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ANORESSIA: TESTIMONIANZA

ANORESSIA: TESTIMONIANZA
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Nell’anoressia e nei disturbi alimentari ci sono pensieri, idee, funzionamenti mentali assolutamente identici in tutti i casi che si incontrano. Oggi vi propongo alcune riflessioni tratte da una testimonianza di una persona che ha lottato a lungo con l’anoressia, con le abbuffate, con la speranza che sapendo di non essere i soli e gli unici ad avere questi problemi, siate anche ottimisti di poterli risolvere, visto che tanti prima di voi ce l’hanno fatta!

Attribuisco al cibo un significato sbagliato, spesso lo utilizzo come un sedativo, un modo per non pensare a nient’altro. E’ come se restare malata, con la mia anoressia come compagna fedele, mi permettesse di non dovermi occupare di tutte quelle cose che mi spaventano. Ho paura di affrontare quello che mi fa stare veramente male, per cui evito di occuparmene attraverso i problemi alimentari. E’ come se i sintomi mi occupassero tutto il tempo, i pensieri, la mente, mi permettessero di non pensare. La mia testa è dominata da pensieri quali “Tutto o niente”, “Meno mangio meglio sto”, classifico il cibo come sano o cattivo, controllo tutto ossessivamente, controllo il peso e il corpo in maniera angosciata, ho un forte desiderio di perfezione rivolto al corpo e alla qualità della vita. Essere insoddisfatta di me stessa e della mia vita è come se mantenesse presente il meccanismo dell’abbuffata e del sintomo. L’anoressia e il disturbo alimentare nascondono un disagio profondo: attraverso il rifiuto del cibo o l’abuso di esso si vogliono esprimere emozioni, stati d’animo, pensieri, che non si riescono a buttar fuori a parole o in modo diverso. Poi questo meccanismo portato avanti nel tempo si radica nella persona, che arriva a definire automatici certi comportamenti e certe modalità di gestione delle emozioni, come se fossero al di fuori del proprio controllo. Il sintomo, l’anoressia, aiuta a resistere, a sopravvivere alle difficoltà, è come se fosse un modo per sopportare tante situazioni scomode e tante emozioni intollerabili”.

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LETTERA ALL’ANORESSIA

LETTERA ALL’ANORESSIA
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Cara anoressia,

in realtà non sei affatto cara e neanche semplicemente anoressia, nel senso letterale del termine di mancanza di appetito…sei l’infernale compagna che ritrovo nel letto ogni mattina, mi hai stretto nella tua morsa. E io non riesco a respirare perché hai spinto la mia testa sotto l’acqua. L’hai fatto perchè, sotto la superficie dell’acqua, tutti i segnali dal mondo esterno arrivano attutiti, così speravi che io potessi continuare a non accorgermi di niente per tutta la vita. Per tanto tempo mi hai fatto sognare di essere diversa da tutte le altre ragazze. Mi hai fatto sognare di sentirmi forte, soddisfatta, sicura di me. Allora pensavo che fosse divertente essere differente, ma a lungo termine ho scoperto che non è affatto così. All’improvviso mi sono accorta che era vero, che, sì, ero davvero diversa, ma non diversa come avrei voluto. Non diversa nell’accezione positiva del termine, non diversa come avevi promesso di farmi diventare. Perché non hai mantenuto le tue promesse? Perché mi hai portato sulla vetta della montagna per poi spingermi di sotto? Perché mi hai raccontato bugie così simili alla verità che io alla fine ho inevitabilmente per crederci? E, come al solito, non hai risposte alle mie domande. Mi avevi detto che eri tu la risposta, ma più vado avanti, più restano solo tanti interrogativi. Hai preteso e hai preso tante cose da me, ma non me ne hai restituita indietro neanche una. Dov’è la mia adolescenza? Tutte le cose che avrei potuto vivere e che non ho vissuto? Mi hai rinchiusa in una bolla di sapone, era bella e io lì dentro credevo di essere felice. Ma mi isolava dal resto del mondo. E adesso che la bolla è scoppiata, non rimane niente. Neanche il riflesso, nemmeno uno spicchio della felicità che mi avevi promesso. Sono arrabbiata con te lo sai? Sì, sono arrabbiata perché alla fine non ho avuto niente di quello che mi aspettavo da te. Mi hai illusa e presa in giro. Mi hai dato qualcosa di effimero facendomi credere che era granitico. Mi hai mentito. Mi hai ferita. Mi hai fatto passare i momenti peggiori della mia vita. Sono arrabbiata perché mi hai rubato anni, possibilità, scelte. E sono molto arrabbiata non semplicemente per quello che hai fatto a me, ma anche per quello che hai fatto passare alle persone che mi stavano intorno. Hai fatto soffrire la mia famiglia: li hai fatti piangere, preoccuparsi, sentirsi in colpa, passare notti insonni ad interrogarsi sui loro inesistenti sbagli…loro che non avevano fatto niente di male, niente di errato! Sono molto arrabbiata perché non mi hai impedito di reagire. E un’altra cosa che odio è che mi hai resa felice, ti odio perchè mentre restringevo mi hai resa felice, soddisfatta, tranquilla, mi hai fatta sentire forte, sicura, capace di controllo. Ti odio perchè tutto questo è effimero, ma mi davi la sensazione che avrebbe potuto durare per sempre. Ti odio perché mi hai fatto apprezzare io mio corpo solo quando ero XX chili. Ti odio perché mi hai fatto passare momenti in cui mi sentivo onnipotente. Ti odio perché tutto questo mi è piaciuto. Adesso lo so che non sei altro che un falso, ma un falso così verosimile da poter sembrare la realtà, ma non lo sei. Perfortuna non lo sei! E se ti azzardi a farmi venire ancora paranoie, ti mando a quel paese. Puoi cercare di farmi venire le ansie peggiori, non m’interessa. Anoressia, lo vuoi capire che adesso sei solo un peso? Sì, proprio tu, un peso! Tu che hai sempre cercato di non far pesare niente…Sei falsa, bugiarda, non voglio darti la soddisfazione di vedermi restringere, non ti meriti le mie lacrime e i miei dolori. Cosa mi stai dando tu ora? Perché io non vedo più niente, solo giorni fatti di ossessione e di vuoto. Da adesso in poi non te la darò mai più vinta. Certo alcuni giorni starò peggio, avrò voglia di ricominciare e restringere, ma non mi arrenderò, te lo assicuro, cadrò e sarò capace di rialzarmi. È bella la tua perfezione, ma è spersonalizzata, dai sicurezza e senso di controllo, ma qui dentro mi lasci solo un gran vuoto e un gran freddo. Vattene anoressia, non ti permetto più di controllare la mia vita!

