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ALIMENTAZIONE COMPULSIVA

ALIMENTAZIONE COMPULSIVA
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Che differenza c’è tra una sana e appagante alimentazione e l’alimentazione compulsiva? Che differenza c’è tra fame fisiologica e appetito? La fame serve a dare al tuo corpo il nutrimento di cui hai bisogno, l’appetito è desiderare qualcosa anche se non ne hai bisogno. Alimentarsi significa fornire cibo al nostro organismo, introdurre nel nostro corpo tutti gli alimenti e i macronutrienti di cui abbiamo bisogno per vivere sani e pieni di energia, nutrire il nostro organismo con tutte le sostanze di cui necessita per stare in salute. Il cibo è ciò che contiene questi nutrienti necessari affinché il nostro corpo abbia energie per vivere bene, il cibo non è in sé buono o cattivo, qualsiasi cibo è buono se l’uso che se ne fa è equilibrato, se viene usato come nutrimento e non come modalità per gestire le nostre emozioni e i nostri pensieri. Il cibo può diventare dinamite: la dinamite può essere usata per costruire tunnel o per distruggere, la stessa cosa può fare il cibo se non viene usato con cura e se viene abusato con l’alimentazione compulsiva. Il cibo assolve tante altre funzioni oltre a quella di nutrirci: il cibo calma, distrae, porta l’attenzione altrove, placa, annebbia, seda, ma alla fine non guarisce e non copre nulla! Sarebbe come prendere un Oki quando si ha bisogno di un antibiotico: certo, sul momento può fare passare il dolore, ma se non si va alla radice del problema, la malattia rimane e tornerà a farci star male alla prossima occasione. Che fare allora? Innanzitutto diventare consapevoli delle emozioni e delle sensazioni che cerchiamo di eliminare con l’alimentazione compulsiva, solo se siamo consapevoli delle nostre emozioni e del nostro mondo interiore più profondo possiamo interrompere il circolo vizioso tra cibo e alimentazione compulsiva. E’ necessario ascoltare le voci in azione dentro di sé, provenienti dalle diverse parti di cui siamo fatti (mente, corpo, stomaco e intestino, emozioni) che portano a mangiare in maniera incontrollata e all’alimentazione compulsiva. Utile in questo senso la pratica della Mindful Eating (il prossimo incontro del nostro percorso sarà Sabato 11 Maggio), che aiuta a capire quali parti di sé portano a mangiare e all’alimentazione compulsiva ed emotiva.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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CORSO DI MINDFUL EATING

CORSO DI MINDFUL EATING
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CIBO ED EMOZIONI:

PERCORSO DI MINDFUL EATING

Sabato 6 Aprile 2019, ore 10-12   

PASQUA: RINUNCIA O ABBUFFATA? 

L’ incontro, guidato dalla psicoterapeuta Marta Castoldi e dalla nutrizionista Gabriella De Miranda, si terrà a Milano, in via Friuli 50 presso il Centro Temenos. La quota di partecipazione è di 25 euro

(si può effettuare il pagamento la mattina stessa o con bonifico al seguente Iban: IT 67 R 0521 60 1616 0000 0000 1861 intestato a Gabriella De Miranda)

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (entro Giovedì 4 Aprile)

mandando una mail a info@spazioaiuto.it  o un whatsapp al 338 93 83 650      

La consapevolezza aiuta a collegare la mente e il corpo, a rallentare per un momento, in contatto con noi stessi, e passare da una indiscriminata azione reattiva e compulsiva ad una azione che sia in sintonia con i nostri bisogni di quel momento particolare. La consapevolezza può contribuire a portare equilibrio in ogni aspetto dell’esperienza del mangiare. Mindful Eating comporta l’entrare in sintonia con i nostri naturali segnali fisici di fame e sazietà. Significa poter veramente fare l’esperienza del sapore del cibo, e comprendere quando ne abbiamo abbastanza. Significa soprattutto comprendere se mangiamo per fame o per altri bisogni e imparare a dare a ciascun bisogno fisico, psicologico o emotivo la corretta risposta.
Le regole di restrizione alimentare particolarmente rigide (es.: ‘da lunedì mi metto a dieta ed evito: cioccolato, colomba, dolci, fritture, etc etc…’, ‘devo mangiare solo cibi puliti’) fanno in modo da creare un’ansia verso quei cibi e a farne scorpacciata per quanto tempo è possibile, ad ogni occasione possibile, oppure quando c’è un cedimento del proprio controllo (il weekend, una festa, le vacanze, un’indulgenza, lo stress, la tristezza, uno sgarro). Accade così che se cerco di evitare quel cibo, poi finirò proprio per abbuffarmi di esso…

