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RIFLESSIONI SULLA VITA E DCA

RIFLESSIONI SULLA VITA E DCA
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Oggi riporto le riflessioni di Vicky (grazie cara, e un grande augurio) sul punto -della vita- che cambieremmo:

“La verità è che tornassimo indietro sceglieremo sempre quel pezzo di formaggio andato a male o il ragazzotto cretino. La verità è che non ce ne frega niente della data di scadenza o delle avvertenze dell’amica. Al momento quella fetta era davvero appetitosa e l’idiota aveva davvero un gran bicipite. Poi ci striziamo le budella per la caghetta tutta la notte e erigiamo filippiche tragedie sull’amore a senso unico. La verità è che ci piace pensare che se tornassimo indietro faremmo le scelte giuste, imboccheremmo il sentiero salvifico. E non quello sfigato che invece ci tocca percorrere ora. La nostra scusa, il mostro su cui investire tutto infondo. Come quando hai la febbre il giorno dell’interrogazione. O muore il cane. La scusa imprescindibile. La verità è che fin tanto si campa così per fare qualsiasi cosa saremo sempre troppo stanchi, con la mamma troppo severa e il marito troppo ubriaco. Quasi come fosse un qualcosa da commiserare e per cui essere coccolati. Una sorta di parafulmine sociale su cui vanno automaticamente a scaricarsi tutte le ingiustizie e le angherie che subiremo da quel punto in poi. Quel preciso punto che ha rovinato tutto, che CERTAMENTE cambieremmo se potessimo tornare indietro.

In un ipotetico rewind del nastro della vostra vita, quale punto sostituireste per garantirvi un finale felice? Quale punto incriminate? Io non tornerei mai indietro. Non è che non cambierei niente. Cavoli se potessi cambierei data e luogo di nascita. Ma stando a quello che mi è dato, io non cambierei niente della mia vita e di come è andata. E rullo di tamburi: rifarei tutto. Per questo sono stanca. Sono stanca di sentir parlare di combattere e di innalzare battaglie . Contro cosa? Il dca? Ma che cosa è il dca? Ho lottato tantissime volte nella mia vita contro di me. Ho lottato per non mangiare, per mangiare, per vomitare e non vomitare, per non farmi male, per impormi di camminare, nuotare e correre. Ho lottato per kg , per bilance e per fare felice della gente. E ho lottato per credere che se avessi lottato prima o poi avrei smesso di lottare. Se credi di ottenere qualsiasi cosa da te stessa imbastendo una guerra otterrai sempre e solo morti e guerre. Magari ne vinci anche qualcuna. Sono stanca. Voglio solo tirare su la mia vita meglio che posso e costruire i miei sogni. E se devo portarmi dietro una matassa di ossessioni e punti bui ben venga. Quello che posso fare è riuscire a gestirli il meglio possibile senza che sconfinino troppo. Un po’ come un fumatore che in segreto continua, di tanto in tanto, a nascondersi dalla moglie ed accendersi la marboro rossa nel giardino sul retro. Forse è un arrendersi, una cosa stupida o infantile. O un accettarsi…Ma non riesco a continuare a pensare di essere sbagliata. Non posso continuare guerre. Penso che sono sbagliata se mangio, perchè infondo potrei non farlo. E se non lo faccio penso che sono sbagliata perchè prima o poi manderò al diavolo tutto per queste ossessioni.

Se volete condividere anche voi le vostre riflessioni stile “Ritorno al futuro”, scrivetemi a  info@spazioaiuto.it

Comunque, la mia speranza, per chi intraprende un percorso terapeutico, è che si possa arrivare ad accettarsi pienamente e non solo come ripiego, e a smetterla di sentirsi sbagliati. Perché, grazie al cielo, nessuno lo è, al massimo si percepisce tale, ma le proprie percezioni possono sempre cambiare, soprattutto se erronee, come accade all’interno di un Dca.