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RELAZIONI E CRISI DI COPPIA

RELAZIONI E CRISI DI COPPIA
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Perché oggi le relazioni e le coppie vanno spesso in crisi? Perché mantenere una relazione è difficile?

Innanzitutto, oggi non siamo pronti a fare sacrifici, a scendere a compromessi, vogliamo che tutto sia facile. Al primo ostacolo, tutto crolla…Spesso non è l’amore che cerchiamo, ma solo passione e brivido. Siamo immersi in tutto ciò che è insignificante e nella nostra frenetica vita non abbiamo la pazienza di gestire una relazione; quindi, se la coppia dà qualche segno di crisi, meglio lasciarsi. Cerchiamo soddisfazione immediata dalle relazioni, mentre i legami emotivi di una coppia impiegano anni per crearsi, insieme ad un senso di appartenenza simile a quello sperimentato nelle famiglie di origine. Ci piace avere scelta, siamo a volte golosi e ci separiamo non appena troviamo qualcuno di più attraente. La tecnologia ci ha avvicinato, tanto che spesso non abbiamo più bisogno di passare del tempo insieme o di condividere dal vivo le cose. Siamo una generazione errante: la routine ci soffoca, fatichiamo ad immaginare tutta la nostra vita con una sola persona. Siamo una generazione sessualmente libera, i tradimenti non sono più visti come così proibiti. Siamo una generazione pragmatica, non sappiamo più commettere piccole follie, quelle che tengono vivo un amore e accesa la passione. Siamo una generazione terrificante e terrorizzata dall’idea di avere un impegno sentimentale serio e dall’essere ferita. Meglio rompere le relazioni che vivere le sofferenze che la vita di coppia spesso comporta: cerchiamo l’amore, ma fuggiamo appena esso appare perché non vogliamo essere vulnerabili né penare. A volte lasciamo che persone meravigliose escano dalla nostra vita senza provare a trattenerle perché pensiamo che la fatica di vivere le relazioni di coppia sia troppo ardua per noi e così perdiamo il valore della sacralità dell’amore…

Che fare allora? La vita di coppia e le relazioni amorose si basano su quattro pilastri, è bene tenerli presenti se si vuole evitare una crisi:

  • Attrazione fisica, passione. Come posso fare per tenerli vivi? Cosa significa se mancano, perché non ci sono più?
  • Disponibilità a un per sempre. Cominciamo le nostre relazioni di coppia con l’idea che appena le cose non funzioneranno ci lasceremo o siamo disposti a vederle nell’ottica del per sempre?
  • Stima di fondo. Quanto ho stima del mio partner? E se non ne ho più, perché è scemata?
  • Pazienza di ricominciare. Sono disposto a ricominciare quando le cose non funzionano o abbandono subito il campo? Proviamo a farci aiutare prima di mollare tutto e decretare la fine delle relazioni?

Se queste quattro gambe del tavolo sono presenti nelle vostre relazioni, ma se una di esse vacilla, oppure se sentite che qualcuna sta venendo a mancare, è bene cercare un aiuto, una terapia di coppia, prima che il tavolo si ribalti…

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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COPPIA E EMOZIONI

COPPIA E EMOZIONI
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Nella coppia spesso viviamo emozioni ambivalenti, proviamo sentimenti contrapposti che dovrebbero annullarsi, soprattutto con le persone che amiamo (che non sono poi tante: genitori, fratelli e sorelle, partner, figli, 2 o 3 amici). Invece i bambini non possono tenere insieme emozioni contrastanti, vivono o tutto bianco o tutto nero, non esistono le sfumature di grigio che invece sono le nostre. Se volessimo essere come i bambini, che provano emozioni assolute, bianco o nero, allora la nostra coppia e le nostre relazioni non durerebbero. Dobbiamo allenarci a sopportare l’ambivalenza, che è una condizione ineludibile dell’essere adulti.

Una coppia con prospettive di durata ha in sé le caratteristiche dell’attaccamento, reciproco: un incastro che permetta di rispondere a bisogni che abbiamo dentro e che sono ancora inevasi, perché la storia da dove veniamo e in cui siamo cresciuti non è l’Eden, ci manca qualcosa. Quando ci mettiamo in coppia cerchiamo una risposta a bisogni non soddisfatti, inoltre nella coppia ci si dedica uno all’altro e c’è attrazione sessuale, sempre nella reciprocità.

