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ADOLESCENZA, CHE FARE?

ADOLESCENZA, CHE FARE?
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Esistono intere biblioteche sull’adolescenza, ma anche se avessimo letto tutti i libri scritti sull’argomento, ci domanderemo comunque cosa passa per la testa di quegli strani individui che girano per la nostra casa e che non riconosciamo più. Il cambiamento così radicale che si verifica in adolescenza è legato al fatto che un adolescente è posto di fronte a problematiche nuove, situazioni, sfide, che lo espongono per la prima volta a parti di sé sconosciute. Per chi presenta disturbi alimentari, le nuove richieste dell’adolescenza possono aggravare le tensioni presenti, esacerbando le difficoltà, mettendo di fronte a cambiamenti fisici e corporei che non si riescono a tollerare e integrare nell’immagine di sé, ma anche quei ragazzi che da bambini non avevano dimostrato problemi possono essere sopraffatti dai grossi cambiamenti che sopravvengono con l’adolescenza e sviluppare un disagio. Il corpo è il luogo più facile e immediato in cui manifestare tale disagio, tale senso di estraneità da se stessi, dove scarsa è la consapevolezza di sé, dove basta una frase o uno sguardo a far crollare una sicurezza, sempre precaria, rispetto alla propria immagine fisica o alla propria identità. L’adolescenza è una fase evolutiva di grande agitazione e tumulto emotivo, suscitati dai rapidi cambiamenti fisici, dall’insorgere dalla sessualità, dal bisogno di riconoscersi in un corpo che non è più quello di un bambino (Fonte: Laura Dalla Ragione).

In adolescenza si tende all’indipendenza, si tenta di sviluppare controlli interni, piuttosto che affidarsi al controllo imposto dall’esterno come avveniva nell’infanzia. Un adolescente può scegliere cosa fare o cosa non fare, secondo la sua volontà, deve dimostrare che non è più un bambino. Moltissime manifestazioni dell’adolescenza sono proprio il risultato del desiderio di mostrare indipendenza, così come virilità o femminilità. Il conflitto con il proprio corpo che cambia può portare facilmente all’insorgere di un problema alimentare: niente è più facile da controllare che ciò e quanto si mangia, l’alimentazione diventa un terreno in cui l’adolescente può dimostrare la propria autonomia e il proprio bisogno di dettare le regole, senza essere più assoggettato al controllo dei genitori o degli adulti, il cibo diventa un modo molto facile con cui gestire le proprie emozioni soverchianti o con cui segnalare un disagio e un problema interiore, il corpo diventa il bersaglio che si può modellare e tentare di modificare, al contrario della propria emotività in subbuglio e della propria identità così in crisi. I disturbi alimentari possono facilmente rispondere alle difficoltà, alle domande e ai bisogni con cui i ragazzi devono fare i conti nel delicato momento dell’adolescenza, è necessario intervenire quindi perché un adolescente non continui a rimanere legato ad un sintomo come possibile soluzione dai suoi conflitti, sintomo che può però portare tanti rischi.

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MINDFUL EATING: COME VINCERE LA FAME NERVOSA

MINDFUL EATING: COME VINCERE LA FAME NERVOSA
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CIBO ED EMOZIONI
PERCORSO DI MINDFUL EATING
Sabato 2 Marzo 2019, ore 10-12
Come vincere la fame nervosa

L’ incontro, guidato dalla psicoterapeuta Marta Castoldi e dalla nutrizionista Gabriella De Miranda, si terrà a Milano, in via Friuli 50, presso il Centro Temenos.
La quota di partecipazione è di 25 euro (si può effettuare il pagamento la mattina stessa o con bonifico al seguente Iban: IT 67 R 05216 01616 0000 0000 1861 intestato a Gabriella De Miranda)
ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (entro Venerdì 01 Marzo) mandando una mail a info@spazioaiuto.it  o un whatsapp al 338 93 83 650

Nel prossimo incontro di Mindful Eating il tema sarà “Come vincere la fame nervosa”

