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ESSERE GRASSA E ABBUFFARSI

ESSERE GRASSA E ABBUFFARSI
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“Grassa” di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla. Voglio dire, “grassa” è davvero la cosa peggiore che possa essere una persona? Essere “grassi” è peggio che essere vendicativi, gelosi, superficiali, vanitosi, noiosi o crudeli? Ho avuto due figlie che dovranno percorrere la loro strada in questo mondo ossessionato dalla magrezza, e questo mi preoccupa perché vorrei che non fossero delle ossa emaciate, con la testa vuota e ossessionate dalla propria immagine. Vorrei ragazze indipendenti, interessanti, idealistiche, gentili, caparbie, originali, divertenti: ci sono un migliaio di cose, prima di “magre” (Rowling).

Mi piace moltissimo questo pensiero della scrittrice (trovato sul blog di Mindfulness di un’amica), e davvero oggi l’essere grassa rappresenta un vero problema per le ragazze, come se tutto il loro valore dipendesse da quello…Molti credono che la bellezza, la perfezione sia qualcosa da ricercare all’esterno, difficile da raggiungere, un qualcosa che non si riesce mai ad ottenere così come si vuole. Non si guarda mai dentro di noi, a ciò che si è, al di là dell’immagine esteriore, a ciò che spesso però viene coperto dagli strati di tensioni, paure e preoccupazioni su cui portiamo ripetutamente l’attenzione, finendo per amplificarli. Spesso non ci piace qualcosa di noi, o magari ci comportiamo in un modo di cui non andiamo fieri e allora vorremmo allontanarci da noi il più possibile. Il fatto è che passeremo il resto della vita in nostra compagnia, e allora tanto vale fare amicizia con noi stessi. Questo significa imparare a volerci bene anche quando non ci piace come siamo e includere tutto, aprendoci al bello e al brutto che è in noi. Questo accettarsi nelle ragazze risulta tanto più difficile in riferimento al proprio aspetto e alla propria immagine corporea, perché viene visto come qualcosa di tangibile, visibile da tutti, che non si può nascondere come un aspetto del carattere che non piace…ecco perché grassa diventa l’offesa più grande: rimane la prima cosa che penso gli altri vedano di me e che faccio fatica a modificare se scarico le mie emozioni sul cibo. Se ti senti brutta e grassa, non riesci a mangiare bene e anzi, come oggi spesso accade, ricorri alle abbuffate per lenire il tuo disagio fisico, in un circolo vizioso infinito. Con l’aiuto di un percorso psicologico è però possibile interrompere questo loop.

Concludo con questa bella immagine (sempre trovata sul blog suddetto): “Se abbiamo avuto una giornata difficile e ci sentiamo turbati, arrabbiati e agitati, e trovandoci in questo stato mentale una madre ci chiedesse di tenere in braccio il suo bambino neonato, lo terremmo naturalmente in braccio con gentilezza. Perché? Perché la vita di un neonato è chiaramente preziosa e fragile. Allo stesso modo, non importa quanto difficili possano sembrare i nostri problemi, non importa quali ostacoli ci troviamo ad affrontare, le nostre vite sono davvero preziose e fragili, proprio come quel bambino” (Moh Hardin).

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CORPO E DISTURBO ALIMENTARE

CORPO E DISTURBO ALIMENTARE
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Oggi sempre più spesso le donne si trovano in una cronica guerra contro il proprio corpo e il proprio aspetto fisico, tanto da indurle a scelte pericolose, negative e autolesive, come quelle che portano allo sviluppo di un disturbo alimentare. Non è un caso che in un’epoca in cui la bellezza viene presentata come un valore prioritario da inseguire e raggiungere in ogni età, molte siano le donne insoddisfatte della propria immagine corporea e sempre più numerose le ragazze affette da un disturbo alimentare, incapaci di accettare il proprio corpo e con sintomi di natura bulimico-anoressica.

Il grasso è un’emozione, non un numero sulla bilancia, oltre a essere il vocabolario con cui una donna formula le sue emozioni: la forma fisica potrebbe diventare l’unico modo che una donna conosce per parlare di ciò che la fa star male. Non va presa alla lettera ogni frase che una donna pronuncia sul suo corpo, se dice “Sono grassa come un maiale” non le va detto “Allora mettiti a dieta e butta giù 3 chili”: lei non sta parlando di diete, ma dei suoi sentimenti, del suo sentirsi non adeguata. Poche sono quelle che dimostrano, nonostante difetti e imperfezioni, di vivere e abitare con piacere il loro corpo reale, e non spendono troppi sogni ed energie a rincorrere invece un corpo ideale, con diete, palestra, se non addirittura medicina estetica e chirurgia plastica. Ma ciò che la scienza e la modernità rendono possibile serve a liberare e a rendere più felici o al contrario intrappola in una dinamica di cronica insoddisfazione e continua ricerca della perfezione?