Quali sono le caratteristiche minime perché la coppia esista? Primo, il legame, le due persone si cercano, desiderano stare il più tempo possibile insieme. Secondo, un progetto, un pensiero sul futuro. Terzo, la vicinanza fisica: noi siamo esseri corporei, senza corpo non c’è desiderio, emozioni, eccetera. In realtà, molte coppie esistono anche se desiderio e sesso non ci sono, ma allora certamente sarà una coppia in sofferenza, con emozioni negative al suo interno.

Nella coppia è bene usare solo la razionalità o solo le emozioni? La prima è una difesa, non è autentico usare solo la ragione, mentre le emozioni dobbiamo condurle, non solo farci condurre da esse. Corpo-emozioni-mente sono continuamente in sinergia. La parola giusta è equilibrio, saper gestire le emozioni, non avere emozioni è una falsità, averne troppe è pericoloso. Per gestirle dobbiamo prima di tutto riconoscerle: il primo passo è accorgerci di provare una data emozione e poi capire il perché. Quando riusciamo a decodificare una certa emozione, è bene comunicarla. Spesso facciamo basso uso delle emozioni positive, siamo tirchi nel manifestarle, mentre potremmo dirle di più all’altro. Se non definiamo un’emozione e non riconosciamo quella dell’altro passiamo all’agito, ad azioni dettate da emozioni non controllate (anche le parole sono azioni, sono come dei sassi lanciati!).

Nella coppia nessuno ha ragione, ma esistono ragioni dell’uno e dell’altro, non possiamo pensare di avere ragione, ma che ciascuno dei due abbia delle ragioni, le une possono essere più delle altre o viceversa a seconda dei momenti. Spesso i sintomi fisici vengono perché non posso usare la parola. Vorrei dire una certa cosa, ma penso che sia sconveniente, allora il corpo parla al mio posto (Fonte: Dante Ghezzi, Centro Giovani Coppie San Fedele). Questo avviene anche nella coppia. Quando ci si accorge di questo è bene chiedere aiuto al più presto, per trovare con una terapia un canale di comprensione e di comunicazione delle proprie emozioni.

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RELAZIONI E ONLINE

RELAZIONI E ONLINE
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L’illusione che tanti di noi vivono nell’online è che il contatto che sperimentiamo in un social network abbia la medesima valenza di una relazione interpersonale nella vita reale. Le relazioni non sono “contatti” ma “legami” e spesso ciò che viviamo nell’online e nel virtualità non è altro che la proiezione dei nostri bisogni portata in un “non spazio” al di fuori del principio di realtà. Manfred Spitzer ha scritto: ‘I network sociali online soddisfano il bisogno fondamentale dell’uomo di avere contatti con il prossimo. Trascorriamo molto tempo a chiacchierare e spettegolare sulle persone che conosciamo, sugli amici e sui vicini di casa, così come sui personaggi ricchi, belli e potenti che ormai conosciamo quasi esclusivamente in modo virtuale. Chi tuttavia crede che questa nuova opportunità di contatto abbia solo risvolti positivi si sbaglia. L’anonimato della rete provoca una riduzione dell’autocontrollo e una corrispondente diminuzione dello sforzo per mantenere un comportamento sociale adeguato. Chi ha già sviluppato le proprie competenze sociali attraverso i canali tradizionali, ossia incontrando gli altri di persona, non subirà danni dai social network e li utilizzerà come il telefono o le e-mail, e con una certa disinvoltura. Chi al contrario non ha ancora avuto l’occasione di sviluppare un comportamento sociale e fin da bambino o da ragazzo instaura gran parte dei propri contatti in rete, vale a dire costruisce la propria sfera sociale nel mondo virtuale, corre il rischio di non acquisire una competenza sociale adeguata. Gli studi più recenti dimostrano che le aree del cervello responsabili del comportamento sociale non si sviluppano in maniera normale nella socializzazione online. Le conseguenze sono difficilmente prevedibili, ma devono comunque farci pensare. I giovani sanno sempre meno come comportarsi, che cosa possono permettersi e che cosa vogliono. Non hanno sufficienti opportunità di confrontarsi su questi temi con progetti reali nel mondo reale. Internet è costellata di fallimenti sociali: fingere di essere un altro, truffare, incitare a comportamenti patologici (come i siti pro-ana e pro-mia), fino ai comportamenti criminali veri e propri. In rete si può mentire, perseguitare, diventare follower di comportamenti pericolosi, spillare soldi, essere aggressivi, diffamare e calunniare senza limiti. Non deve quindi sorprendere se i social network provocano nei giovani utenti solitudine e depressione. I fattori di stress principali della nostra società sono la mancanza di autoregolazione, la solitudine e la depressione, i quali provocano la morte neuronale e sul lungo periodo favoriscono lo sviluppo della demenza’ (Fonte: A. Pellai).

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