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MINDFUL EATING E DIETA

MINDFUL EATING E DIETA
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La Mindful Eating può essere una valida alternativa alla dieta o un facile modo per sostenerla e renderla più facile e tollerabile! Spesso a chi soffre di fame nervosa capita di essere disconnesso dalle proprie emozioni, di confonderle con la fame e, di conseguenza, di mangiare in maniera eccessiva senza una necessità fisiologica. Chi inizia una dieta molte volte la vive come faticosa, privativa, difficile da sopportare, come una cosa sfigata, piuttosto che come uno stile alimentare che vada nella direzione del proprio benessere. Altri si trovano intrappolati in credenze alimentari rigide (i cosiddetti pensieri “tutto o nulla” o “bianco o nero”) che portano da eccesso a privazione, da diete severe ad abbuffate senza fine apparente. Altri cercano invano di sopprimere pensieri ricorrenti inerenti al cibo, negandosi il piacere di alimenti considerati “peccaminosi”. L’eccessiva restrizione alimentare non è sostenibile nel lungo periodo e può portare ad eccessi compensatori e squilibri metabolici.

La Mindful Eating ha come obiettivo il mettere fine alla restrizione alimentare, insegnando alle persone a distinguere tra fame fisica e fame emotiva, a riscoprire un modo di mangiare più consapevole e istintivo, a nutrire il proprio corpo in modo sano ed equilibrato senza seguire schemi dietetici rigidi, a osservare i pensieri come eventi mentali e temporanei, ad accettare le emozioni come parte dell’esperienza umana, con minore reattività ad esse, ad acquisire maggiore consapevolezza dei propri stati interni, ad acquisire nuovi strumenti e nuove modalità funzionali di interazione col cibo, a vivere una dieta non come privazione ma come ascolto del proprio corpo e dei suoi bisogni.

Un percorso psicologico con elementi di Mindful Eating può aiutare ad impostare un rapporto più sereno con il cibo e con il proprio corpo attraverso una nuova consapevolezza alimentare ed è rivolto alle persone che sono interessate a perdere peso senza diete dimagranti prescrittive, a interrompere il circolo della fame nervosa, a liberarsi dalle abbuffate compulsive, così come a tutti coloro che desiderano migliorare la propria alimentazione riducendo lo stress, il giudizio, la negatività e la sofferenza ad essa legati.

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BINGE EATING E ALIMENTAZIONE

BINGE EATING E ALIMENTAZIONE
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Cosa può aiutare ad evitare il problema del binge eating e delle abbuffate compulsive? Ci sono delle situazioni trigger, ovvero fattori scatenanti, dei detonatori, degli inneschi che scatenano una reazione forte e inaspettata, relative al binge eating e alle abbuffate? Ovviamente non è possibile dare una risposta univoca e l’unica vero rimedio ad un problema di binge eating è un percorso psicologico che lavori sul sintomo e sui significato psicologici ed emotivi sottostanti, però una cosa è certa: non cadrete nel binge eating se prima non c’è stata una restrizione, alimentare in primo luogo, ma anche emotiva. Più restringete la vostra alimentazione e più correte il rischio di pagare questa strategia con la prossima abbuffata. Più vi negate i piaceri della vita, da quelli della tavola a ciò che vi fa stare bene in generale (sport, lavoro soddisfacente, amicizie, relazioni, sesso…), più cercherete di compensare questo vuoto e queste rinunce con un episodio di binge eating, con una abbuffata che avverrà proprio in un momento di particolare debolezza e vulnerabilità. Analizzando perché ciò sia avvenuto, vi renderete conto che forse arrivate da un periodo in cui non vi concedete molte cose, perché ascoltate la voce della testa che vi dice che non potete permettervelo, che non lo meritate, che vi farà ingrassare e via dicendo…Ma se riflettete bene, se vi abbuffate il cibo finisce, le vostre sofferenze, i vostri pensieri negativi e le vostre ansie No! I colleghi sono antipatici e il tuo capo non lo sopporti, quel ragazzo è sparito, quella sera non dovevi dire quella cosa che ti ha fatto litigare acremente col tuo fidanzato, quella delusione non doveva capitare a te, quelle amiche non ti cercano, i tuoi genitori hanno giudicato il tuo corpo e ti hanno fatto notare che sei ingrassata, avevi visto quel dolce o quella pizza e non potresti mangiarlo perché sei a dieta, quell’esame o quel colloquio di lavoro è andato male, non hai un partner e ti senti brutta: in tutti questi casi, possibili situazioni trigger rispetto al binge eating e alle abbuffate, la soluzione che trovi è abbuffarti! Non serve a niente, lo sai, eppure lo fai, sempre, quindi ti senti un’idiota e continui a farlo, proprio perché ti senti un’idiota…Capire che ti abbuffi anche se non serve a niente non fa che peggiorare l’immagine che hai di te (sia fisica se aumenti di peso, sia mentale) e le speranze di uscire da questo circolo vizioso del binge eating. Per liberarti da questo loop negativo spesso non basta distrarsi, spostare l’attenzione, dire che ‘passerà’, ma è necessario a volte cercare un aiuto per farcela insieme, per risolvere velocemente e magari per sempre il problema del binge eating.