Oggi sempre più donne e ragazze provano riguardo a se stesse e al loro aspetto esteriore ogni genere di paura e insicurezza. Vengono bombardate tutto il giorno da discorsi delle amiche sull’aspetto fisico, su diete, allenamenti e modi per dimagrire. Grazie ad un percorso psicologico possono essere aiutate a ponderare bene ogni cosa, ad imparare ad accettarsi e sentirsi adeguate, al di là di ogni modello, canone estetico e ideale di perfezione.

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ADOLESCENZA E AUTOSTIMA

ADOLESCENZA E AUTOSTIMA
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Oltre il 60% delle ragazze evita di partecipare a determinate attività perché non soddisfatta del proprio aspetto. Per esempio: • il 19% non prova neppure a entrare in una squadra di qualsiasi disciplina sportiva • il 23% rinuncia ad andare al mare o in piscina • il 13% non si pronuncia • il 15% si rifiuta di andare a scuola (“The Real Truth About Beauty – Revisited”, studio Dove Global, 2010) Lo stesso vale per i ragazzi. Anche se potrebbe sembrare che i problemi legati all’aspetto fisico siano una prerogativa femminile, la pressione si fa sentire anche per i ragazzi che mai come ora si sentono in dovere di apparire e agire in determinati modi a causa di rappresentazioni falsate della mascolinità nei media. L’ansia di apparire in un determinato modo può attivare la modalità “pausa” nella vita dei ragazzi. Oggi più che mai, ragazzi e ragazze sono vittime di una pressione smisurata che li spinge verso il mito della perfezione fisica. Giornali e telegiornali testimoniano di questa realtà quotidianamente.

  • La preoccupazione n. 1 dei giovani è l’aspetto fisico, in particolare con l’aumentare dell’età (Mission Australia, 2008. Campione: 45.558 persone tra gli 11 e i 24 anni)
  • Mentre solo il 19% delle teenager è in “sovrappeso”, il 67% è convinto “di aver bisogno di perdere peso” (Indagine britannica sull’aspetto fisico nelle teenager, gennaio 2004, Bliss magazine)
  • La fruizione di riviste sui video game spinge i ragazzi a desiderare un corpo più muscoloso (Prof. Kristen Harrison, studio della University of Illinois, 2007)
  • Fin dai primi giorni di scuola, le bambine sembrano già vivere in una cultura che promuove l’ideale della magrezza influenzando negativamente lo sviluppo dell’autostima e dell’immagine che hanno del loro corpo (H Dohnt & M Tiggeman, Developmental Psychology, 2006)
  • Il 63% delle ragazze preferirebbe essere una modella per riviste maschili piuttosto che un medico, un’insegnante o un’infermiera (TheLab, 1000 ragazze tra i 15 e i 19 anni).

Cos’è l’autostima? Si sente spesso parlare del valore di un’autostima elevata e del fatto che le persone con una bassa autostima hanno una vita piena di problemi. Ma cos’è precisamente l’autostima? È come ci valutiamo, il valore che attribuiamo a noi stessi; l’atteggiamento che abbiamo verso noi stessi, quanto siamo soddisfatti del tipo di persona che siamo; la nostra capacità di gestire situazioni difficili; la fiducia che abbiamo nelle nostre capacità; come percepiamo noi stessi all’interno di una comunità e della società, come ci valutiamo rispetto agli altri e come interagiamo con le persone che ci stanno intorno. L’autostima comincia a svilupparsi durante l’infanzia e può essere influenzata da una serie di fattori esterni quali la società, i media, i familiari e gli amici. Su di essa, si basano le nostre azioni e reazioni, le nostre decisioni e il cammino che scegliamo di intraprendere nella vita, ed è proprio per questo che la capacità di coltivare la propria autostima ha un’importanza cruciale. Nell’arco della vita, ognuno di noi ha l’opportunità di assumersi la responsabilità della propria felicità. Fortunatamente, è possibile far salire il livello di autostima imparando a conoscerci nel profondo. Non saremo più in balia dell’approvazione degli altri e ci renderemo conto di essere molto di più di una semplice cifra sulla bilancia o di un’etichetta sui nostri vestiti. Spesso valutiamo la nostra autostima e le nostre caratteristiche di livello non soddisfacente, non perché realmente lo siano, ma perché è negativo il giudizio su noi stessi. Un percorso terapeutico può rafforzare in modo positivo la propria percezione soggettiva e aiutare a diventare più forti e sicuri di se stessi.

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