Quali sono le vostre peggiori abitudini alimentari, in termini di azioni, atteggiamenti, e cose che vi dite o pensate quando agite e vi comportate o meno in un determinato modo rispetto al cibo? Potete vincere la fame nervosa solo se premete Stop, solo se vi rendete conto dei motivi che sostengono il vostro mangiare sregolato e se desiderate veramente fare qualcosa, invece di darvi il permesso di continuare così, a fare “casino” col cibo. Sia che mangiate poco (e poi magari vi ritrovate a fare abbuffate perché il corpo arriva a livelli di fame che faticate a contenere) sia che un’emozione diventi così intollerabile da spostare la vostra totale attenzione verso il cibo o verso la bilancia e lo specchio, in fondo siete voi a continuare così, anche se a volte vi crea disagio. Da qualche parte avete imparato che qualcosa, in particolare il cibo e quindi il mangiare per fame nervosa, vi fa stare bene e non avete badato alle conseguenze che questo stare bene comporta. Ma se siete arrivati a leggere queste righe, forse avete realizzato che qualcosa non va e che è ora di interrompere questo loop e disinnescare la spirale del mangiare per fame nervosa.

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ABBUFFATE COMPULSIVE

ABBUFFATE COMPULSIVE
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Perché ho abbuffate compulsive? Perché nascono i problemi col cibo?”: chiunque abbia sentito l’angoscia della perdita di controllo sul mangiare si è probabilmente chiesto ‘perché?’. Sfortunatamente non c’è una risposta semplice o esauriente. Diversi percorsi possono portare a problemi col cibo: spesso iniziano con una dieta, dove il controllo sull’alimentazione inizia a cedere e la persona può cominciare ad avere abbuffate compulsive. Seguire una dieta rigida, il pensiero tutto-o-nulla, scarsa autostima, un cattivo rapporto col proprio corpo, problemi nel controllo degli impulsi, difficoltà relazionali e difficoltà familiari sono tutti motivi che portano ad avere problemi col cibo, ce ne sono mille…Ma più che domandarsi perché il problema delle abbuffate compulsive è iniziato, è utile chiedersi: perché continua? Perché voi stessi o qualcuno che conoscete abbia iniziato ad abbuffarsi e perché continui a farlo può essere ancora un mistero, ma rispondere alla seconda domanda, cioè le ragioni del mantenimento, può sicuramente aiutare a fare qualcosa. Il punto chiave per capire come interrompere le abbuffate compulsive, e quindi per comprendere perché continuino, è chiedersi: volete fermare le abbuffate? Volete veramente cambiare? Oppure questa modalità ormai automatica e diventata quasi un’abitudine resta per voi in fondo una comoda ancora di salvezza nella tempesta dell’esistenza? Vi assicuro che cambiare è possibile: è possibile ricominciare a mangiare normalmente, senza alternare digiuni ad abbuffate compulsive; è possibile gustare il cibo anziché mangiare con paura, dispiacere o senso di colpa; è possibile mangiare con gli altri ed essere felici, assaporare le bontà che avete di fronte senza pensare alle calorie che contengono e senza provare vergogna; è possibile eliminare la divisione che vivete tra cibi proibiti e cibi permessi, così da concedervi anche dei cibi che ora concepite come vietati con piacere e senza sensi di colpa.

Come? Provate a fare una lista dei potenziali vantaggi del cambiamento. Se smettete di abbuffarvi, vi sentirete meglio? Migliorerà la vostra qualità di vita? Migliorerà la vostra salute e il vostro umore? Gli altri ne trarranno beneficio? Oppure vi sentirete spogliati dalla sola modalità che credete di conoscere per affrontare lo stress, i problemi, la solitudine, la tristezza e l’ansia? Sentite che non siete pronti a smettere di usare il cibo a vostro beneficio, che in fondo le abbuffate a volte vi servono, come valvola di sfogo o altro, e gli effetti collaterali che vi portano sono più sopportabili del farne a meno? Credetemi, spesso le persone sono sorprese di sentirsi tanto meglio quando smettono di abbuffarsi (soprattutto se da molti anni convivono col problema), ma è così! Se pensate di non essere capaci di smettere, provate a chiedere un aiuto…

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