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MINDFUL EATING, MANGIARE CONSAPEVOLE

MINDFUL EATING, MANGIARE CONSAPEVOLE
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Mindful eating significa mangiare consapevole, con curiosità, attenzione e compassione. È tempo di diventare curiosi!
Essere curiosi ci invita a rimanere nel momento presente e vedere le nostre esperienze in modo calmo e curioso. Cosa potresti scoprire nella tua esperienza alimentare oggi? La curiosità può essere un modo utile per focalizzare l’attenzione, un luogo a cui tornare. Possiamo, in qualsiasi momento, tornare ad essere curiosi facendo domande e aspettando la risposta nel momento. Curiosità e paura tipicamente non coesistono. Quando siamo curiosi di qualcosa, la paura si allontana. Quando la paura emerge, la nostra curiosità di solito diventa non accessibile per noi. Quindi, poiché la paura e l’ansia sono barriere comuni alla consapevolezza riguardo il cibo, la curiosità diventa uno strumento per aiutarci a rimanere sulla buona strada.
Una attitudine curiosa ci aiuta anche a rimanere nel presente. Potremmo trovarci curiosi di qualcosa nel futuro, come “Mi chiedo, questo cibo mi farà essere assonnato/a questo pomeriggio?”. Ma non possiamo conoscere la risposta fino al pomeriggio, quindi questa è un’opportunità per tornare al momento presente. Più tardi, la domanda può essere rivista nel presente: “Adesso, mi sento assonnato/a?”. Come puoi essere più curioso/a con il tuo mangiare?
Ecco alcune domande per aiutarti ad avvicinarti al tuo prossimo pasto o spuntino con una attitudine curiosa:
Mi chiedo, che sapore avrà questo boccone?
Ho ancora fame?
Cosa voglio proprio in questo momento?
Ho una sensazione interessante nella mia bocca…Cosa mi ricorda?
Quali spezie sono state usate qui?
Questo boccone ha lo stesso sapore o è un po’ diverso dall’ultimo boccone?
Vediamo, come si sente il mio stomaco adesso?
Rimanere curiosi o tornare ad una attitudine di curiosità ripetutamente mentre si mangia, ci permette di esplorare diversi livelli di consapevolezza. La curiosità presuppone che nel presente ci sia sempre qualcosa da osservare e da cui imparare.

Quando iniziamo a mangiare in modo consapevole non seguiamo nessun particolare insieme di regole, questo significa che anche noi non promuoviamo un modo “giusto o sbagliato” di mangiare. Mentre coltiviamo il nostro mangiare consapevole con il cibo e il mangiare momento per momento potremmo notare che non tutti gli alimenti vanno bene per noi (e i nostri corpi) in ogni momento. Con curiosità possiamo scegliere di mangiare qualsiasi cibo che sia a nostra disposizione che ci è maggiormente utile in ogni dato momento. Siamo liberi di onorare la nostra fame così come di deliziare le nostre papille gustative. In assenza di regole e di ‘giusto o sbagliato’, siamo liberi di fare scelte che onorano le nostre specifiche esigenze. E ovviamente, quando non abbiamo regole rigide, fissate da noi stessi o da qualcun altro, non c’è bisogno nemmeno di ribellarsi. Abbiamo la libertà di scegliere ciò che è veramente meglio per noi! (Fonte: World Mindful Eating Month, TCME) 

Se da solo è difficile, scrivi per avere un appuntamento a info@spazioaiuto.it

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