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COPPIA E FEDELTA’

COPPIA E FEDELTA’
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Alexandre Dumas afferma “le catene del matrimonio sono così pesanti che ci vogliono 2 persone per portarle, qualche volta volte 3”. Già l’oratore greco Demostene diceva, chiarendo l’orientamento sessista della società del suo tempo: “le amanti le teniamo per il piacere, le concubine perché vengano da noi ogni giorno, e le mogli perché ci diano figli legittimi e ci facciano da governanti”. Tutti amano gli innamorati. Eppure spesso non si sente parlare di matrimonio passionale. Un buon legame, felice o confortevole tra due caratteri compatibili sì, ma la passione può scemare. ‘Da allora hanno sempre vissuto felici e contenti?’, certo, ma ‘Hanno sempre vissuto appassionatamente?’….un duro compito! Se non altro, sfinirebbe. Vivere perpetuamente in quello stato di passione che è il delirio amoroso dei primi tempi vorrebbe dire forse trascurare molto del resto della vita e, a onor del vero, ci sono altre cose. L’amore può diventare più profondo e ampio, più intimo e stretto, può fornire nuove aree di collegamento e nuova forza, ma non di regola diventa più appassionato. Anche gli animali più semplici, i protozoi, sono soggetti alla più primitiva forma di apprendimento: l’assuefazione. Introdurre cambiamenti nelle nostre vite amorose per tener viva la passione è una faccenda impegnativa, comporta creatività, desiderio e voglia di farlo.

Quindi la coppia stabile o il matrimonio diventa la tomba dell’amore romantico e passionale? Niente affatto o, almeno, non necessariamente. Bisogna solo trovare lo stimolo giusto e avere motivazione nel tenere accesa la fiamma. Freud ipotizzava che tutti noi facciamo esperienza del conflitto tra il ‘principio di piacere’, che include l’attività sessuale e che cerca costantemente gratificazioni, e il ‘principio di realtà’, espresso dal Super-io o, in parole povere, dalla coscienza. Per gli esseri umani il sesso ha tre grandi funzioni: procreativa, relazionale e ricreativa. La prima è ovvia; la seconda riguarda il profondo legame e la profonda connessione che spesso si sviluppa tra innamorati e che dovrebbe precedere le relazioni sessuali; il terzo aspetto è il più controverso, ma resta il fatto che il sesso è, o può essere, molto divertente! E questo aspetto non va perso nelle relazioni a lungo termine, è bene che il sesso rimanga un potente stimolo di ‘ricreazione’. Altrimenti alcuni, nel tentativo di riaccendere l’amore appassionato, escono dal matrimonio per trovare nuovi stimoli per la passione. Qualunque siano le nostre inclinazioni naturali, non c’è dubbio che gli esseri umani siano biologicamente e psicologicamente in grado di fare sesso con più di una persona. Nel film Bruciacuore l’eroina racconta in lacrime al padre le infedeltà del marito, solo per ricevere questo consiglio: “Vuoi la monogamia? Sposati un cigno!”. Però la monogamia è rinfrancante, perché offre un porto tranquillo e sicuro, libero da competizioni ed esclusivo, in cui mettere tutti se stessi. All’apparenza la monogamia può apparire difficile e innaturale, ma risulta il miglior sistema possibile, quando si prendono in esame le alternative. Forse gli esseri viventi sono destinati a conquistare una perfetta relazione uno a uno, ciascuno cioè ha forse la propria anima gemella che l’attende da qualche parte. L’unico problema è se queste due metà di un intero potenzialmente perfetto riusciranno a ritrovarsi, come nel mito dell’androgino. Immaginiamo che Platone avesse ragione sul fatto che per ognuno di noi esiste il partner perfetto, la controparte ideale, una sorta di gemello siamese che si adatta a noi come il guanto alla mano: il partner di cui saremmo perfettamente innamorati e con cui saremmo eternamente felici. Ci sono sette miliardi di persone sul nostro pianeta; ne incontriamo probabilmente non più di qualche migliaio durante l’intera nostra esistenza. Ne consegue che, per ogni persona che vediamo, ce ne sono circa 999.999 che non incontreremo mai! E solo una modesta porzione degli incontri capita nell’età e nelle circostanze in cui l’amore o il matrimonio – per non dire del sesso – sono possibili. In breve, le possibilità che riusciamo a trovare mai la nostra perfetta metà sono estremamente esigue, ammesso che esista… Ma non disperiamo! Il futuro non è così cupo, né per la felicità personale, né per la monogamia. Anche se può non esserci per ogni persona la sua perfetta ‘metà’ che l’attende come nelle fiabe, nel corso di una relazione i partner hanno entrambi l’occasione di modellare le loro esperienze condivise in modo che l’uno diventi davvero la giusta chiave, adatta solo alla serratura dell’altra. Il perfetto adattamento di una buona coppia si crea, non esiste già in natura, va coltivato e curato. E malgrado la nostra biologia a volte sembra muoversi nella direzione opposta, tale vincolo può davvero stabilirsi. Un miracolo, ma della vita quotidiana! E la più bella avventura che potrete mai vivere…(Fonte: David Barash, Judith Lipton)

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VITA DI COPPIA

VITA DI COPPIA
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La vita di coppia è spesso come una traversata in alto mare, la barca su cui si naviga deve reggere ondate insidiose e tenere durante la burrasca. Per navigare anche in mare avversi è particolarmente utile munirsi di due strumenti di navigazione: una giusta quantità di ironia e una dose massiccia di passione della durata.

