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L’ATTEGGIAMENTO ANORESSICO

L’ATTEGGIAMENTO ANORESSICO
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Le anoressiche insistono nel dirsi incapaci di “vedere” la loro magrezza; tutte le preoccupazioni degli altri sono prive di fondamento, perché loro stanno benissimo, sono giuste così e il loro aspetto è quello che vogliono avere; anzi, dicono di essere ancora “troppo grasse”. A questo sintomo tipico, l‘immagine corporea distorta, contribuisce anche un allenamento a ingannarsi da sé. Le pazienti si esercitano nel guardarsi allo specchio, da tutti gli angoli, fiere di ogni etto che perdono e di ogni osso che sporge. E quanto maggiore è l’orgoglio di questo aspetto, tanto più insistono nel dire che è perfetto. Questa assillante preoccupazione circa il proprio peso sembra parte del desiderio anoressico di far l’impossibile, dell’orgoglio di essere ultra-speciali perché ultra-magri. Una persona che si odia per essere aumentata di qualche chilogrammo deve essere molto insicura e avere una scarsissima opinione si sé.
“Quando si è tanto infelici e non si sa come venire a capo di nulla, avere il dominio sul proprio corpo diventa un successo sfolgorante. Si trasforma il corpo nel proprio regno, dove si fa la parte del tiranno, del dittatore assoluto”. Con questo atteggiamento, il non cedere a qualsiasi esigenza del corpo diventa la massima virtù. Ciò che viene negato con maggiore forza è il bisogno di cibo. Per penosa che sia la fame, sopportarla un’ora di più, rinviare anche l’ingestione di una quantità infinitesima di cibo fino al punto della fame estrema e al giramento di testa, diventa segno di vittoria e questo, a sua volta, genera quel segreto orgoglio, quel senso di superiorità sul quale le anoressiche impostano i loro rapporti col mondo circostante.

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COPPIA E DISAGIO

COPPIA E DISAGIO
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Cosa fare di fronte a un disagio nella coppia? Perché alcune coppie escono rinforzate dalle difficoltà e altre traballano e si schiantano? Partiamo dal presupposto che non esiste vita senza difficoltà. Detto questo, lo stesso problema è visto in modo molto differenziato dai due della coppia; il punto di vista diverso determina un modo di sentire, capire e vivere le cose molto diverso. Una difficoltà può essere banale per uno e insormontabile per l’altro.

Le difficoltà che si possono incontrare in una coppia sono di vari gradi: dallo stress (lavoro, figli, mancanza di tempo) al disagio vero e proprio (non intendersi su aspetti importanti della vita come l’educazione dei figli, l’uso del tempo, ecc. e l’essere delusi) fino al trauma. Il trauma è un evento psichicamente insopportabile (una grave malattia, una morte…), un qualcosa per cui non siamo fatti e questo può certamente minare la coppia. Ci sono difficoltà così grosse da non essere state preventivate quando la coppia si è formata e per questo provocano inevitabilmente dei problemi, che spesso necessitano di un aiuto esterno per essere superati.

Cosa fare invece di fronte ad un disagio? La prima posizione è l’ascolto: solo attraverso l’ascolto è possibile che i due partners si incontrino, è importante recepire i segnali oltre ad ascoltare quello che l’altro dice, inutile invece rimuginare e parlare in modo ripetitivo di cosa non va. Secondo, non lasciare ingrandire un certo problema e non accumulare i problemi. Ciò che non viene esaminato diventa a volte un inciampo molto grosso. Non conviene mai accumulare infelicità, ma leggere i primi segnali di disagio, altrimenti alla fine esso esploderà in modo dirompente e più difficilmente rimediabile. Infine, una condizione perché le difficoltà non travolgano è la disillusione.

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GELOSIA TRA FRATELLI

GELOSIA TRA FRATELLI
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In una famiglia il motivo più frequente della gelosia è la rivalità tra fratelli per accaparrarsi l’affetto e l’attenzione dei genitori. La causa più frequente normalmente è la nascita di un nuovo fratello.

Di fronte alla nascita di un nuovo fratello, al bambino sembra che il mondo cominci a muoversi intorno ad un centro che non è più lui. Comincia a credere che non gli si vuole bene o che lo si abbandona, cosa che spesso genera in lui sentimenti di colpevolezza e di crisi di autostima. Questa colpevolezza cresce a causa dei sentimenti ostili che nutre verso il fratello appena nato, ostilità che avverte dentro di sé e che intuisce che non è buona. In questa situazione il bambino chiede di essere amato e curato il doppio. Purtroppo talvolta i genitori non sono coscienti di questo bisogno e sia i genitori sia i familiari ammirano le qualità del neonato dimenticando il più grande e relegandolo al ruolo di “principe detronizzato”. La gelosia può anche esserci in un fratello più piccolo nei confronti del più grande. Questo capita frequentemente quando il più piccolo vede in suo fratello un termine di paragone difficile da imitare e raggiungere; quando lo vede come un rivale che fa sempre e tutto meglio di lui. La gelosia può apparire anche quando il minore vede che suo fratello gode di privilegi che a lui invece vengono negati. Di fronte a questa situazione, il piccolo può attaccarsi ancora di più a sua madre e comportarsi come se non volesse crescere o, al contrario, agire in modo aggressivo e invidioso e manifestare per tutta la vita un costante atteggiamento di voler superare gli altri.

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