rabbia e il vostro malumore. Inoltre, rimuginare cose che comunque non potete cambiare può essere un potente detonatore della fame nervosa e delle abbuffate. Spesso il pensiero automatico che si innesca dopo un episodio di perdita di controllo davanti al cibo è “Tanto ormai…sono una vera idiota…non dimagrirò mai…come ho potuto mangiarlo?”. Niente accende la miccia delle abbuffate più dei giudizi negativi su voi stessi. Consolarvi con il cibo sembra essere la vostra unica ancora di salvezza, soprattutto se siete costantemente a dieta, se avete una lunga storia di restrizione e se non vi concedete mai niente. Quando vi sentite in colpa per le abbuffate, la vostra autocritica vi porta a sensi di vergogna e fallimento, così cercate il cibo per pacificare il vostro stato d’animo, ma poi vi giudicate ancora per aver voluto mangiare ed esserci ricascati un’altra volta, e lo schema si ripete in una spirale senza fine. Il segreto sta nel notare il critico che è in voi, ma senza dargli ascolto. Riconoscetevi un merito ogni volta che vi rendete conto che a parlare è il critico che è in voi e che se affogate i vostri duri giudizi nel cibo non uscirete mai dal problema delle abbuffate. A volte, quando si soffre di alimentazione incontrollata, sembra di non avere niente e nessuno a cui rivolgersi a parte il gelato al supermercato o la pizza dal panettiere. Controllare i propri stati emotivi con il cibo e con le abbuffate è diventato un meccanismo così automatico e radicato che non si riesce ad immaginare una strategia alternativa per stare meglio. Provate allora ad iniziare un percorso psicologico: se siete in terapia, potrete provare a immaginare le parole comprensive, empatiche e incoraggianti che il vostro terapeuta userebbe se foste seduti qui con lui, a parlare del disagio che provate.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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