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LA VOCE DELL’ANORESSIA

LA VOCE DELL’ANORESSIA
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La voce dell’anoressia è un po’ come la voce del critico interiore che ogni qualsiasi persona possiede – quella vocina che ci rimprovera ogni volta che facciamo qualcosa di sbagliato. La differenza è che la voce dell’anoressia non si limita soltanto a criticare, ma prova ad offrire una soluzione. L’anoressia offre infatti la possibilità di espletare una trasformazione. Ben presto la voce dell’anoressia diventa, allo stesso tempo, la “brava ragazza” e la “cattiva ragazza”. Entrambe le tattiche sono ben note a chiunque abbia intenzione di mandare in pezzi volontà e corpo.
La “brava ragazza” offre potere, forza, controllo, superiorità, e soddisfazione. Queste sono le promesse che l’anoressia fa, anche se alla fine tutto quello che porterà sarà la sconfitta su tutti i fronti. La “cattiva ragazza” non punisce, ma fa in modo che sia tu ad infliggere le tue stesse punizioni su te stessa. Tutto questo per raggiungere i propri obiettivi. La realtà però è che la trasformazione in una più bella, superiore, e migliore versione di sé stesse non avverrà mai. E si finisce per rimanere intrappolate nell’anoressia. Perché dopo tanti anni passati in balia di un disturbo alimentare, sembra che questo faccia semplicemente parte di sé da sempre. La voce dell’anoressia a poco a poco convince che l’anoressia è tutto quello che si è, tutto quello in cui si possa identificarsi, tutto quello che ti definisce, tutto quello di cui vantarti e andare fiera, tutto quello che fa stare meglio. Tutta la propria vita. E che al di fuori c’è solo solitudine e sofferenza.
C’è una strana ironia nel fatto che la possibilità di trasformazione che l’anoressia una volta offre, avviene in realtà soltanto nel momento in cui si decide di dare le spalle all’anoressia stessa e si inizia a percorrere la strada di una cura.
È grazie ad una terapia che, in effetti, si può scoprire le Vere Sé Stesse: un’identità che non è definita da numeri, regole e ossessioni, un’identità che non ha bisogno dell’anoressia, della bulimia, di un’etichetta per essere definita, che non ha bisogno di provare dolore o di soffrire. Un’identità che solo tu, lavorando su te stesso, giorno dopo giorno, puoi scoprire e tirare fuori.
L’anoressia è una scelta a perdere, perché tutte le promesse che la sua voce fa non potranno mai essere adempiute. E proprio perché l’anoressia ha portato a toccare il fondo, adesso uno deve trovare dentro di sé la forza per risalire.

In fin dei conti, è la sensazione di soffocamento che spinge a riprendere una boccata d’aria. La luce arriverà nel momento in cui deciderete di aprire gli occhi. Nel momento in cui il rischio di rimanere chiuse nella prigione dell’anoressia farà più paura del rischio di vivere senza l’anoressia.