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COPPIA E INTIMITA’

COPPIA E INTIMITA’
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In una coppia intimità significa sentirsi capaci di condividere tutto ma proprio tutto della nostra vita con un’altra persona. L’intimità è fatta dell’incontro di corpo e mente, cuore e parole. Si basa sulla condivisione di gesti e silenzi. Siamo soliti associare il concetto di intimità a quello di sessualità; ed è vero che la sessualità diventa un requisito fondamentale nelle storie d’amore, che devono essere per loro stessa natura intime. Ma per essere intimi non è necessario essere anche sessualmente coinvolti con il soggetto che sta in relazione con noi. Infatti la relazione di intimità per eccellenza è quella che esiste tra un genitore e il proprio bambino. Essere intimi non significa soltanto ricevere la protezione nella relazione, ma anche accoglierne il piacere e la bellezza. Si pensi a un genitore che coccola il proprio bambino. In quel gesto c’è la quintessenza dell’intimità! L’accesso totale al corpo del bambino permette al genitore di avere con lui un contatto piacevole e benefico, dove la relazione viene rinforzata dal tocco delle mani sulla pelle e sul corpo all’infuori della dimensione della sessualità. Nell’intimità fisica genitore/bambino c’è infatti un contatto di corpi che nutre e sostiene, che restituisce al piccolo il significato che ha nella vita di chi lo ha messo al mondo. E’ nell’intimità fatta di sguardi, coccole, parole, accoglienza, amore con i genitori che un bambino impara gli elementi fondamentali che gli permetteranno di costruire relazioni sane ed efficaci nelle successive fasi del proprio ciclo di vita. Durante l’adolescenza ad esempio si diventa di solito intimi con un amico o un’amica del cuore. Questa amicizia è di enorme importanza ai fini delle nostre competenze sociali perché ci permette di allenarci intorno alle competenze relazionali all’interno di un rapporto intenso e completo che non conosce però le complicazioni associate alla sessualità. Chi ha sperimentato un buon livello di intimità nel suo percorso evolutivo, prima con i genitori e poi con gli amici, si troverà capace e competente anche nel condividere tale dimensione all’interno di una coppia. Certo, l’intimità non è data per scontata fin dal primo giorno. Essa è anche il risultato della quotidianità, di quel viversi fianco a fianco che permette progressivamente di conoscere tutto dell’altro, tanto da saperne prevedere mosse, parole, pensieri. Questa dimensione dell’intimità va coltivata nella relazione di coppia proprio come ogni aspetto del rapporto, partendo dal dialogo fino ad arrivare alla sessualità (Fonte: Alberto Pellai).

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COPPIA E SESSO

COPPIA E SESSO
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La coppia è un sistema sociale che viene definito dalla comunicazione e al suo interno la sessualità è uno dei modi privilegiati e più intimi per comunicare.

Nella coppia ci sono, non presenti in modo esplicito, ma certamente agenti all’interno della sessualità della coppia, alcuni pregiudizi e miti culturali sessuali che influenzano il modo di fare sesso della coppia e di vivere la sessualità di ciascuno dei due partners.

Il primo mito è “Il sesso è divertente”, cioè che per essere felici e sani bisogna fare sesso: la conseguenza è che si perde di vista l’aspetto comunicativo della sessualità e si assume un punto di vista normativo, considerando come corretta una certa cosa e non un’altra, mentre ciascuna coppia ha le proprie modalità di funzionare e relazionarsi, anche nella sessualità. Non c’è certo un numero corretto di volte in cui due devono farlo per considerarsi sani, no?

Un altro mito è quello della “Non violenza-riguardo”, cioè bisogna adattarsi alle esigenze del partner. In questo modo una delle due persone perde voce in capitolo, quello che dice non voglio stabilisce le regole del gioco. Le conseguenze nella coppia sono che si privilegia il no e si connota il ‘non dire no’ come debolezza da superare, ignorando le conseguenze del no sulla dinamica di coppia.

Il terzo mito è quello dell'”incapacità sessuale”, cioè la mente vuole ma la carne è debole! Si crea una pericolosa dissociazione mente-corpo, perdendo ancora una volta di vista l’aspetto comunicativo della sessualità e anche di un eventuale sintomo organico. Spesso lavorando sulla coppia e sulle sue dinamiche un problema che suonava come “non posso”(non ci riesco fisiologicamente) diventa “non voglio”. Sopratutto nella sfera sessuale mente e corpo sono strettamente connessi.

