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ANORESSIA O NO: QUALE STRADA SCEGLIERE?

ANORESSIA O NO: QUALE STRADA SCEGLIERE?
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Quando si è intrappolati nel tunnel dell’anoressia, a volte sembra che non ci sia via d’uscita, ma invece come essere dotati di libero arbitrio e pensanti possiamo sempre scegliere quale strada prendere…dopotutto, anche se pare tanto difficile cambiare strada, si può fare, se si vuole, per fortuna non siamo preda di una cancro o di una malattia senza cura!

Le due strade consistono in:

1) Rimanere aggrappati alla malattia. Mantenere un peso che consenta al più di sopravvivere al minimo indispensabile, che NON permette di rendere al meglio, né in ambito scolastico, né in ambito sportivo, né in ambito lavorativo, perché si ha un corpo troppo impegnato a sopravvivere per permettersi di avere energie da spendere facendo brillare in altre attività. Continuare ad infliggere al corpo danni fisici, compromissioni degli organi interni, il che ridurrà non solo la qualità ma anche la quantità della vita futura. Continuare ad infliggersi danni mentali, perché i pensieri continueranno a rimanere incastrati nelle solite ossessioni della malattia. Si trascorreranno le future giornate immerse nelle ossessioni e nel vuoto, si riuscirà a malapena a staccare quando si sarà obbligati a studiare/lavorare, attività che si compierà comunque con grande fatica e scarso rendimento. Ci si isolerà dagli altri perché si avrà sempre paura della vita sociale, delle occasioni sociali, del senso d’inadeguatezza nel relazionarsi agli altri. Si perderanno amici, colleghi, compagni di squadra, la possibilità di costruire una famiglia, la possibilità di costruire un futuro. Si rimarrà soli, schiavi delle paranoie e delle ossessioni. Si avrà la magrezza e nient’altro, perché si sarà completamente soli e vuoti. Ci si metterà con le spalle al muro, si avrà fatto terra bruciata intorno a sé, e non resterà assolutamente niente.

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PSICOLOGO: HO BISOGNO DI AIUTO!

PSICOLOGO: HO BISOGNO DI AIUTO!
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Quando viene in terapia, la persona si libera di una sua storia, divenuta ingombrante e fonte di sofferenza, per entrare in una nuova storia che gli offra maggiore libertà e autonomia. Le persone connettono eventi e significati del loro passato per spiegare in modo deterministico il loro presente e vincolare il futuro. La sofferenza che conduce una persona a cercare una terapia può essere letta come espressione di un’inadeguatezza tra le storie che le persone raccontano di se stesse e la propria attuale esperienza, oppure della discrepanza tra la loro esperienza e le storie che gli altri raccontano di loro. Il processo terapeutico diventa allora un processo di ri-narrazione delle storie, dove i soggetti recuperano la possibilità e la capacità di essere autori, tramite l’interazione con il terapeuta, di storie positive per sé, che attenuino la sofferenza o perlomeno le diano un senso, liberandosi di un’etichetta e di una visione di sé che fa star male.

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ANORESSIA E BULIMIA: UNA TESTIMONIANZA

ANORESSIA E BULIMIA: UNA TESTIMONIANZA
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“Mi sento una schifezza, così legata all’aspetto e al corpo, come se per me fosse la cosa più importante del mondo (forse per avere un po’ di sicurezza almeno nell’apparenza)…Guarda come sono ridotta: una povera piccola anoressica, che ogni giorno lotta per vincere questa dura battaglia. Adesso vorrei metter su chili, ma mi è difficile mangiare (e devo stare attenta, perché basta un po’ di più e vomito). Poi forse ho paura di ingrassare, soprattutto perché mi vedo già terribilmente grassa. A volte mi chiedo come faccia a pesare così poco, quando al posto delle cosce ho due prosciutti, mentre chi pesa più di me mi sembra uno stecco. Penso, o forse spero, che una volta raggiunto l’equilibrio vitale, questo problema finirà. Ma sarò mai in armonia con me stessa?

Non so, mi sembra tutto così triste e inutile; non capisco più per cosa vivo. Nessuno che percepisce il mio dramma interiore e vede solo quella pellicola esternissima di ragazza sempre presente e brava. So solo una cosa: meglio non mangiare e correre il rischio di pesare meno subendo tutte le paranoie dei miei, che mangiare come una furia per questa paura di perdere peso o per fame (quando la domino sono più e molto felice) e poi vomitare e sentirmi come un pezzo di cibo triturato dai denti e finito in fondo ad un water.

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