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ALIMENTAZIONE RESTRITTIVA

ALIMENTAZIONE RESTRITTIVA

C’è un nuovo disturbo del comportamento alimentare, di cui si sente raramente parlare. È il disturbo evitante-restrittivo nell’assunzione di alimenti. Chi ne soffre esclude dalla dieta determinati cibi o mangia solo quelli di un certo tipo, consistenza o colore.

A differenza degli altri disturbi del comportamento alimentare, nel disturbo evitante-restrittivo dietro al rifiuto del cibo non ci sono la distorsione della propria immagine corporea e l’ossessione del peso, ma la paura che un determinato cibo possa causare problemi. Si tratta di una sorta di ipocondria alimentare. Chi ne è affetto, a differenza dell’anoressico o del bulimico, è soddisfatto del suo corpo e della sua forma fisica, ma è convinto che determinati cibi possano, una volta ingeriti, causargli malesseri anche senza un motivo reale (allergia o intolleranza che sia). A favorire la diffusione di questo disturbo è anche l’atteggiamento selettivo che oggi si tende ad avere a tavola. L’enorme quantità di informazioni, spesso non veritiere, che circolano in rete, influenzano le scelte alimentari, creando facilmente fobie e paure irragionevoli intorno al cibo.

Il disturbo evitante-restrittivo può essere scatenato da più fattori. Le cause possono essere le abitudini alimentari scorrette e le condizioni di forte instabilità affettiva e relazionale che si possono vivere, per esempio, in famiglia. Ma attenzione: non conta solo l’ambiente sociale e familiare in cui si vive. Nella maggior parte dei casi la paura irragionevole del cibo è scatenata da eventi traumatici, come l’aver rischiato di soffocare, da bambini, ingerendo un determinato alimento.

Rispetto ad anoressia e bulimia è un disturbo molto più subdolo, perché inizialmente, soprattutto se insorge da bambini, non solo può essere scambiato con un semplice capriccio e di conseguenza sottovalutato, ma anche far ritardare e rendere più difficile la diagnosi. Le conseguenze che questo disturbo dell’alimentazione ha sulla salute spesso non sono evidenti nell’immediato visto che non necessariamente provoca una perdita di peso importante come nell’anoressia.

Se l’alimentazione evitante non viene curata, può causare carenze alimentari, patologie renali e molti altri disturbi. Inoltre, rischia di limitare i rapporti sociali influenzando in modo negativo le relazioni interpersonali. Il pericolo che si corre è isolarsi. Cose che sono normali, come condividere insieme agli altri i pasti, per chi ne soffre diventano motivo di ansia e disagio.

L’alimentazione evitante-restrittiva se non viene curata tende ad aggravarsi. Con un cura psicologica è possibile elaborare e curare questo disagio che spesso nasconde una sofferenza profonda: la paura del mondo espressa attraverso il timore e la selezione del cibo.

(Fonte: Laura Dalla Ragione)

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