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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
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Com’è possibile smettere di mangiare o mangiare fino a scoppiare, talvolta fino a lasciarsi morire? Mangiare è un gesto così spontaneo, così naturale, così umano. Spesso nello sguardo di chi non conosce i disturbi alimentari si leggono soltanto rabbia e disprezzo nei confronti di chi si infligge una punizione senza avere un vero motivo per farlo. Il vero motivo, invece, c’è. Il sintomo, il disturbo alimentare, è soltanto una spia: nasconde una grande sofferenza che chiede, e sempre merita, di essere portata alla luce, di essere accolta e ascoltata.
In questo senso, i disturbi del comportamento alimentare sono anche disturbi della comunicazione: attraverso il corpo – un «corpo parlante» – si manifestano i segnali di un disagio profondo, che va ben oltre il mero desiderio di bellezza estetica, e che il soggetto spesso fatica a tradurre in parole. La malattia infatti, costringe in un silenzio che rende muti, incapaci di raccontarsi, a se stessi e agli altri, e sordi, sordi a qualunque segnale di vita. È fondamentale, pertanto, sensibilizzare su questi disturbi, sulle situazioni più a rischio e sulle figure professionali a cui rivolgersi, imparando a riconoscere i cosiddetti campanelli d’allarme, quegli indicatori-spia di una sofferenza più profonda, talvolta impercettibile ad occhio nudo.

I disturbi alimentari sono intimamente legati alla percezione del proprio aspetto fisico, che è un nodo cruciale soprattutto in adolescenza: banalizzare, ridicolizzare, ma anche rimproverare non è mai producente. Se una ragazza si vergogna di una parte del suo corpo ha poco senso dirle che sono tutte fisse, che i veri problemi sono altri, così come non serve a nulla con un figlio sovrappeso paragonarlo al cugino calciatore o al vicino di casa campione di nuoto. Non colpevolizzate i vostri figli, i disturbi alimentari non sono un capriccio, non si guarisce con la forza di volontà!  

Nel caso di un problema di anoressia frasi del tipo “per colpa tua la mamma sta male” non servono a nulla, ma al contempo non bisogna neppure assecondare in tutto e per tutto le richieste del ragazzo/ragazza che non può tenere in scacco l’intera famiglia, ad esempio impedendole di uscire a cena o di avere ospiti. Qualora invece ci si trovasse di fronte ad un figlio/a in forte sovrappeso sarebbe sbagliato negargli l’aspetto conviviale e gioioso che il cibo, nella nostra cultura, porta con sé, controllando come severi censori tutto ciò che ha nel piatto e pretendendo che segua una dieta ferrea. Ma allora cosa bisogna fare con un disturbo alimentare? Il primo passo è riconoscere l’esistenza di una problematica e iniziare un percorso psicologico con persone competenti in materia.

Per domande o appuntamenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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HO PROBLEMI COL CIBO ?

HO PROBLEMI COL CIBO ?
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Oggi si vedono sempre più spesso persone, di ogni genere ed età, preoccupate per il proprio aspetto fisico e la propria alimentazione, che parlano di palestra, di fitness e di cibo, che arrivano fintanto ad ossessionarsi per cibi sani/puliti o inquinati/cheat meals, per una certa forma fisica da inseguire anche a costo di stanchezza eccessiva. Ma dove arriva il discrimine tra un disturbo alimentare o una semplice e fisiologica preoccupazione per cibo e aspetto, dov’è il confine tra dei problemi col cibo o una fisiologica attenzione all’alimentazione e alla salute? Credo che la differenza tra queste due modalità di vivere il cibo e il proprio aspetto fisico stia nel grado di disagio personale avvertito, nel fatto che l’alimentazione e l’attività fisica diventino un’ossessione oppure si fermino a livelli controllabili e non fastidiosi. Spesso forse vi risulta difficile vedere la differenza e capire se avete problemi col cibo? Vi propongo una serie di domande per individuare se correte il rischio di nascondere i segnali di possibili problemi col cibo:

