Spazio Blog

CIBO E DISTURBI ALIMENTARI

CIBO E DISTURBI ALIMENTARI
Commenti disabilitati su CIBO E DISTURBI ALIMENTARI

Nei disturbi alimentari il cibo è come una copertina che serve a coprire le vere preoccupazioni, le paure, le ansie, il senso di inadeguatezza…Ma come fare a togliersi questa copertina? In fondo la si gira e rigira, ma rimane sempre a proteggerti, anche se non è mai abbastanza, è una coperta troppo corta che lascia in balia delle proprie debolezze. Bisogna imparare a sentire freddo e sentirsi in grado di sopportarlo, senza usare questa copertina che, primo, non ci coprirà mai del tutto e secondariamente illude soltanto di coprire, ma in realtà ci lascia esposti a tutte le nostre preoccupazioni, con in più il senso di colpa per aver mangiato male o troppo…La soluzione è sentirsi abbastanza in ciò che si fa, avere il coraggio di affrontare la vita senza la copertina che ci protegge sentendo che ce la si può fare: solo allora possiamo toglierci la copertina.

A cosa serve avere controllo sul cibo? O al contrario perdere il controllo e abbuffarsi fino a riempirsi da star male? In fondo il controllo sul cibo è solo l’epifenomeno del controllo su altro: si vorrebbero avere tutte le caselle della vita in perfetto ordine, ma questo è impossibile…c’è sempre qualcosa che sfugge al controllo, che non va come noi vorremmo, una macchiolina nel nostro bellissimo schermo bianco. Allora il controllo sul cibo diventa l’unica modalità che ci rimane per sentire tutto sotto controllo, perfettamente a posto, che ci fa sentire bene. All’opposto, perdere il controllo sul cibo, mangiare in maniera eccessiva, abbuffarsi per riempire chissà quali vuoti, risponde allo stesso bisogno: si vorrebbe avere tutto perfettamente bianco, in ordine e senza stonature e, dato che ciò è impossibile, si rinuncia a controllare e si manda tutto all’aria (“Ormai ho sgarrato”, “Non andrà mai tutto come voglio io, allora mando tutto all’aria”). Questa modalità del “tutto o nulla” è la tipica caratteristica di chi soffre di disturbi alimentari, ma è una dinamica molto difficile da eliminare, diventa un comportamento e un pensiero automatico che non si riesce ad abbandonare, una convinzione a cui non si riesce a rinunciare tanto facilmente. Solo attraverso un percorso terapeutico è possibile trovare modi alternativi per affrontare e vivere la vita, che non siano l’uso pervasivo del cibo come copertina e del controllo o della perdita di controllo come falsa soluzione a tutto.

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

More

COPPIA E RELAZIONI AFFETTIVE

COPPIA E RELAZIONI AFFETTIVE
Commenti disabilitati su COPPIA E RELAZIONI AFFETTIVE

Come viene vissuta oggi la coppia? Uomini e donne, nostri contemporanei, oggi spesso sono disperati perché abbandonati a se stessi, si sentono degli oggetti a perdere, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e della relazione, una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, e quindi ansiosi di instaurare relazioni, ma al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni stabili.

Le relazioni di coppia, i legami affettivi tra le persone oggi sono fragili, anzi liquidi. Cosa vuol dire “liquidi”? La “fragilità” di un legame dà la sensazione che esso debba, prima o poi, irrimediabilmente frantumarsi, e quindi non tornare mai più come prima. Il termine “liquido”, invece, rende l’idea di legami di coppia che ondeggiano tra il desiderio di stabilità e sicurezza e, per contro, la paura di restare incastrati in cappi e legacci troppo stretti, cui dover sacrificare la propria personalità o la propria libertà, o ancora le proprie aspettative di vita.

In una società consumistica come quella nella quale viviamo quotidianamente, l’altro diventa una cosa pronta per noi, disponibile a nostro uso e consumo, non più oggetto del desiderio, ma oggetto di mero soddisfacimento. L’amore diventa l’arte di alimentare la «relazione tascabile», pronta all’uso, e sulla quale esiste un controllo totale. Le relazioni di coppia possono essere paragonate ad investimenti come tutti gli altri, ma vi verrebbe mai in mente di pronunciare un giuramento di fedeltà alle azioni che avete appena acquistato dal vostro promotore finanziario? Di non guardarvi mai intorno laddove possano presentarsi occasioni migliori?

