All Posts tagged peso

ABBUFFATE. CHE FARE?

ABBUFFATE. CHE FARE?
Commenti disabilitati su ABBUFFATE. CHE FARE?

Se siete arrivati su questa pagina, forse vi sarà capitato di abbuffarvi e vi starete domandando se esistono dei modi per evitare il problema delle abbuffate. Cosa capita? Raccogliete tutte le provviste della dispensa, aprite quell’armadio contenente biscotti, cioccolato, merendine, che solitamente non guardate mai, oppure correte al supermercato e acquistate ogni genere di leccornia che nella vostra alimentazione non trova spazio e non compare mai sulla lista della spesa? Poi ingurgitate ogni cosa nel minor tempo possibile, senza assaporare? Così avete forse la sensazione di calmarvi, di placare ogni sentire. Un grosso vuoto viene riempito a poco a poco fino ad essere colmato. Ciò che avevate dentro, che sia noia, solitudine, rabbia, tristezza e ogni pensiero negativo della giornata, viene soffocato, schiacciato giù in fondo allo stomaco coperto dal cibo. E dopo le abbuffate rimane solo senso di colpa, una furiosa rabbia verso se stessi, per esserci caduti ancora, ‘perché domani sarò gonfia, perché ingrasserò’! Le emozioni che prima sentivate forti e fastidiose dentro al cuore ora sono ammutolite, cancellate, rimane solo vergogna e biasimo auto-riferiti. Spesso è difficile che gli altri se ne accorgano, anche perché le abbuffate accadono quasi sempre in solitudine, lontano da occhi di chiunque, ancora più difficile che ci sia qualcuno che sia in grado di capire e di aiutare. Tutti dopotutto mangiano di più quando sono nervosi, dice la gente, e basta un po’ di buona volontà per smettere. Invece voi vi sentite schiavi del cibo e delle abbuffate, non avete più il controllo, vi crea un forte disagio personale. Perché non riuscite a smettere, pur sapendo che le abbuffate lasceranno solo senso di colpa devastante e magari qualche chilo in più? Forse perché è l’unica maniera che conoscete per far fronte al vostro mondo emotivo e ai vostri problemi, perché in qualche modo incomprensibile vi fa sentire al sicuro, perché è il vostro giubbotto di salvataggio in un mare in tempesta. Esiste però un modo per trovare un altro giubbotto: attraverso un percorso psicologico potrete trovare modalità alternative di salvarvi nel mare in tempesta e capire anche i motivi del perché il mare sia così agitato e tempestoso.

Per domande o appuntamenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

More

OBESITA’ E ALIMENTAZIONE COMPULSIVA

OBESITA’ E ALIMENTAZIONE COMPULSIVA
Commenti disabilitati su OBESITA’ E ALIMENTAZIONE COMPULSIVA

Se faccio scorrere nella mia mente i volti delle persone obese e con alimentazione compulsiva che ho avuto in trattamento la prima parola chiave che mi viene in mente è “impotenza”. Si assiste al fallimento del perdere peso o del recuperarlo con gli interessi dopo un calo. Il senso di impotenza e rassegnazione sono dunque i due vissuti che più spesso ci siamo trovati a condividere. Esiste un forte condizionamento sociale sia verso l’ipernutrizione che verso le diete: sono un grave fattore di rischio questi messaggi contraddittori che ciascuno di noi riceve: siamo continuamente spinti verso una nutrizione ricchissima e variegata, insieme siamo bombardati dai miti estetici della magrezza/bellezza/forma fisica con conseguenti obbligatorie diete e palestre.

