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BINGE EATING E ALTRI DISTURBI ALIMENTARI…

BINGE EATING E ALTRI DISTURBI ALIMENTARI…
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Oggi vi invito a vedere il video della mia intervista al programma LIVE SOCIAL di RADIO LOMBARDIA sulla mia pagina Facebook:

https://www.facebook.com/Spazioaiuto/ (e mettete un like se non l’avete ancora fatto…)

Cosa sono i disturbi alimentari? I sintomi alimentari come l’anoressia, la bulimia, il binge eating disorder, l’ortoressia, la vigoressia, hanno alla base una sofferenza profonda e questo va sempre spiegato bene. Il problema non è il cibo, il mangiare poco o tanto, ma si deve ricercare il significato legato al sintomo, cosa sta dicendo alla persona? Da cosa la sta proteggendo? Il disturbo alimentare non si sceglie come un capriccio e la resistenza al cambiamento fa parte del problema, non serve dire “è solo un problema di golosità, di mancanza di volontà, di voler dimagrire…”. Digiunare o abbuffarsi hanno a che fare con un problema di identità personale, di insicurezza, di senso di inadeguatezza, è necessario ragionare sulle cause profonde che stanno sotto al sintomo alimentare. Bisogna validare i disturbi alimentare come espressione di un disagio, che può scomparire solo quando è il momento giusto.

Attraverso una terapia adeguata si possono individuare i trigger, cioè gli eventi scatenanti il disturbo alimentare (dove si manifesta di più il problema?, cosa succede prima?, con chi?), e analizzare vantaggi e svantaggi del sintomo alimentare, cioè qual è la sua funzione, a cosa serve, quali sono invece i danni e le conseguenze negative?

E’ poi importante rinforzare la motivazione, cosa sarebbe utile per essere più motivata a star meglio? Infatti la persona spesso si sente intrappolata in un meccanismo automatico, una specie di pilota automatico che spesso è impossibile interrompere da soli. Attraverso un percorso di cura si possono interrompere subito i comportamenti disfunzionali che altrimenti poi mantengono la patologia e si crea un circolo vizioso da cui è difficile uscire. Nel binge eating disorder bisogna comprendere la parte che si sta curando con il cibo, perché si sta usando il cibo per regolare le emozioni? Lo stesso vale per l’anoressia: perché il digiuno serve a star meglio, perché il controllo e le restrizioni fanno sentire così bene? Sia nel problema dell’anoressia che nel binge eating non si tratta di cibo, c’è una domanda di qualcos’altro! Solo attraverso una terapia è possibile capirla. Nessun cibo e nessun controllo potrà mai soddisfare…

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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ALIMENTAZIONE NORMALE O NO?

ALIMENTAZIONE NORMALE O NO?
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Cosa significa mangiare in maniera normale? Esiste una alimentazione corretta e normale e una no? Il termine “normale”, nel senso comune e ancor più per la psicologia, appare sempre molto difficile da definire e, proprio per questo motivo, si finisce sempre con il descrivere dei quadri di riferimento convenzionali che, a seconda del tema trattato, vengono utilizzati come standard ai quali tendere nel momento in cui si ricerca uno stato di benessere, di salute. Il discorso è certamente delicato in quanto si rischia di far passare tutto quanto esce dalla categoria designata “normale” come “non normale”, “a rischio” o, addirittura, “patologico”. In questo senso, sarebbe bene tenere sempre presente che le dicotomie rappresentano solamente il nero e il bianco di un continuum in cui, in realtà, nel mezzo sono presenti un’infinità di sfumature di grigio. Ignorare questa complessità, insita nel genere umano e non solo, rischia di farci sentire diversi ogni qualvolta non ci riconosciamo come appartenenti alle categorie elette a rappresentazione della normalità. Nell’ambito specifico dell’alimentazione, per esempio, ci possono essere 4 modalità, pattern caratteristici, che molto frequentemente si riscontrano nelle persone che riescono o non riescono ad alimentarsi in modo funzionale alla propria salute fisica e mentale. Queste 4 tipologie, descritte dall’autrice Linda W.Craighead, psicologa esperta in psicopatologia dei disturbi alimentari, servono ad orientare la nostra attenzione sulla presenza di specifici comportamenti che rendono difficile per una persona instaurare un rapporto sereno col cibo e col peso corporeo.

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COME CI SI AMMALA DI ANORESSIA

COME CI SI AMMALA DI ANORESSIA
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Come ci si ammala di anoressia? Ovviamente non essendo un disturbo di tipo organico, per cui non è possibile isolare il virus dell’anoressia, non ha senso dare una risposta univoca. Ci sono innumerevoli motivi dietro a come ci si ammala di anoressia, anche se le dinamiche che sostengono il disturbo sono spesso comuni a tutti i casi. Cosa spinge una giovane o una donna (ma oggi anche uomini e ragazzi) a smettere di mangiare e a ridurre drasticamente la propria alimentazione fino a dimagrire considerevolmente? A volte capita che all’inizio la persona inizia a perdere peso quasi inconsapevolmente, senza adottare una vera e propria dieta, semplicemente mangiando meno perché stressata o perché non ha tempo di mangiare, ma vedendo che il peso scende e iniziando a ricevere compimenti per la sua forma fisica, comincia a valutare la positività della situazione e restringe consapevolmente sempre di più. Il fatto di riuscire a controllarsi laddove molti falliscono (mamme e amiche a dieta che non riescono a perdere peso, media che suggeriscono diete miracolose che nessuno riesce a seguire) provoca soddisfazione personale e fa guadagnare quel senso di adeguatezza e grandiosità che non si trova in altri campi della vita. Si può essere ignari delle basi emotive dell’anoressia e del disturbo alimentare – si basa ‘solo’ sul peso, ‘solo’ sulle calorie, l’esercizio e ciò che vedete quando vi guardate allo specchio -, ma ben presto si diviene consapevoli di come il disturbo alimentare offuschi, prenda il sopravvento e controlli emozioni forti e sentimenti intesi. L’anoressia diventa una barriera, una protezione. Con il disturbo alimentare ci si sente intoccabile, superiore, immune a tutto. I comportamenti presenti nell’anoressia come il troppo esercizio fisico, il vomito, le abbuffate, possono anche essere un modo per cercare di calmarsi o distrarsi dai sentimenti intensi.

Una delle principali caratteristiche di un disturbo alimentare è che la persona percepisce dei benefici secondari per la sua condizione, un senso di benessere, potere, controllo, unicità, euforia, ecc. Quindi, mentre vi può essere incertezza su come ci si ammala di anoressia, sulle cause, le conseguenze sono chiare. Un disturbo alimentare non è solo un problema con il mangiare e con il cibo, ci sono più profonde questioni relative a identità, emozioni, convinzioni e valori. Capire e rompere l’associazione del cibo e dei problemi di peso con le emozioni, gli stili di pensiero e le relazioni è essenziale per un trattamento efficace. Un intervento tempestivo, entro i primi tre anni, porta ad un esito positivo nel 90% dei casi. Se pensate di avere un problema di anoressia o conoscete qualcuno che ne soffre, chiedete aiuto qui al più presto.

Scrivi a info@spazioaiuto.it per domande o dubbi.

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