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COPPIA E TRADIMENTO

COPPIA E TRADIMENTO
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Nella coppia la spinta a un tradimento è a volte sollecitata dal malessere di qualcosa che sentiamo che è stato tarpato. Un tradimento parte da un bisogno di trasgressione: una trasgressione è una deviazione da un comportamento, sancito da una legge o condiviso da una maggioranza o da un valore. Una trasgressione è sempre negativa? Dipende da cosa si trasgredisce, a volte si mette semplicemente in discussione l’immagine che ci si era fatti di sé stessi o che si erano fatti gli altri, non si vuole aderire più a quella immagine prefissata. Attraverso una trasgressione si desidera attuare un cambiamento perché qualcosa non è più adatto a quel periodo o momento, a volte è necessario aggiornare le “regole” alla vita che scorre, adattarsi in maniera elastica alle fasi che stiamo vivendo.

Nella coppia la prima forma di trasgressione è la reattività, le accuse, l’aggressione. Questa dinamica diventa costruttiva quando il mio modo di essere dice che sono alla ricerca della mia posizione, è un modo per affermare la mia unicità, io affermo me stesso in contrapposizione all’altro della coppia, ma in contemporanea mi prendo cura della coppia per far sì che funzioni meglio in futuro. La seconda forma di trasgressione è il tradimento: tradire implica la difficoltà ad affrontare il problema. Il tradimento diventa un modo inconscio di mandare un messaggio che qualcosa non va.

Nella coppia trovare la persona giusta è un accadimento? Avviene una volta per tutte? In realtà la persona giusta non è un punto di partenza ma un punto di arrivo! La persona giusta lo diventa. Per star bene in una coppia è necessario tenere sempre d’occhio la relazione e me stesso insieme, non rinunciare a ciò che amo io o ami tu per uniformarci. Per stare bene in una coppia ciascuno ha bisogno di avere la sua identità, la sua ‘forma’, i suoi spazi, se no non si vede l’ora di trovare un altro posto che possa ospitare…Ci sono cose che si devono cercare dentro se stessi e che nessuna relazione potrà dare. Non si può chiedere all’altro della coppia di colmare ciò che io non ho. Non avere una propria identità stabile mette in posizione di pretesa o di elemosina verso l’altro, mentre star bene con se stessi permette di reggere il vuoto quando l’altro non c’è o è impegnato con se stesso e la sua vita. Nella coppia è proprio la distanza che permette al desiderio di rinascere, perché uno desidera qualcosa che gli manca. Così si torna a ciò che ha dato origine alla vita di coppia, che è proprio il desiderio. Quando è difficile affrontare questi temi da soli, è importante chiedere un aiuto.

Per commenti o domande, scrivi a info@spazioaiuto.it

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CIBO E DISTURBI ALIMENTARI

CIBO E DISTURBI ALIMENTARI
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Nei disturbi alimentari il cibo è come una copertina che serve a coprire le vere preoccupazioni, le paure, le ansie, il senso di inadeguatezza…Ma come fare a togliersi questa copertina? In fondo la si gira e rigira, ma rimane sempre a proteggerti, anche se non è mai abbastanza, è una coperta troppo corta che lascia in balia delle proprie debolezze. Bisogna imparare a sentire freddo e sentirsi in grado di sopportarlo, senza usare questa copertina che, primo, non ci coprirà mai del tutto e secondariamente illude soltanto di coprire, ma in realtà ci lascia esposti a tutte le nostre preoccupazioni, con in più il senso di colpa per aver mangiato male o troppo…La soluzione è sentirsi abbastanza in ciò che si fa, avere il coraggio di affrontare la vita senza la copertina che ci protegge sentendo che ce la si può fare: solo allora possiamo toglierci la copertina.

A cosa serve avere controllo sul cibo? O al contrario perdere il controllo e abbuffarsi fino a riempirsi da star male? In fondo il controllo sul cibo è solo l’epifenomeno del controllo su altro: si vorrebbero avere tutte le caselle della vita in perfetto ordine, ma questo è impossibile…c’è sempre qualcosa che sfugge al controllo, che non va come noi vorremmo, una macchiolina nel nostro bellissimo schermo bianco. Allora il controllo sul cibo diventa l’unica modalità che ci rimane per sentire tutto sotto controllo, perfettamente a posto, che ci fa sentire bene. All’opposto, perdere il controllo sul cibo, mangiare in maniera eccessiva, abbuffarsi per riempire chissà quali vuoti, risponde allo stesso bisogno: si vorrebbe avere tutto perfettamente bianco, in ordine e senza stonature e, dato che ciò è impossibile, si rinuncia a controllare e si manda tutto all’aria (“Ormai ho sgarrato”, “Non andrà mai tutto come voglio io, allora mando tutto all’aria”). Questa modalità del “tutto o nulla” è la tipica caratteristica di chi soffre di disturbi alimentari, ma è una dinamica molto difficile da eliminare, diventa un comportamento e un pensiero automatico che non si riesce ad abbandonare, una convinzione a cui non si riesce a rinunciare tanto facilmente. Solo attraverso un percorso terapeutico è possibile trovare modi alternativi per affrontare e vivere la vita, che non siano l’uso pervasivo del cibo come copertina e del controllo o della perdita di controllo come falsa soluzione a tutto.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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