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MANGIARE IN VACANZA

MANGIARE IN VACANZA
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Nel prossimo incontro di mindful eating faremo insieme esercizi e riflessioni su come mangiare in vacanza senza rinunciare ai piaceri del cibo, concedendosi un po’ di tutto, senza restringere troppo né eccedere col cibo, col risultato di rinunciare ai buoni sapori della tavola o viceversa sentirsi gonfi e pieni di sensi di colpa.

Nel contesto del gruppo, in cui le esperienze e i feedback degli altri partecipanti aiutano a riflettere su sé stessi e sulle proprie modalità riguardo all’alimentazione, potrete condividere buoni propositi, idee e nodi problematici rispetto al cibo e a come viverlo durante le vacanze.

Di seguito trovate un video che spiega e presenta il percorso di mindful eating, che insieme alla nutrizionista Gabriella De Miranda conduco da più di un anno, con particolare riferimento al prossimo incontro “Mangiare in vacanza”:

https://www.facebook.com/376771739113301/posts/1155781564545644/

Ci sarà un piccolo buffet per mettere in pratica gli insegnamenti di Mindful Eating che vi proponiamo, quindi venite a stomaco vuoto…

Per informazioni o iscrizioni, scrivi a info@spazioaiuto.it

 

 

 

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ANORESSIA: CONSIGLI PER GENITORI

ANORESSIA: CONSIGLI PER GENITORI
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Spesso i genitori che si trovano in casa una figlia con problemi di anoressia non sanno più che pesci pigliare, si ritrovano disorientati, confusi, disarmati. Arrivano dai professionisti schiacciati tra i sensi di colpa e il desiderio di far qualcosa per aiutare la figlia che soffre di anoressia. Cercherò qui di dare qualche semplice consiglio.

Come affrontare il problema: esprimete con calma la vostra preoccupazione, ricordate che la persona rifiuta l’idea di avere un problema. Potete domandarvi: che tipo di genitore sono, come rappresento il mio comportamento?

  1. Canguro – è iperprotettivo, troppo accomodante e troppo controllante
  2. Rinoceronte – è arrabbiato, testardo e cocciuto
  3. Delfino – guida e supporta, è incoraggiante e delicato

Come rappresento le mie emozioni?

  1. Struzzo – preferisce evasione ed evitamento
  2. Medusa – è troppo emotiva e sensibile
  3. San Bernardo – dà calma, affetto e nutrimento

I genitori vedono che la persona è fisicamente fragile, mentre la persona è fortemente convinta che il suo peso attuale e il suo stato fisico siano soddisfacenti, secondo lei non c’è niente di sbagliato. E’ inutile e dannoso fare braccio di ferro su questo punto! Potete fare insieme il metro del rischio nutrizionale:

Incapace di garantirsi la sicurezza nutrizionale

1…..……2………..3….……..4…………5….…….6……….7……….8………..9………..10

Mantiene pienamente il benessere nutrizionale

Cosa dovrebbe accadere per arrivare a 10, di cosa avresti bisogno per arrivare a 10? Io invece ti metterei questo punteggio perchè…Cosa possiamo fare per non arrivare a 0, cosa potrebbe aiutarti?

Potete chiedere a vostra figlia:

Quali sono i pro e i contro dello stato attuale? Quali sono i pro e i contro del tentare di cambiare? Quali sono i pro e i contro dell’avere un’identità e uno stile di vita non disturbato dall’alimentazione?

Quali sono i benefici del non mangiare?

Non importa quanto frustrante sia il comportamento durante i pasti, restate calmi; se diventate ansiosi o arrabbiati, lei diventa ancora più ansiosa o arrabbiata, e troverà più difficile mangiare. Non si può scegliere se mangiare o no. Tuttavia si può scegliere dove mangiare un pasto oppure, nei limiti, il quando può anche essere flessibile. E lo stesso vale con chi. Inoltre si può scegliere cosa mangiare!  

E’ come se accanto a lei fosse presente un “gufo anoressico”, voi potete contrastare il ‘gufo anoressico’ mostrando amore e calma e calore, e astenendovi dall’esprimere critiche e frustrazione. Se vi rendete conto di non riuscire a fare questo da soli, chiedete aiuto e supporto al più presto. 

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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DISTURBI ALIMENTARI: QUALI CONSIGLI

DISTURBI ALIMENTARI: QUALI CONSIGLI
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Nei confronti dei disturbi alimentari è importante riflettere sui propri modelli di comportamento: quale reazione potrebbe favorire inavvertitamente i comportamenti legati ai disturbi alimentari? O forse i comportamenti e gli atteggiamenti presenti nei disturbi alimentari vengono involontariamente accettati, per quieto vivere? E’ possibile che la persona con disturbi alimentari attiri più attenzioni quando fa storie per mangiare, quando si arrabbia prima di un pasto, quando svuota la dispensa, o esprime i suoi pensieri ossessivi negativi? Non potete diventare intolleranti verso i disturbi alimentari presenti ma nemmeno cambiare i comportamenti disfunzionali legati ai disturbi alimentari tutti insieme! Potrebbe essere utile fare una lista di questi comportamenti legati al sintomo e prendere del tempo per riflettere sul modo migliore di agire, per focalizzarvi sul cambiamento.

Potreste, come familiari o amici di una persona con disturbi alimentari, cadere in una di queste trappole:

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