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CRITICO INTERIORE E AUTOSTIMA

CRITICO INTERIORE E AUTOSTIMA

Come state mentre leggete questo articolo? Siete sereni o turbati, felici o tristi, pieni o vuoti, soddisfatti o frustrati…andate bene così come siete, e vorrei che ve lo ricordaste più spesso.

Non la pensa sempre così il nostro critico interiore, vero? Scommetto che – chi più, chi meno – ne sappiamo tutti qualcosa.

Non possiamo mettere a tacere questa parte di noi, la voce del critico interiore, il suo unico compito è quello di criticare ed è una voce che non si appaga mai perché, in quanto esseri umani, saremo sempre perfettibili e quindi non all’altezza degli standard di perfezione tanto cari al critico interiore. Ciò che possiamo fare, però, è imparare a trasformarla. Ad esempio attraverso un buon lavoro di terapia!

Oggi non è affatto facile, perché abbiamo dei modelli ideali e altisonanti a cui aderire e a cui ispirarci.

Infallibili, sicuri di noi stessi, capaci di gestire al meglio le nostre emozioni, apprezzati e ammirati dagli altri e completamente appagati dalla nostra vita. Sono questi i nuovi standard – amplificati dai social network – a cui oggi siamo chiamati a aderire per poterci sentire veramente all’altezza e che sono all’origine di una vera e propria “epidemia di insicurezza” che tocca tutte le relazioni fondamentali della nostra esistenza: quella con noi stessi, quella con gli altri e quella con il mondo circostante.

La voce del critico interiore ci convince che questi standard sono giusti e da raggiungere, non importa a quale costo…Penso ad esempio alla relazione col cibo: spesso abbiamo una visione ideale di cosa dovrei mangiare, di cosa è giusto o sbagliato, come se dovessimo alimentarci secondo un perfetto manuale di nutrizione umana. E se sgarriamo, secondo la sua logica, siamo dei falliti, dei pessimi mangiatori, con un’ottica del bianco o nero che porta oggi a tanti problemi col cibo!

Ascoltare la voce del critico interiore fa perdere la capacità di ascoltare se stessi, la propria saggezza interiore, inchiodando se stessi alla convinzione che siamo inadeguati e fallimentari. Spesso non è possibile mettere a tacere il critico interiore, proprio per gli infiniti e alti obiettivi che ci poniamo, il punto è imparare a non ascoltarlo, non dargli retta, non credere a ciò che dice come fosse verità assoluta, ma è solo la sua opinione a cui scegliamo di non aderire.

Per imparare a fare questo lavoro è talvolta necessario un aiuto, un percorso terapeutico per insegnare a gestire il critico interiore e costruire una solida autostima.

Per commenti o domande, scrivi a info@spazioaiuto.it