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MINDFUL EATING: MANGIARE IN VACANZA

MINDFUL EATING: MANGIARE IN VACANZA
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CIBO ED EMOZIONI

PERCORSO DI MINDFUL EATING

Sabato 22 Giugno 2019, ore 10-12   

Mangiare in vacanza:

riflessioni e consigli

L’ incontro, guidato dalla psicoterapeuta Marta Castoldi e dalla nutrizionista Gabriella De Miranda, si terrà a Milano, in via Sigieri 10 (scala B, piano terra)

La quota di partecipazione è di 25 euro (si può effettuare il pagamento la mattina stessa)

ISCRIZIONE OBBLIGATORIA (entro Giovedì 20 Giugno)

mandando una mail a info@spazioaiuto.it  o un whatsapp al 338 93 83 650      

Per la maggior parte delle persone le vacanze sono un momento di gioia e di relax. Rappresentano l’occasione per passare del tempo con la famiglia e gli amici, recuperare le energie, riposarsi, fare cose belle, etc. Per altri, invece, le vacanze rappresentano “croce e delizia” dal momento che sono un’occasione per vivere assecondando i propri piaceri e tra questi rientra sicuramente il cibo. Per chi è vittima di fame emotiva, abbuffate compulsive o combatte con i chili di troppo, pertanto, le vacanze possono non essere così piacevoli. Gustarsi una cena o un cocktail in spiaggia in compagnia del partner o di amici, assaporare piatti nuovi, etc… possono essere vissuti con una tensione emotiva che rovina il clima disteso e sereno auspicato. In effetti, le vacanze rischiano di trasformarsi in un incubo ed essere vissute con una quota molto elevata di stress, ansia e fastidio; è piuttosto frequente, proprio nel corso delle vacanze, che le persone che hanno un rapporto problematico col cibo, vadano incontro ad aumento di comportamenti alimentari disfunzionali, abbuffate in primis.

Per quale motivo? C’è forte stress e tensione emotiva al pensiero di avere tanto tempo a disposizione e cibo a portata di mano. Allora si può:

→ Intraprendere una dieta o restringere fortemente in vista delle vacanze.

→ Imporsi di non eccedere e non cedere alle tentazioni del cibo.

Entrambe le soluzioni scelte, nella maggior parte dei casi, rappresentano un tentativo di controllo che fa perdere il controllo e che prepara il terreno per le abbuffate.

Nel momento in cui si parla di alimentazione e diete, spesso, si è portati in primo luogo a pensare al cibo, trascurando, invece, le emozioni e tutto ciò che ruota attorno ad esse. Prima di cominciare, perciò, prova a rispondere a queste domande:

Cosa mi aspetto da queste vacanze? Cosa mi piacerebbe fare?  Quali pensieri mi piacerebbe abbandonare?

Durante il prossimo incontro di Mindful Eating rifletteremo insieme sulle modalità alimentari più opportune per affrontare le vacanze, per viverle serenamente e in pace col cibo!

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CIBO E FAME

CIBO E FAME
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Quando abbiamo cibo e bevande in abbondanza, come nel nostro contesto attuale di vita, dove ci sono supermercati aperti h 24 e con il delivery ricevi a casa in poco tempo tutto il cibo che vuoi, è facile darli per scontati. Quando li diamo per scontati, è facile non prestare attenzione a ciò che abbiamo nel piatto o in bocca. Quando smettiamo di dare attenzione al cibo, smettiamo di sentire i profumi e i sapori. E’ come se mangiassimo del cartone. Il cartone non dà soddisfazione, quindi cerchiamo di soddisfarci mangiando ancora di più. Anche mangiare di più, però, non ci fa sentire soddisfatti. Spesso mangiamo anche senza avere alcuna fame, come se avessimo paura di restare vuoti o per ricercare una qualche sensazione positiva attraverso il cibo. Siete disposto a sentire il vuoto? La maggior parte di noi probabilmente risponde ‘No’, la gente ama il senso di pienezza, nell’addome così come nella vita, è confortante, Quando cominciano a scoprire la Mindful Eating, molti si accorgono che la sensazione di vuoto tende a far salire la paura. Scoprono che mangiano e bevono tutto il giorno proprio per evitare di sentire il vuoto. Sono prigionieri del desiderio della bocca e dello stomaco di sentirsi pieni. Altri invece rispondono ‘Sì, mi piace sentirmi vuoto’. Altri ancora possono rispondere ‘Non lo so’. Non percepiscono i segnali di fame inviati dallo stomaco o dal corpo. Mangiano in base all’ora oppure in base a quando e quanto mangia il resto del gregge. Sono prigionieri dell’ignoranza.