  • Ti pesi più di due volte alla settimana?
  • Quando mangi ti capita di pensare alle calorie?
  • A volte ti senti in colpa dopo aver mangiato?
  • Se ti guardi allo specchio guardi soprattutto pancia e cosce?
  • Il tuo peso e quanto/cosa mangi influenza il tuo umore?
  • Il tuo peso o cosa/quanto mangi influenza la tua disponibilità a frequentare gli altri?
  • Ti capita di mangiare grandi quantità di cibo con la sensazione di perdere il controllo, indipendentemente dal senso di fame?
  • Se mangi più di quello che ritieni necessario per te, cerchi di ridurre i pasti successivi?
  • Fai attività fisica per piacere o per bruciare calorie e con la sensazione di non poterne fare a meno?
  • Dedichi al cibo tanto tempo dei tuoi pensieri?
  • Non riesci a parlare con nessuno dei tuoi problemi?
  • Hai un indice di massa corporea inferiore a 18,5?
  • Hai una intensa paura di ingrassare?
  • Pensi sempre di dover perdere peso?

Se le risposte positive sono più di 3, potrebbe essere utile parlare con un esperto: chiama il 3389383650 o manda una mail a info@spazioaiuto.it per prendere un appuntamento.

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MINDFUL EATING: MANGIARE IN VACANZA

MINDFUL EATING: MANGIARE IN VACANZA
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CIBO ED EMOZIONI

PERCORSO DI MINDFUL EATING

Giovedì 11 Luglio 2019, ore 20-22   

Mangiare in vacanza:

riflessioni e consigli

Perché rovinarsi le vacanze per paura di esagerare a tavola? Vi daremo alcuni strumenti per godervi il piacere del cibo senza restrizioni né eccessi e troverete un piccolo buffet per metterli in pratica!

L’ incontro, guidato dalla psicoterapeuta Marta Castoldi e dalla nutrizionista Gabriella De Miranda, si terrà a Milano, in via Sigieri 10 (scala B, piano terra)

La quota di partecipazione è di 25 euro (si può effettuare il pagamento la sera stessa)

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (entro Martedì 9 Luglio)

mandando una mail a info@spazioaiuto.it  o un whatsapp al 338 93 83 650      

Per la maggior parte delle persone le vacanze sono un momento di gioia e di relax. Rappresentano l’occasione per passare del tempo con la famiglia e gli amici, recuperare le energie, riposarsi, fare cose belle, etc. Per altri, invece, le vacanze rappresentano “croce e delizia” dal momento che sono un’occasione per vivere assecondando i propri piaceri e tra questi rientra sicuramente il cibo. Per chi è vittima di fame emotiva, abbuffate compulsive o combatte con i chili di troppo, pertanto, le vacanze possono non essere così piacevoli. Gustarsi una cena o un cocktail in spiaggia in compagnia del partner o di amici, assaporare piatti nuovi, etc… possono essere vissuti con una tensione emotiva che rovina il clima disteso e sereno auspicato. In effetti, le vacanze rischiano di trasformarsi in un incubo ed essere vissute con una quota molto elevata di stress, ansia e fastidio; è piuttosto frequente, proprio nel corso delle vacanze, che le persone che hanno un rapporto problematico col cibo, vadano incontro ad aumento di comportamenti alimentari disfunzionali, abbuffate in primis.

Per quale motivo? C’è forte stress e tensione emotiva al pensiero di avere tanto tempo a disposizione e cibo a portata di mano. Allora si può:

→ Intraprendere una dieta o restringere fortemente in vista delle vacanze.

→ Imporsi di non eccedere e non cedere alle tentazioni del cibo.

Entrambe le soluzioni scelte, nella maggior parte dei casi, rappresentano un tentativo di controllo che fa perdere il controllo e che prepara il terreno per le abbuffate.

Nel momento in cui si parla di alimentazione e diete, spesso, si è portati in primo luogo a pensare al cibo, trascurando, invece, le emozioni e tutto ciò che ruota attorno ad esse. Prima di cominciare, perciò, prova a rispondere a queste domande:

Cosa mi aspetto da queste vacanze? Cosa mi piacerebbe fare?  Quali pensieri mi piacerebbe abbandonare?

Durante il prossimo incontro di Mindful Eating rifletteremo insieme sulle modalità alimentari più opportune per affrontare le vacanze, per viverle serenamente e in pace col cibo!

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