L’ironia è in ingrediente prezioso, ma va dosato attentamente, se non si vuole rischiare di trasformare il viaggio in un’imbecille commedia, una farsa dai toni chiassosi che svanisce alla prima battuta fuori luogo. E’ un’ironia che ha a che vedere con la capacità di prendersi sul serio, ma non troppo, di sentirsi importanti, ma non fondamentali, di poter ascoltare le proprie emozioni senza drammatizzarle, di poter tenere alle proprie opinioni senza ritenerle le migliori in assoluto. Ogni tanto prendersi in giro, nella consapevolezza che si è sulla strada del cambiamento e quindi niente è immutabile delle nostre brutture e che alcune delle nostre “magagne” sono proprio quegli aspetti che ci rendono unici, certamente imperfetti, ma originali, può essere di grande aiuto ad alleggerire la quotidianità della vita a due, e sopratutto nei momenti di sofferenza e dolore, può aiutare a trovare quel minimo di distanza da se stessi che permette di osservare le proprie esperienze in modo più lucido.

Una giusta dose di ironia serve anche a guardare l’altro con uno sguardo di tenerezza, se non diventa l’unico ingrediente presente capace di trasformare lo sguardo in una lamina affilata che ferisce e umilia. Ma se si accompagna alla stima e al rispetto dell’altro può aprire alla dimensione del gioco e dell’intesa reciproca. Esiste un’ironia pungente, malevola e superficiale, ma esiste anche l’ironia sottile e tenera, che si acquisisce con l’accettazione dei propri limiti e con la consapevolezza di essere persone in trasformazione ed è quest’ultima che può colorare la vita di coppia di allegria e leggerezza.

Anche la passione della durata è un ingrediente che si può acquisire, addestrandosi ad apprezzare il lento lavoro che il tempo produce sulle cose, imparando a scorgere la bellezza delle rughe sul proprio e altrui volto, ascoltando il flebile commuoversi del proprio animo alla vista dei luoghi passati, delle persone scomparse, scoprendo il proprio sguardo sorpreso di fronte all’inarrestabile movimento della vita. Quando si è allenati ad affezionarsi alle cose che durano, non per un egoistico e avido senso di possesso, non per paura della morte e della fine di ogni cosa, ma perché con loro ci si sente partecipi del fluire della storia, anche le esperienze di difficoltà possono essere attraversate con più coraggio, nella fiducia che il proprio vivere nel tempo produce cambiamenti inimmaginabili e inattesi. Allora nei momenti bui che anche la coppia può sperimentare, è possibile riscoprire dentro di sé quella voce che parla di speranza, che invita a resistere, a tenere al legame con l’altro nonostante la distanza o magari la separazione, nella consapevolezza che le cose che durano possono trasformarsi, diventare altro, assumere nuovi significati, ma quando durano diventano più preziose e più care. La passione della durata fa diventare curiosi della coppia che si potrebbe diventare, dell’uomo e della donna in divenire che ogni essere umano è, quasi un invito a guardare avanti e oltre, nella commozione della storia inscritta sui volti e nei corpi di ogni coppia.

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L’AMORE NELLA COPPIA: VA IN CRISI O DURA?

L’AMORE NELLA COPPIA: VA IN CRISI O DURA?
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Qual è il dramma che spinge una donna a sentire che con gli uomini che ha conosciuto non c’è mai stata la “chimica” giusta o che spinge un uomo a non sapere se sia “realmente innamorato” di una donna? Come è possibile sbloccare questi stalli, renderli dinamici nel contesto della terapia, aiutando il soggetto a trovare una risposta davvero significativa? La frequenza con cui le persone fidanzate o sposate hanno altre relazioni è solo espressione dei nostri costumi sessuali più liberi? O questa spiegazione è una comoda e facile copertura delle difficoltà che si incontrano nello sviluppare una maggiore intimità con il proprio partner? La “persona giusta” può essere una sola? E chi non è la persona giusta può diventarlo? Quanto impegno bisogna dedicare ad una relazione? In che cosa consiste l’impegno produttivo in una relazione, rispetto per esempio a un iperanalizzare puntiglioso che serve solo ad evitare di riconoscere che quella relazione non può andare avanti?
Passiamo gran parte della nostra vita di adulti con altre persone: nella realtà, con le persone con cui viviamo e interagiamo, con le persone del nostro passato che vivono dentro di noi come ricordi e presenze interne, che abitano il nostro mondo soggettivo anche quando siamo soli; in generale, con le persone che ci hanno insegnato il linguaggio e i sistemi simbolici nei quali pensiamo e organizziamo le nostre esperienze. E siccome le nostre vite sono tanto legate ad altre persone, la qualità delle nostre relazioni con gli altri è centrale per la qualità emotiva delle nostre vite, per la loro vivacità, consistenza e tono.
Che cosa fa sì che l’amore degeneri spesso così facilmente? L’amore si affievolisce sino a svanire perché il tempo e il successo sono suoi nemici. L’amore si nutre di novità, di mistero e di pericolo; è disperso dalla familiarità. L’amore svanisce perché alla sua base c’è la sessualità, e la sessualità è, nella sua natura profonda, qualcosa di primitivo. Nella sua forma grezza, la brama sessuale non è una cosa né graziosa né delicata ed è difficile da conciliare con le altre caratteristiche dell’amore, come il rispetto e l’ammirazione. E così l’amore tende a degenerare o in un’amicizia priva di passione o in incontri puramente sessuali. L’amore si degrada perché è ispirato dall’idealizzazione, che è per definizione illusoria. Ci innamoriamo per un incantesimo della fantasia; il tempo è nemico dell’amore perché gioca a favore della realtà e dell’inevitabile disillusione. E così l’amore tende a tramutarsi o in un rispetto sobrio e privo di passione o in un’amara disillusione.

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