Quando mangiamo e beviamo in continuazione, il nostro stomaco e tutti gli organi dell’apparato digerente non riposano mai. Quando non ci permettiamo di sentire davvero la fame fisica, il nostro godimento del cibo diminuisce. Pensiamo che mangiando di più godiamo di più, ma non è vero. Quando invece ci permettiamo di provare davvero fame fisiologica e ci prendiamo il tempo di mangiare lentamente e con attenzione e gusto, proviamo la massima gioia e soddisfazione. Rivolgete per un attimo l’attenzione al corpo, ci sono zone che sentite vuote? La sensazione di vuoto che sentite è piacevole, neutra o spiacevole? Sentite sorgere qualche impulso per cambiare la sensazione di vuoto nel corpo? Grazie ad un percorso psicologico possiamo riscoprire e re-imparare a valutare la fame dello stomaco e del corpo, diventando consapevoli delle sensazioni del vuoto e del pieno e di ciò che provocano a livello emotivo. Ricordate che un vuoto nel cuore o nella vita non può essere riempito col cibo…

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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ALIMENTAZIONE COMPULSIVA

ALIMENTAZIONE COMPULSIVA
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Che differenza c’è tra una sana e appagante alimentazione e l’alimentazione compulsiva? Che differenza c’è tra fame fisiologica e appetito? La fame serve a dare al tuo corpo il nutrimento di cui hai bisogno, l’appetito è desiderare qualcosa anche se non ne hai bisogno. Alimentarsi significa fornire cibo al nostro organismo, introdurre nel nostro corpo tutti gli alimenti e i macronutrienti di cui abbiamo bisogno per vivere sani e pieni di energia, nutrire il nostro organismo con tutte le sostanze di cui necessita per stare in salute. Il cibo è ciò che contiene questi nutrienti necessari affinché il nostro corpo abbia energie per vivere bene, il cibo non è in sé buono o cattivo, qualsiasi cibo è buono se l’uso che se ne fa è equilibrato, se viene usato come nutrimento e non come modalità per gestire le nostre emozioni e i nostri pensieri. Il cibo può diventare dinamite: la dinamite può essere usata per costruire tunnel o per distruggere, la stessa cosa può fare il cibo se non viene usato con cura e se viene abusato con l’alimentazione compulsiva. Il cibo assolve tante altre funzioni oltre a quella di nutrirci: il cibo calma, distrae, porta l’attenzione altrove, placa, annebbia, seda, ma alla fine non guarisce e non copre nulla! Sarebbe come prendere un Oki quando si ha bisogno di un antibiotico: certo, sul momento può fare passare il dolore, ma se non si va alla radice del problema, la malattia rimane e tornerà a farci star male alla prossima occasione. Che fare allora? Innanzitutto diventare consapevoli delle emozioni e delle sensazioni che cerchiamo di eliminare con l’alimentazione compulsiva, solo se siamo consapevoli delle nostre emozioni e del nostro mondo interiore più profondo possiamo interrompere il circolo vizioso tra cibo e alimentazione compulsiva. E’ necessario ascoltare le voci in azione dentro di sé, provenienti dalle diverse parti di cui siamo fatti (mente, corpo, stomaco e intestino, emozioni) che portano a mangiare in maniera incontrollata e all’alimentazione compulsiva. Utile in questo senso la pratica della Mindful Eating (il prossimo incontro del nostro percorso sarà Sabato 11 Maggio), che aiuta a capire quali parti di sé portano a mangiare e all’alimentazione compulsiva ed emotiva.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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