Nelle problematiche di obesità e alimentazione compulsiva si osserva l’ uso del cibo per regolare il proprio stato emotivo. I sentimenti che le persone iperfagiche associano con l’iperalimentazione sono molto diversi: ansia, stress, rabbia, solitudine, noia ed eccitazione (definita magari come felicità). Perché certe persone scelgono l’alimentazione compulsiva piuttosto che un’altra dipendenza? Un’associazione profonda potrebbe essere quella con un pervasivo sentimento di debolezza personale e relazionale. Si veda come in molte culture “la grande mangiata” è considerata una prova di forza virile. Un meccanismo di base potrebbe allora essere: “mi sento debole, impotente, fiacco, devo mangiare”. Un sentimento che ha anche una evidente base fisiologica: tutti noi quando siamo a digiuno ci sentiamo deboli. Tuttavia potremmo ipotizzare che i soggetti iperfagici abbiamo specifici vissuti di debolezza. Altre dipendenze potrebbero invece essere collegate, tra gli altri fattori scatenanti, a differenti sentimenti di base. Ad esempio l’alcool è stato classicamente descritto sia come collegato ad un sentimento di inibizione (in vino veritas) che ad un sentimento di dolore da anestetizzare (bevo per dimenticare). La cannabis potrebbe essere legata a stati d’ansia, l’anoressia restrittiva è stata descritta come legata ad un sentimento di “difetto in se  stessi”, l’eroina sembra essere soprattutto un anestetico, la cocaina un disibinitore emotivo, il gioco d’azzardo potrebbe legarsi al sentimento di meritare un risarcimento. Quale cura è possibile per i problemi di obesità, sovrappeso e alimentazione compulsiva? E’ importante lavorare sul deficit di monitoraggio: imparare a distinguere tra fame vera e fame psicologica. Imparare ad ascoltare i segnali del corpo: attendere qualche minuto prima di mangiare, se non si può resistere, per decifrare il sentimento negativo retrostante. Combattere l’idea che un progetto esistenziale vada rimandato a “dopo che sarò dimagrito” e soprattutto aiutare la persona a dare davvero voce al suo dolore, invece che affogarlo nel cibo! (Fonte: Matteo Selvini)

Per domande e appuntamenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

More

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Commenti disabilitati su DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Com’è possibile smettere di mangiare o mangiare fino a scoppiare, talvolta fino a lasciarsi morire? Mangiare è un gesto così spontaneo, così naturale, così umano. Spesso nello sguardo di chi non conosce i disturbi alimentari si leggono soltanto rabbia e disprezzo nei confronti di chi si infligge una punizione senza avere un vero motivo per farlo. Il vero motivo, invece, c’è. Il sintomo, il disturbo alimentare, è soltanto una spia: nasconde una grande sofferenza che chiede, e sempre merita, di essere portata alla luce, di essere accolta e ascoltata.
In questo senso, i disturbi del comportamento alimentare sono anche disturbi della comunicazione: attraverso il corpo – un «corpo parlante» – si manifestano i segnali di un disagio profondo, che va ben oltre il mero desiderio di bellezza estetica, e che il soggetto spesso fatica a tradurre in parole. La malattia infatti, costringe in un silenzio che rende muti, incapaci di raccontarsi, a se stessi e agli altri, e sordi, sordi a qualunque segnale di vita. È fondamentale, pertanto, sensibilizzare su questi disturbi, sulle situazioni più a rischio e sulle figure professionali a cui rivolgersi, imparando a riconoscere i cosiddetti campanelli d’allarme, quegli indicatori-spia di una sofferenza più profonda, talvolta impercettibile ad occhio nudo.

I disturbi alimentari sono intimamente legati alla percezione del proprio aspetto fisico, che è un nodo cruciale soprattutto in adolescenza: banalizzare, ridicolizzare, ma anche rimproverare non è mai producente. Se una ragazza si vergogna di una parte del suo corpo ha poco senso dirle che sono tutte fisse, che i veri problemi sono altri, così come non serve a nulla con un figlio sovrappeso paragonarlo al cugino calciatore o al vicino di casa campione di nuoto. Non colpevolizzate i vostri figli, i disturbi alimentari non sono un capriccio, non si guarisce con la forza di volontà!  

Nel caso di un problema di anoressia frasi del tipo “per colpa tua la mamma sta male” non servono a nulla, ma al contempo non bisogna neppure assecondare in tutto e per tutto le richieste del ragazzo/ragazza che non può tenere in scacco l’intera famiglia, ad esempio impedendole di uscire a cena o di avere ospiti. Qualora invece ci si trovasse di fronte ad un figlio/a in forte sovrappeso sarebbe sbagliato negargli l’aspetto conviviale e gioioso che il cibo, nella nostra cultura, porta con sé, controllando come severi censori tutto ciò che ha nel piatto e pretendendo che segua una dieta ferrea. Ma allora cosa bisogna fare con un disturbo alimentare? Il primo passo è riconoscere l’esistenza di una problematica e iniziare un percorso psicologico con persone competenti in materia.

Per domande o appuntamenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

More