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MINDFUL EATING

MINDFUL EATING
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La Mindful Eating può trasformare le vostre vite e l’atto di mangiare consapevole può diventare la porta per l’illuminazione! Anche se questo potrebbe sembrare un po’ esagerato, è più vero di quanto si possa pensare. Pensiamoci un momento: quando mangi, porti tutto il tuo corpo, cuore e mente al tavolo. Uso il termine “tavolo” come metafora di ovunque si mangi perché mi rendo conto che in questi giorni le persone mangiano in molti altri posti. Tuttavia, ovunque e ogni volta che mangi, ci sono una moltitudine di cose che accadono oltre all’atto di mettere il cibo in bocca. Se stai mangiando perché sei fisicamente affamato potresti essere soddisfatto per il bisogno di nutrimento del corpo. Tuttavia, se stai mangiando perché sei annoiato, è probabilmente perché non hai imparato a prenderti cura del bisogno della tua mente di creatività e significato. Se stai mangiando perché sei sopraffatto o sovraccarico, è probabilmente perché non hai imparato le capacità di resilienza nello stress o non hai imparato a concederti una meritata pausa nel bel mezzo di un’intensa giornata lavorativa. Se stai mangiando perché sei triste o solo, è probabilmente perché non hai ancora imparato a gestire e occuparti delle tue emozioni in un modo migliore.

Quindi, solo questa breve considerazione rivela che ci sono molte altre cose che accadono quando ci sediamo a mangiare piuttosto che solo l’atto di mangiare e prestare attenzione ai gusti e alla nostra soddisfazione per il cibo. Troppo spesso ci troviamo a cercare il cibo quando abbiamo davvero bisogno di qualcos’altro. Perché il cibo è veloce, economico e facile è diventato il nostro amico per la pelle per il comfort, il benessere, il riposo o anche l’intrattenimento. Ognuno di noi può trarre beneficio dall’apprendere di più su ciò che motiva o inconsciamente ci conduce a comportamenti che diventano la nostra vita. Nei corsi di Mindful Eating che tengo, prestiamo attenzione a tutte le cose che ci influenzano nel raggiungere il cibo e cerchiamo le modalità e le abilità appropriate di rivolgerci al cibo. Quando impariamo come gestire i nostri pensieri ed emozioni, siamo molto più capaci di mangiare quando siamo fisicamente affamati e non mangiare quando non lo siamo. Quando attraverso la Mindful Eating impariamo come gestire i nostri pensieri ed emozioni senza ricorrere al cibo, ci sentiamo anche più equilibrati, informati, saggi, pacifici, felici e persino un po’ illuminati.

La prossima volta che ti avvicini a un pasto, fermati un attimo e considera quanto segue:

1. Hai fame? Di cosa hai fame? È cibo o qualcos’altro?

2. Osserva come ti senti quando ti fermi e fai il check-in con te stesso. Rivolgiti ai tuoi sentimenti e vedi se puoi nominarli (ad esempio, triste, sopraffatto, felice). Visitare te stesso è un atto radicale di amor proprio.

3. Che cosa hai bisogno di fare per prenderti cura di te in questo momento? Mangiare? Muoverti? Riposare? Sentire qualcuno?

Queste semplici pratiche di presenza, gentilezza e cura di sé alla base della Mindful Eating trasformeranno la tua vita. Non solo imparerai di più sul tuo corpo e su come mangiare per un maggiore benessere, ma probabilmente coltiverai l’amicizia più importante che tu abbia mai, quella con te stesso. (Fonte: Lynn Rossy, Ph.D., President, The Center for Mindful Eating).

Se vuoi iniziare un percorso di Mindful Eating verso il mangiare consapevole, scrivimi subito: info@spazioaiuto.it

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ALIMENTAZIONE E DISTURBI DELLA NUTRIZIONE

ALIMENTAZIONE E DISTURBI DELLA NUTRIZIONE
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“I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono caratterizzati da un persistente disturbo dell’alimentazione o di comportamenti collegati con l’alimentazione che determinano un alterato consumo o assorbimento di cibo e che danneggiano significativamente la salute fisica o il funzionamento psicosociale”. (DSM-5)

In Italia sono 3 milioni i giovani che soffrono di disturbi del comportamento alimentare, un fenomeno spesso sottovalutato sia da chi ne soffre che dai famigliari, e che costituisce una vera e propria epidemia sociale: il 95,9% sono donne, il 4,1% uomini. Soffrire di un disturbo nell’alimentazione, oltre alle conseguenze negative sul piano organico, comporta effetti importanti sul funzionamento sociale della persona, con gravi penalizzazioni della qualità di vita; ne limita le capacità relazionali, lavorative e sociali. Il disturbo alimentare, oltre a provocare un’intensa sofferenza psichica, coinvolge anche il corpo, con serie complicanze fisiche. Tuttavia, solo una piccola percentuale di persone che soffrono chiede aiuto.