Avere una relazione, vivere nella coppia, significa un mucchio di grattacapi, ma soprattutto vivere nella perpetua incertezza. Non potrai mai essere realmente, pienamente sicuro di cosa fare, nè certo di aver fatto la cosa giusta o di averla fatta al momento giusto. Fino a quando le relazioni sono viste come investimenti redditizi, come garanzie di sicurezza e soluzioni ai problemi, non c’è via di scampo: testa perdi, croce vince l’altro. La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto sembra fare la relazione sentimentale di coppia. In una relazione puoi sentirti altrettanto insicuro di quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Se riconoscete di vivere una relazione di coppia che vi mette ansia e vi genera insicurezze e  preoccupazioni, provate a chiedere un aiuto esperto in fretta…

Per domande o commenti, scrivi a info@spazioaiuto.it

More

VERGOGNA E DISTURBI ALIMENTARI

VERGOGNA E DISTURBI ALIMENTARI
Commenti disabilitati su VERGOGNA E DISTURBI ALIMENTARI

Nei disturbi alimentari il sentimento della vergogna è un tema centrale. Quando si hanno abbuffate, è esperienza comune mangiare di nascosto e velocemente, vivendo sentimenti di vergogna per il proprio comportamento alimentare e per se stessi e ansia per l’eventualità di essere scoperti. Si tratta di emozioni spiacevoli, che caratterizzano un comportamento alimentare non salutare, né normale. Per far fronte a questo tipo di sentimenti, il primo passo da fare è riconoscere che ciò che tentiamo di nascondere è la nostra convinzione di non essere abbastanza. A partire da questa consapevolezza, si possono affrontare pensieri ed emozioni che ruotano intorno a questa convinzione centrale e che ricadono sul comportamento alimentare. E’ necessario anche diventare consapevole dei pensieri ripetitivi: nei momenti di difficoltà, è esperienza comune avere dei pensieri ripetitivi nella testa, che riguardano dubbi su di sé, sul proprio valore personale e sulle proprie capacità. Alcuni esempi sono: “Sono un caso disperato”, “Sono inadeguata”, “Sono un fallimento”, “Sono sola”, “Non ce la farò mai”, “Sono mediocre”. Alcune volte la vergogna si manifesta come una critica interiore, altre volte come un giudice richiedente, per il quale tutto ciò che si fa non è mai abbastanza.

Dopo esserne diventati consapevoli, come possiamo lavorare con la vergogna e divenire più forti? Il primo passo è sicuramente quello di impedire alla vergogna di crescere ulteriormente. I taboo e i segreti, il silenzio ed il giudizio sono tutte cose che alimentano la vergogna e la fanno crescere in maniera esponenziale. Rompere il silenzio e sfidare i pensieri-taboo sul cibo e l’alimentazione costituiscono una parte essenziale del processo. Spesso basta chiedere aiuto e parlare con un terapeuta per diminuire il problema. Poi è necessario accettare il disagio emotivo e permettergli di dimorare nel presente, sospendendo il giudizio. Esporre le proprie storie “segrete” richiede coraggio, mentre tenerle nascoste ci permette di non fare i conti con quello scomodo disagio emotivo e con la paura di essere giudicati, con la conseguenza però che i comportamenti non funzionali non cesseranno.  Bisogna imparare a trattarsi con compassione e gentilezza. Cambiare il proprio dialogo interno, come se stessimo parlando a qualcuno che amiamo, come un figlio o un compagno, ci permetterà di utilizzare un atteggiamento diverso con noi stessi. Cosa ti direbbe un amico che ti vuole bene in questo momento? Il dialogo interno ha il potere di far crescere in noi emozioni di angoscia e vergogna, quando critico e negativo, e di compassione e serenità, quando è gentile e compassionevole. Non è semplice attuare questi passi da soli, è opportuno chiedere aiuto ad uno specialista.

Per domande, commenti o appuntamenti, scrivi a info@spazioaiuto.it 

More