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L’ATTEGGIAMENTO ANORESSICO

L’ATTEGGIAMENTO ANORESSICO
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Le anoressiche insistono nel dirsi incapaci di “vedere” la loro magrezza; tutte le preoccupazioni degli altri sono prive di fondamento, perché loro stanno benissimo, sono giuste così e il loro aspetto è quello che vogliono avere; anzi, dicono di essere ancora “troppo grasse”. A questo sintomo tipico, l‘immagine corporea distorta, contribuisce anche un allenamento a ingannarsi da sé. Le pazienti si esercitano nel guardarsi allo specchio, da tutti gli angoli, fiere di ogni etto che perdono e di ogni osso che sporge. E quanto maggiore è l’orgoglio di questo aspetto, tanto più insistono nel dire che è perfetto. Questa assillante preoccupazione circa il proprio peso sembra parte del desiderio anoressico di far l’impossibile, dell’orgoglio di essere ultra-speciali perché ultra-magri. Una persona che si odia per essere aumentata di qualche chilogrammo deve essere molto insicura e avere una scarsissima opinione si sé.
“Quando si è tanto infelici e non si sa come venire a capo di nulla, avere il dominio sul proprio corpo diventa un successo sfolgorante. Si trasforma il corpo nel proprio regno, dove si fa la parte del tiranno, del dittatore assoluto”. Con questo atteggiamento, il non cedere a qualsiasi esigenza del corpo diventa la massima virtù. Ciò che viene negato con maggiore forza è il bisogno di cibo. Per penosa che sia la fame, sopportarla un’ora di più, rinviare anche l’ingestione di una quantità infinitesima di cibo fino al punto della fame estrema e al giramento di testa, diventa segno di vittoria e questo, a sua volta, genera quel segreto orgoglio, quel senso di superiorità sul quale le anoressiche impostano i loro rapporti col mondo circostante.

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DISTURBI ALIMENTARI A NATALE

DISTURBI ALIMENTARI A NATALE
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Natale: tempo di festa, di regali, di gioia (oppure no?) e di pranzi pantagruelici! Ecco, qui sta il punto: per chi soffre di disturbi alimentari la prospettiva di pranzi luculliani in famiglia mette un’ansia e un’angoscia tale da far perdere al Natale tutta la sua atmosfera di gioia e serenità. Ebbene sì, i giorni che precedono le famigerate feste diventano motivo di arrovellamenti intorno alla questione “oddio come brucerò tutte quelle calorie?” oppure “come riuscirò ad andare in bagno senza destare sospetti?” o ancora “quale stratagemma userò quest’anno per evitarmi i mitici pranzi e cenoni?”.

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AIUTO! HO UNA FIGLIA ANORESSICA

AIUTO! HO UNA FIGLIA ANORESSICA
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L’allarme è scattato, il più delle volte con un ritardo deleterio. I genitori, molto spesso, per un tempo troppo lungo, non vogliono vedere. Hanno paura di riconoscere un fantasma già molto temuto: l’anoressia. Per mesi o, addirittura, per anni, hanno tentato di allontanarlo, illudendosi che si trattasse di banali, anche se non innocue, manie della figlia riguardo al cibo, al peso, alla dieta, che si sarebbero spontaneamente risolte con il passare del tempo.
Nei casi di bulimia è ancora peggio. L’assenza di dimagrimento, di emaciazione e di apparente deterioramento organico del soggetto rende la malattia praticamente invisibile, non solo agli estranei, ma anche agli stessi familiari. Del resto, la bulimica spesso tende a occultare i suoi comportamenti anomali. Si abbuffa e vomita in situazioni di isolamento: di notte o in assenza di genitori e familiari.
Che fare allora quando scatta finalmente l’allarme?
A quel punto i genitori sono colti da mille dubbi, risultano travolti dai sensi di colpa e vivono una penosa sensazione di inadeguatezza e impotenza. In che cosa hanno sbagliato? Come rimediare? Ma è proprio tutta colpa loro? Oppure dipende anche dal carattere difficile della figlia? Dallo stress dell’esame di maturità? Dal desiderio di assomigliare a qualche modella? Da una delusione sentimentale? Infinite domande si susseguono nella mente dei genitori, che vogliono scoprire la causa della malattia.

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