Firmato Veggie

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phé

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ANORESSIA

ANORESSIA
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“Buonasera e scusi il giorno e l’ora, visitando alcune pagine ho visto il sito e mi è venuta voglia di scriverle.
Mi chiamo X, ho 19 ani e soffro da 4 anni ormai di anoressia nervosa e dagli ultimi 2 anche con condotte di eliminazione.
Non ne posso veramente più, non ce la faccio più! La mia vita sta ruotando completamente attorno al cibo, mattina e sera, su quello che dovrò mangiare e poi rigettare, su quello che devo comprare, a riempire la dispensa ma non di biscotti, ma di frutta e verdura ..
Io sono iscritta al primo anno di università e non ho ancora studiato nulla! mi sento malissimo so già che non riuscirò a dare nessun esame ed ho paura, tanta paura di far perdere soldi inutili ai miei per la mia svogliatezza. Ecco io ho paura ed evito, vedo che le materie sono troppo difficili e le evito. Vado sempre in giro sono un’iperattiva del cavolo, perdo un sacco di tempo che se mi concentrassi veramente sullo studio? lo userei bene.
Invece la mia mattina parte dalla colazione, a vomitarla, poi a trovare qualcosa da fare ma che riguarda il movimento, poi pranzo e ancora vomito e ancora in giro, poi la cena e così via e arrivo la sera stanca e depressa di tutta la mia inutile giornata e di come l’ho sprecata inutilmente in un sintomo del cazzo.
Perchè perchè faccio così?? perchè non riesco a tenermi il cibo dentro?? a me piace mangiare, ma odio il senso di pieno sullo stomaco e allora vomito, il bello è che mangio solo frutta verdure proteine e frutta secca, evito completamente i carboidrati.
Sono molto sottopeso. Sono appena uscita da un ricovero da cui penso non mi sia servito a nulla perchè infatti ho perso solo altro peso.. ed ho paura.. ho paura perchè so di non avere le forze, ma continuo così perchè mi rende sicura, non ho altro.. non so cos’è la normalità, NON VOGLIO AFFRONTARE LA VITA!! ho paura della vita..
vorrei morire, scomparire così risolvo tutto, almeno non farò stare più male i miei e non dovranno più preoccuparsi di nessuno e neanch’io ..
già ho paura per domani (Natale).. sarà un giorno “pericoloso”..
aiuto aiuto aiuto veramente non so veramente più cosa fare :((
Voglio morire davvero…
Mi scusi per lo sfogo
Spero di ricevere una qualsiasi risposta.”

Questa è una delle solite mail che mi arrivano sovente tramite il blog, ma purtroppo essa ha una grande e dolorosa conseguenza: l’autrice, la ragazza che scriveva queste parole, non c’è più…proprio così, lei non ce l’ha fatta, il suo cuore non ha retto. La notizia della sua scomparsa mi ha veramente scosso, mi fa sentire disarmata e impotente di fronte alla sofferenza che contengono i disturbi alimentari. “Perché faccio così? Perché non riesco a tenermi il cibo dentro?”: queste sono le domande a cui provare a dare una risposta attraverso una terapia, consapevoli del fatto che il vero problema non sta nel cibo in sé, ma in quello che c’è dietro, a cosa diavolo serve fare così, da cosa si vuole scappare o da cosa solleva il comportarsi in modo malato con l’alimentazione? Risolve qualcosa? No, direi che crea solo altri problemi, e l’autrice della mail ne ha pagato le conseguenze in modo irreparabile. Purtroppo lei è giunta a chiedere aiuto quando era troppo tardi, forse era caduta troppo in basso e troppo saldamente legata alle catene del Dca. Se, voi che state leggendo o un vostro caro, vi state incanalando nel tunnel di un qualsiasi diturbo alimentare, pensando che tanto vi fermate quando volete o che non è poi così grave, invece per favore fatevi aiutare subito. Domani potrebbe essere già troppo tardi. E da dove porta la malattia non si torna più indietro. Lei lo sa…ciao piccolo angelo!

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