Un mito molto diffuso è quello della “sessualità giovane”, cioè gli ormoni e la carne soda sono la base del sesso. In questo modo però si cade in una pericolosa generalizzazione che considera il sesso nell’età avanzata come deprimente, si incorre in rigide letture di genere e si ignorano le risorse possibili in ogni coppia, anche non più giovane. Il potenziale erotico, cioè la possibilità di esprimersi nella propria sessualità di uomo-donna verso l’altro, è presente ad ogni età e in ogni fase di vita della coppia.

L’ultimo mito è “il sesso libera le persone”, cioè il sesso è un modo per andare contro la norma. In realtà si dà una lettura univoca della sessualità, ignorando il cambiamento dei tempi (oggi è normale fare sesso anche da adolescenti e solo per semplici avventure) e si prende una posizione pro-sesso, che non sempre rispecchia la vera natura di funzionamento di una coppia.

Se riconoscete che uno di questi miti, o anche un altro, influisce sulla vostra vita di coppia in maniera negativa, forse potrebbe essere utile cercare un aiuto.

(Fonte: Corso di Terapia Sessuale Sistemica, tenuto dalla dr.ssa Teresa Arcelloni)

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DISTURBI ALIMENTARI E SESSUALITA’

DISTURBI ALIMENTARI E SESSUALITA’
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Il mondo di oggi, in cui viviamo, propone ed impone un modello femminile di magrezza obbligatoria, come se l’unico modo possibile di essere attraenti e desiderabili, fosse associato esclusivamente alla taglia quaranta. La televisione, le riviste modaiole, lentamente, ma costantemente, hanno sdoganato un’ immagine di donna magra, ossuta, legnosa, poco morbida o accogliente sul piano corporeo, che evoca fantasie di mal nutrizione, più che erotiche-sessuali, creando un’associazione mentale tra magrezza, bellezza e sessualità.

Esiste una correlazione tra oralità e sessualità? In effetti sì, sia sessualità che oralità oggi, sembrano abitare in una cornice temporale ed ambientale, fatta più di patologia che di piacere.

Due patologie importanti, della sfera oro-alimentare, sono:

1-Anoressia nervosa

2-Bulimia nervosa.

1- La prima viene caratterizzata dall’incessante riduzione di assunzione di cibo, fino al totale rifiuto, patologia che può sfociare in un quadro di dimagrimento estremo e morte.

2- La seconda è caratterizzata da un’assunzione convulsa di elevate quantità e qualità di cibo, e l’adozione da parte della donna che ne soffre, di strategie di eliminazione dello stesso, tramite il vomito o l’assunzione di farmaci che velocizzano il metabolismo basale e/o lassativi.

Queste dolorose ed estenuanti patologie, sono caratterizzate in termini psichici, da un sentimento di vuoto e solitudine, che crea un circolo vizioso tra insorgenza e mantenimento delle patologie; sentimenti che trovano un’interfaccia, quasi obbligatoria, nella dimensione sessuale. I due ambiti, spesso trattati e considerati in termini separatistici, devono essere considerati all’interno di una cornice univoca, tenendo ben presente la dimensione complessa del significato di sintomi, apparentemente disgiunti tra loro. Il cibo, assume un significato emotivo, consolatorio e compensatorio, di una pregressa ed assoluta mancanza d’amore e nutrimento, per un’anima malata e sofferente, depauperata d’attenzioni, cure ed energie psichiche. Il cibo, diviene un’amante, una madre accogliente, un utero caldo ove potersi rintanare, un chiaro sostituto d’amore. Mentre l’anoressica rifiuta il cibo, l’anoressica sessuale, nega a se stessa la possibilità di sperimentare sensazioni erotiche. In entrambe le malattie il problema del “controllo” è centrale e fondamentale, queste donne temono di perderlo e di trovarsi in balìa delle proprie pulsioni e bisogni. Digiuno e negazione dei bisogni, sono il fulcro di queste due patologie. La bulimica sessuale invece, alterna periodi caratterizzati da una sessualità intensa, convulsa, praticamente bulimia, caratterizzata da un incessante susseguirsi di amanti, di cui però non sente alcun sapore; ad altre fasi della vita intima, caratterizzati da astinenza sessuale, alternando bisogno, colpa, vergogna ed espiazione della colpa (tramite vomito, lassativi o, rituali distruttivi).

Il cibo e la fame nervosa ed emotiva, sono metafore di espressioni emozionali complesse e profonde, sono manifestazioni di esperienze eccessive e destruenti, per un corpo estremamente fragile ed una psiche compromessa e sofferente.

Un percorso di psicoterapia diventa obbligatorio, per lenire sofferenze dell’anima, accudire un corpo affamato e mal nutrito e, restituire alle donne che ne soffrono, una buona qualità di vita.

Per commenti e chiarimenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

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