I disturbi dell’alimentazione sono delle strategie di sopravvivenza. Mangiare troppo poco o non mangiare, oppure mangiare troppo, può dare, per un certo periodo, una sensazione di sollievo, di benessere, di sicurezza o di indipendenza. Ma dato che si tratta sempre di un sollievo o di un relax di breve durata, viene voglia di riviverlo, di ripeterlo. Queste ripetizioni possono poi diventare un’ossessione, e ne perdiamo il controllo.

L’anoressia è il disturbo alimentare più diffuso tra le giovanissime. Attenzione però: non tutte le ragazze molto magre sono anoressiche! Una persona ha problemi di anoressia quando:

  • è dimagrita molto in fretta (perdendo circa un quinto del suo peso)
  • pensa continuamente al cibo, alle calorie e al suo aspetto esteriore
  • si sente grassa, pur essendo sottopeso
  • è esageratamente attiva e perfezionista
  • si rifiuta di vedere che il suo comportamento la sta spingendo in un vicolo cieco.

Le persone anoressiche non mangiano per mostrare a se stesse e agli altri di essere forti, indipendenti e disciplinate. Man mano che il sintomo procede, si isolano sempre più dagli altri, anche perché le loro manie e ossessioni rendono loro difficili i rapporti con le altre persone.

La bulimia e il binge eating sono malattie nascoste. Chi ne è colpito è disgustato da se stesso, molti escono solo dopo molti anni dalla loro “clandestinità” e accettano un aiuto terapeutico. Non tutte le persone con binge eating mostrano un evidente sovrappeso, ma sono dipendenti dal cibo e soffrono di abbuffate compulsive: ciò significa che mangiano spesso, molto velocemente e tanto, fino ad avvertire una sgradevole sensazione di pienezza. Spesso non sanno quando hanno fame e quando sono sazi. Per la vergogna molti di loro mangiano da soli e hanno forti sensi di colpa. Le diete frequentemente non funzionano.

Questi disturbi nell’alimentazione utilizzano il cibo e il corpo come mezzo per comunicare un disagio ben più profondo. E’ quindi fondamentale implementare la corretta informazione intorno ai disturbi nell’alimentazione, per facilitare la comprensione dei meccanismi psico-biologici che favoriscono la malattia e diffondere la consapevolezza che questi disturbi possono essere curati attraverso un individuazione precoce del disturbo e un intervento tempestivo. Fondamentali per il successo del trattamento sono, infatti, la diagnosi precoce della malattia ed un intervento il prima possibile dall’esordio, affidato a professionisti esperti nel problema.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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DISTURBI NELL’ALIMENTAZIONE

DISTURBI NELL’ALIMENTAZIONE
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Quando abbiamo dei disturbi nell’alimentazione e una relazione disarmonica con il cibo perdiamo la gioia innata che deriva dal mangiare. Se la relazione è così da molti anni, è facile dimenticare cosa significhi davvero “mangiare”. O meglio cosa voleva dire mangiare in maniera normale perché quasi tutti nell’infanzia abbiamo provato una naturale gioia nel mangiare e un’istintiva consapevolezza del senso di soddisfazione legato al cibo. Quali sono gli elementi che caratterizzano una relazione sana con il cibo invece che disturbi nell’alimentazione? Innanzitutto vi sentite contenti e pienamente coinvolti nella vita anche quando non state mangiando, il cibo non è la sola fonte sicura di piacere e soddisfazione. E se non avete fame, non mangiate. Inoltre smettete di mangiare quando siete pieni e siete disposti a lasciare qualcosa nel piatto. Non pensate al cibo ogni ora della vostra giornata e non avete bisogno di pesarvi se non ogni tanto. Non avete ossessioni sul cibo e non contate le calorie per decidere se potete permettervi di mangiare qualcosa oppure no.

Se qualcuna di queste affermazioni non sono veritiere per voi, potreste avere dei disturbi nell’alimentazione e aver sviluppato delle abitudini negative col cibo. Potreste aver bisogno di cercare un aiuto per ristabilire il vostro naturale senso di equilibrio, la soddisfazione e la gioia in rapporto al cibo. Il cibo e il mangiare diventano spesso una specie di medicinale da banco per lenire le ansie e le preoccupazioni della vita quotidiana. L’alimentazione è guidata da impulsi diversi e da emozioni piuttosto che da una reale fame fisiologica. Attraverso un percorso terapeutico potrete liberarvi dalle dinamiche reattive rispetto al cibo che vi portate dietro, potete liberarvi dalle voci interiori e dalle emozioni che influenzano il vostro modo di mangiare.

Per le persone con disturbi nell’alimentazione il cibo è l’amico più affidabile. Perché mai dovrebbero rinunciarci? La risposta è: perché le fa stare male! Non il cibo in sé, ma il modo in cui si relazionano con esso. Occorre rinunciare all’ossessione per il cibo (e per l’immagine corporea) che le tiene imprigionate. Bisogna avere il coraggio di uscire da quella prigione, un passo alla volta, e di imparare a farsi guidare da ciò che è vero ora, da ciò che fa stare bene…Come potersi liberare dalla catena che tiene ancorati al desiderio o all’avversione per il cibo? Come poter ricreare un senso di regolare fiducia nel cibo, di pace sia mentale che fisica quando mangiate? Spesso è necessario farsi aiutare.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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