Disturbi Alimentari

PERCHE’ UN DISTURBO ALIMENTARE?

Il disturbo alimentare viene concepito come espressione di sofferenza psicologica in una persona che fatica a sentirsi adeguata all’interno di determinate relazioni familiari e di un determinato contesto sociale.

Nel suo nucleo più profondo il disturbo alimentare rappresenta un tentativo difensivo adottato per lottare contro i propri sentimenti depressivi di disvalore e di sfiducia in sé. Chiuso nel suo mondo interiore, l’individuo trova le conferme che gli altri non gli danno proprio nella lotta vittoriosa contro la fame e i bisogni del corpo, oppure nel rifugiarsi nella consolazione del cibo, quindi nel concentrare tutte le proprie energie verso questo nuovo punto di riferimento -il cibo amato odiato- sempre a disposizione, che non delude, non abbandona, che si può controllare a proprio piacimento.
Fin dall’inizio è perciò necessario capire la funzione del sintomo: quale disagio di fondo è “curato” ora dal disturbo alimentare?

Tutti coloro che sono affetti da Disturbi Alimentari scelgono un sintomo, che si manifesta in forma di anoressia, bulimia, iperfagia o alimentazione compulsiva, per mascherare il profondo senso di vuoto e disperazione che, più o meno inconsapevolmente, permea il loro cammino.
La paura di restare soli, di venire rifiutati dal mondo esterno, di non riuscire ad affrontare la vita in modo armonioso, godendo delle sue gioie e tollerando i suoi limiti, appartiene a queste persone, sempre alla ricerca disperata di un modo per lenire la propria sofferenza, per sentire intorno a sè calore e accettazione, per riuscire a dare all’altro quell’amore che negano a se stessi, indurendosi di fronte alle proprie emozioni, murandosi all’interno di una gabbia fatta di ossessioni per il cibo e per il corpo, di ansie, di paure, di solitudini profonde, dove ogni cosa viva all’interno non riesce ad essere comunicata.
Il chiedere aiuto e appoggio diventa inaccettabile, un ostacolo insormontabile che metterebbe di fronte alle angosce del rifiuto da parte dell’altro e al pericolo di restare senza la difesa del sintomo, dunque malattia, silenzio e isolamento interiore fanno parte di questo mondo e attendono la possibilità di ridimensionarsi, attendono chi si avvicini senza invadere, ma con quell’intensità e quell’empatia che anelano da tempo e che è spesso risolutiva in termini affettivi, rispetto a molte cure mediche e psichiatriche che si incentrano esclusivamente sul sintomo.

Si riscontrano spesso tre aree di funzioni psicologiche perturbate in modo caratteristico: primo, gravi disturbi nell’immagine corporea, nel modo in cui questi soggetti si vedono; secondo, interpretazione errata di stimoli interiori ed esteriori, e in particolare un modo impreciso di percepire la fame è il sintomo più marcato; terzo, un senso di inefficienza paralizzante, la convinzione di essere del tutto incapaci di cambiare alcunché nella propria vita.
Spesso è come se un “dittatore interiore” impedisse alla persona con Disturbo Alimentare di soddisfare le proprie necessità, costringesse a respingere o a rigettare il cibo, che viene costantemente offerto ed è sempre disponibile. Ogni qualvolta essa si sente ansiosa o tesa, evita di mangiare o si precipita sulla consolazione del cibo, evitando così di scandagliare i problemi più profondi.
Nel Disturbo Alimentare si evidenzia di solito un quadro di inefficienza di fondo, incapacità di prendere una decisione, timore costante di non essere considerata/o abbastanza, assenza di una convinzione circa la propria sostanza e il proprio valore intrinseco, tensione a confermare l’immagine che altri si fanno di Lei/lui.
Ma tutto questo può essere cambiato e, attraverso un lavoro terapeutico, si giunge alla riscoperta di un’armonia col proprio sé interiore e con la propria immagine corporea.

Inoltre collaboro con un nutrizionista, e anche con ginecologi, medici e pediatri, perché sono convinta che solo un approccio integrato multidisciplinare possa debellare un problema così complesso!

I NUOVI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Oggi il 60/65% delle patologie sono Disturbi Alimentari Non Altrimenti Specificati:

  • Binge Eating Disorder (disturbo da alimentazione incontrollata)
  • Quadri simil anoressia nervosa (la persona vuole mangiare, ma non riesce perchè prova dolore fisico, non digerisce, ecc.)
  • Sindrome “mastica e sputa” (chewing and spitting)
  • Night Eating Syndrome (mangiare abbondantemente e in modo compulsivo di notte)
  • Grazing (spiluccare tutto il giorno, senza mangiare regolarmente ai pasti)
  • Ortoressia (ossessione per la purezza del cibo, di mangiare solo determinate cose sane e scelte)
  • Bigoressia (preoccupazione per non essere sufficientemente muscoloso)
  • Pregoressia (nelle donne in gravidanza, ossessione di aumentare il meno possibile e di perdere subito dopo il parto i Kg presi)
  • Emetofobia (paura di vomitare, di veder vomitare  e di alcuni cibi che ricordano il vomito)
  • Drunkoressia (astenersi dal cibo digiunando tutto il giorno per risparmiare calorie da dedicare agli alcolici)

Questi e altri comportamenti e pensieri relativi al cibo che creano disagio e stress soggettivo necessitano di una cura e di una terapia.

“Quando si cura una persona si può vincere o perdere,quando ci si prende cura di una persona si può solo vincere.” (Adams)