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DISTURBI ALIMENTARI: CONSIGLI

DISTURBI ALIMENTARI: CONSIGLI

Le persone che soffrono di un disturbo alimentare tendono a minimizzare o addirittura a negare il problema. A volte manca proprio la consapevolezza del disturbo alimentare, altre volte c’è un forte senso di vergogna o la paura di dover rinunciare ai vantaggi secondari del disturbo (per esempio la magrezza o l’effetto calmante di un’abbuffata). Queste persone hanno bisogno di essere trattate con sensibilità e determinazione. E’importante dare loro la sensazione di assoluta autonomia, ogni decisione resta comunque una loro scelta, devono trovare la motivazione dentro di loro, ma è importante essere chiari e informare sulle conseguenze anche gravi di un comportamento alimentare errato.

Soffrire di un disturbo alimentare significa avere problemi gravi con la propria immagine corporea. Di conseguenza si esprime molta reattività a ogni commento sul proprio corpo. E’importante ponderare bene le parole, per risvegliare la consapevolezza che può motivare a un cambiamento. Frasi come “dovresti ingrassare/dimagrire” o “sei troppo grassa/magra” vengono interpretate come una pesante critica. Meglio usare delle formule come “il tuo peso è molto al di sotto della norma”, che risultano neutre e quindi più facilmente accettabili. Frasi come “forse soffri di anoressia” vengono accettate più facilmente di “sei anoressica!”.

Le persone che soffrono di un disturbo alimentare sono spesso convinte di essere responsabili del loro comportamento. Credono che dipenda unicamente dalla loro volontà riuscire a indurre un cambiamento e il fatto di non riuscire fa insorgere un senso di fallimento e vergogna. Sentirsi dire che si tratta di una malattia, non di una questione di golosità o mancanza di volontà, di un sintomo che va curato come qualsiasi altro può avere un effetto benefico.

Il riconoscimento precoce di un disturbo alimentare e la cura tempestiva è fondamentale per garantire successo terapeutico ed evitare la cronicizzazione.

Le seguenti domande potrebbero essere di aiuto per orientarsi verso una possibile valutazione di disagio comportamentale alimentare:

  • Hai il ciclo mestruale irregolare?
  • Hai spesso pensieri rivolti al cibo o al corpo?
  • Quante volte sali sulla bilancia?
  • Sei soddisfatta del tuo peso e della tua figura corporea?
  • Ti metti spesso a dieta?
  • Ti succede di digiunare o saltare i pasti?
  • Hai cali o aumenti di peso frequenti?
  • Quante ore alla settimana pratichi sport?
  • Ci sono alimenti che ti vieti?
  • Sai quante calorie assumi ogni giorno e quante ne vorresti assumere?
  • Ti succede di mangiare di nascosto?
  • Prendi lassativi o diuretici o altri prodotti dimagranti?
  • Ti succede di mangiare in maniera compulsiva con la sensazione di non riuscire a fermarti?

Se vi ritrovate a rispondere ‘Sì’ anche a una sola di queste domande, non esitate a cercare una consulenza per affrontare la questione e valutare se avete bisogno di un aiuto specialistico per evitare che il disturbo di aggravi.

Per commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it