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SEPPELLIRE IL PASSATO

SEPPELLIRE IL PASSATO
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É possibile usare un rito di passaggio quando si vuole agire su un problema del passato che continua ad estendere la sua influenza sul presente. In simili circostanze il rito può sbloccare il fluire del tempo. Una famiglia di tre persone, padre, madre e figlio, si era recata in terapia adducendo un problema del figlio. Il problema ufficiale si era risolto in breve tempo, ma un altro, ben più grave, si era reso evidente. I coniugi erano preda di una interminabile serie di violenti litigi, spesso drammatici, che rendevano la vita familiare un vero inferno. Alla richiesta di quale fosse il motivo delle liti, la risposta fu che litigavano su un fatto avvenuto nel lontano passato, che per nessuna ragione avrebbero potuto rivelare ad altre persone, compresa la terapeuta, la quale si trovava quindi nella posizione di aiutarli a risolvere un problema fondamentale senza poter conoscere il problema! Inventai un rituale ingegnoso e pittoresco. Presi una scatola di cartone, poi suggerii a ciascuno dei coniugi di scrivere su un foglio una narrazione dell’evento segreto causa dei loro litigi; quando l’ebbero scritta, dovevano piegare il foglio in quattro e introdurlo nella scatola. Fatto questo, chiesi loro di scavare una buca in giardino, sotto una pianta, e seppellire la scatola. La terapeuta aveva presentificato il passato, seppellendolo nel presente. Conclusa l’operazione dissi loro: “d’ora innanzi ogni volta che comincerete a litigare, dovrete fermarvi e andare a discutere lì, sopra quel punto dove è sepolto il vostro passato”. Alla seduta successiva, marito e moglie arrivarono di buonumore e riferirono che alla prima lite avvenuta dopo la seduta precedente s’erano fermati ed erano andati a litigare sotto la pianta. Invece di litigare, erano scoppiati a ridere. E in seguito, ogni volta che stava per iniziare una lite, questa si spegneva sul nascere. Il rituale si dimostrò risolutivo e la terapia ebbe termine. Si può dire che il rituale era riuscito a concretizzare l’idea che il passato è passato e dev’essere sepolto. L’idea che il passato non può essere cambiato perché è passato è stata introdotta dal rituale, che simbolicamente ha fatto agire i coniugi nel senso di seppellire il passato, creando un contesto -discutere in piedi, sotto una pianta, sopra una scatola di cartone- in cui erano appropriate emozioni opposte a quelle presenti nei ripetuti litigi.

In terapia il rituale pone l’individuo o la famiglia nella condizione di doversi comportare secondo le modalità richieste dal rituale stesso, che sono diverse dalle modalità attuali, che hanno portato a sofferenza e sintomi. Nel tentativo di eseguire il rituale, le persone possono trovare la “terza soluzione”, che non coincide né con i precedenti tentativi né con eventuali preconcetti del terapeuta. I rituali, oltre a introdurre significati ed emozioni, introducono nuovi comportamenti.

Si può seppellire il passato anche in senso metaforico. Un uomo di mezza età con problemi di alimentazione compulsiva, senza alcun problema relazionale significativo, con una vita familiare armoniosa e un lavoro soddisfacente, diceva che i suoi problemi col cibo erano dovuti alle ferite irrisolte della sua infanzia, alle cose che l’avevano fatto soffrire in passato. Lo feci riflettere sul fatto che ora era felice, tutto andava bene nella sua esistenza presente, quindi a cosa serviva il sintomo? Questa riflessione lo rese in grado di mettere una pietra sopra al suo passato e alla sua infanzia e, piano piano, ad abbandonare il sintomo.