Nel prossimo incontro del corso di Mindful Eating faremo pratica con le uova di cioccolato per arrivare a Pasqua con meno paura di incorrere nelle solite modalità di evitare o abbuffarsi, cercando di riscoprire il sapore del cioccolato e capire per quale motivo sto rinunciando o mangiando un uovo intero.

 

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ABBUFFATE COMPULSIVE

ABBUFFATE COMPULSIVE
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Perché ho abbuffate compulsive? Perché nascono i problemi col cibo?”: chiunque abbia sentito l’angoscia della perdita di controllo sul mangiare si è probabilmente chiesto ‘perché?’. Sfortunatamente non c’è una risposta semplice o esauriente. Diversi percorsi possono portare a problemi col cibo: spesso iniziano con una dieta, dove il controllo sull’alimentazione inizia a cedere e la persona può cominciare ad avere abbuffate compulsive. Seguire una dieta rigida, il pensiero tutto-o-nulla, scarsa autostima, un cattivo rapporto col proprio corpo, problemi nel controllo degli impulsi, difficoltà relazionali e difficoltà familiari sono tutti motivi che portano ad avere problemi col cibo, ce ne sono mille…Ma più che domandarsi perché il problema delle abbuffate compulsive è iniziato, è utile chiedersi: perché continua? Perché voi stessi o qualcuno che conoscete abbia iniziato ad abbuffarsi e perché continui a farlo può essere ancora un mistero, ma rispondere alla seconda domanda, cioè le ragioni del mantenimento, può sicuramente aiutare a fare qualcosa. Il punto chiave per capire come interrompere le abbuffate compulsive, e quindi per comprendere perché continuino, è chiedersi: volete fermare le abbuffate? Volete veramente cambiare? Oppure questa modalità ormai automatica e diventata quasi un’abitudine resta per voi in fondo una comoda ancora di salvezza nella tempesta dell’esistenza? Vi assicuro che cambiare è possibile: è possibile ricominciare a mangiare normalmente, senza alternare digiuni ad abbuffate compulsive; è possibile gustare il cibo anziché mangiare con paura, dispiacere o senso di colpa; è possibile mangiare con gli altri ed essere felici, assaporare le bontà che avete di fronte senza pensare alle calorie che contengono e senza provare vergogna; è possibile eliminare la divisione che vivete tra cibi proibiti e cibi permessi, così da concedervi anche dei cibi che ora concepite come vietati con piacere e senza sensi di colpa.

Come? Provate a fare una lista dei potenziali vantaggi del cambiamento. Se smettete di abbuffarvi, vi sentirete meglio? Migliorerà la vostra qualità di vita? Migliorerà la vostra salute e il vostro umore? Gli altri ne trarranno beneficio? Oppure vi sentirete spogliati dalla sola modalità che credete di conoscere per affrontare lo stress, i problemi, la solitudine, la tristezza e l’ansia? Sentite che non siete pronti a smettere di usare il cibo a vostro beneficio, che in fondo le abbuffate a volte vi servono, come valvola di sfogo o altro, e gli effetti collaterali che vi portano sono più sopportabili del farne a meno? Credetemi, spesso le persone sono sorprese di sentirsi tanto meglio quando smettono di abbuffarsi (soprattutto se da molti anni convivono col problema), ma è così! Se pensate di non essere capaci di smettere, provate a chiedere un aiuto…

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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